Princess Princess di Mikiyo Tsuda

A cura di Nimue (testi) e Rhayader (grafica)

Titolo: Purinsesu Purinsesu
Autore: TSUDA Mikiyo
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::  
Anno di pubblicazione: 2002/2006
Casa Editrice: Shinshokan
Rivista di pubblicazione: Wings
Numero volumi: 5 (concluso)

:: Il manga in Italia ::
Numero volumi: 5 (concluso)
Titolo: Princess Princess
Anno di pubblicazione: 2007/2008
Casa editrice: Star comics
Collana: Shot
Prezzo: € 3,30/€ 3,50
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: L’autrice ::
Mikiyo Tsuda è uno dei due pseudonimi con cui è conosciuta la stessa autrice, assieme a Taishi Zaō. Mentre col primo firma commedie shoujo per la rivista “Wings” della Shinshokan, col secondo è conosciuta per storie shounen ai, edite sempre dalla Shinshokan sulla rivista “Dear+”.
Ha debuttato nel 1998 con Electric Hands (shounen ai). Altri manga degni di nota sono Kakumei no Hi (1999) e Family Complex (2000), i cui protagonisti (e relativa famiglia nel secondo caso) appaiono anche in Princess Princess.
Tra maggio 2006 e gennaio 2007 è stato serializzato un seguito del manga (1 volume), intitolato “Princess Princess+”. Esistono anche un anime del 2006 in dodici episodi, un tv drama in dieci episodi, sempre del 2006, e un gioco per Playstation. Ha prodotto innumerevoli dojinshi sugli anime più famosi.

Storia

Volume 1

Tooru Kono si trasferisce, ad anno scolastico già iniziato, nel liceo maschile Fujimori. Non appena mette piede nell’edificio si sente stranamente osservato, ma non riesce a comprenderne il motivo. Il bello è che tutti dimostrano fin troppo interesse per il nuovo arrivato, professori compresi. Tutto ciò è motivo di disagio per il giovane, che si stupisce ancor di più quando scopre che il suo vicino di banco, Yujiro Shihodani. è simile in tutto e per tutto a una ragazza. Solo il capoclasse Sakamoto gli pare una persona normale, ed è contento che sia lui a fargli fare il tour della scuola, peccato che lungo i corridoi e nelle varie stanze tutti gli studenti salutino il ragazzo con molta deferenza, addirittura inchinandosi al suo passaggio e chiamandolo “Signor Sakamoto”, nonostante costui continui ad affermare di essere un comunissimo alunno di prima superiore. Il fatto è che suo fratello maggiore, diplomatosi nello stesso istituto prima del suo arrivo, era molto affascinante e carismatico, tanto da essere chiamato da tutti “Signor Sakamoto”. Lui, che pure non gli somiglia molto, ha “ereditato” il titolo, tutto perché il Fujimori non è una scuola come le altre…
Tooru ha finalmente modo di scoprire le particolarità dell’istituto una volta raggiunto il dormitorio dove alloggerà: accompagnato da Shihodani, che diventerà il suo compagno di stanza, fa qui la conoscenza di Tsuji, responsabile del dormitorio e di Mikoto Yutaka, detto Miko-chan, che, non appena si rende conto che anche Kono è destinato all’ala estrema dell’edificio, gli chiede subito di prendere il suo posto! L’interesse dei compagni per l’efebico Tooru è così spiegato: nell’istituto Fujimori, essendo esclusivamente maschile, vige la tradizione che gli studenti che spiccano sugli altri per il loro grazioso aspetto siano fatti vestire da donne, dette “principesse”, il tutto per allietare le giornate dei compagni, in un’età in cui le ragazze sono il chiodo fisso dei giovani. La situazione è poi forzata da una sorta di “ricatto”: se i prescelti dovessero rifiutare il ruolo, nonostante i buoni voti, rischierebbero la bocciatura.
Tooru non ha intenzione di accettare una simile situazione, però Shihodani e Tsuji gli fanno presente che la sua candidatura è ormai cosa fatta, dal momento che ha girato per tutta la scuola assieme a Sakamoto, che è come “una calamita per farsi pubblicità”.
La mattina dopo sente, in effetti, che gli sguardi di tutti sono ancora concentrati su di lui; ha anche modo di rendersi conto di come Shihodani ricopra bene il suo compito, distribuendo sorrisi affettati e frasi gentili a chi ne ha bisogno, proprio come farebbe una divinità scesa in terra.
Nonostante la stizza per la candidatura, Kono è costretto ad attendere la convocazione dell’associazione studentesca, cosa che non tarda ad arrivare: i membri, come ha modo di constatare subito, sono tutti degli splendidi ragazzi e il “candidato” chiede senza mezzi termini se il criterio di scelta anche per loro non sia stato quello dell’avvenenza fisica. Il presidente Arisada, che trova Tooru molto simpatico, nega che questo valga per i suoi collaboratori, ma non per se stesso… Dopo questo scambio di opinioni viene formalmente dichiarata la candidatura e spiegati i doveri di una principessa, vale a dire animare l’assemblea mattutina e le altre riunioni, fare il tifo durante gli eventi sportivi, incoraggiare gli studenti a partecipare alle attività scolastiche, stimolare la voglia di studiare. Quindi viene domandato direttamente all’interessato se intende accettare la proposta: siccome Tooru sembra molto titubante e più propenso al rifiuto, Arisada gli suggerisce di ascoltare a quali interessanti benefici porterebbe una risposta positiva.
Siccome la maggior parte del budget scolastico è destinato all’attività delle principesse, molti sono i benefici concessi: il primo è che, in caso di assenza o ritardo a causa di un impegno come principessa, si è giustificati, poi ogni mese si ricevono trenta buoni per il pranzo in mensa (praticamente tutto il mese di pasti gratuiti), infine anche libri, cancelleria e divise sono forniti gratuitamente; oltre a ciò, siccome alle principesse viene chiesto spesso di posare per fotografie, c’è la possibilità di parecchi guadagni extra.
Tutti questi fantastici vantaggi convincono Kono ad accettare immantinente l’offerta, suscitando però le ire di Mikoto, che gli rinfaccia di voler subire una sorta di pubblico ludibrio in cambio di vile denaro. Da quest’orecchio però Tooru non ci sente: il ruolo di principessa gli appare ora come un piccolo sacrificio in cambio di un’enorme ricompensa.
Mikoto è così rigido e ostile alla cosa perché ha una fidanzata, e per questo motivo si vergogna ancora di più… Mentre sta litigando con Shihodani, entra all’improvviso nella stanza dell’Associazione studentesca un tipo strano, Natasho, che subito si mette ad ammirare l’avvenenza di Tooru e a immaginare abiti e accessori per il nuovo trio. Si tratta, infatti, dello “stilista delle principesse”, membro del club di economia domestica, fissato con lo stile gothic lolita (ovvero vestiti pieni di pizzi e fiocchetti, gonne molto gonfie e ondeggianti, fiori in testa, collane pesanti, guanti ricamati, calze a rete e scarpe con zeppe altissime).
Mikoto continua a insistere sul fatto che Kono potrebbe prendere il suo posto, visto che all’orgoglio maschile preferisce i soldi, ma Arisada non sente ragioni: anche all’accusa di non poter capire cosa si provi a doversi travestire da donna risponde che lo sa benissimo, dato che al primo anno anche lui è stato una principessa. L’importante è resistere per un anno scolastico, quindi non permetterà a nessuno di lasciare il posto.
In occasione della “nascita” della nuova principessa, verrà organizzato un party di benvenuto durante la prossima assemblea studentesca.
Leggendo l’avviso relativo, tutti gli studenti sono curiosi di vedere che costumi ideerà Natasho per l’occasione…
Nel frattempo Tooru e Shihodani stanno litigando fra loro per i soprannomi che si sono vicendevolmente affibbiati. Il battibecco si placa quando hanno a che fare con Miko-chan e la sua solita riluttanza nel comportarsi con elegante femminilità: col suo comportamento scostante e con l’espressione antipatica che fa, è vittima di attacchi molesti dai compagni, mentre Shihodani e anche Kono, che ha già imparato bene, grazie a un atteggiamento cordiale e affettato, “da regine”, riescono a soddisfare i desideri degli altri, che li adorano tenendosi a debita distanza.
Decidono di dare delle lezioni di comportamento al collega che subito non riesce a capire il concetto e ad agire di conseguenza, ma poi, forse condizionato dai rimproveri e preso alla sprovvista dall’arrivo di Natasho, riesce a sfoderare lo stesso sorriso elegante degli altri, riuscendo a evitare l’assalto del senpai stilista.
Natasho li ha raggiunti per far provare loro i nuovi costumi, realizzati apposta per il debutto di Kono. I vestiti sono davvero esagerati e pieni di fronzoli: quando le principesse fanno per spogliarsi per provarli però, i membri del club di economia domestica, imbarazzati, chiedono di andare nello spogliatoio a cambiarsi. Sanno che le principesse sono maschi, ma non vogliono verificarlo coi loro occhi, rovinandosi così tutte le fantasie…
Shihodani e Tooru sono velocissimi a cambiarsi, mentre il solito reticente Mikoto non vuole saperne: Kono gli spiega che è meglio adattarsi al più presto alle novità, la situazione non cambierà comunque, quindi è meglio mettere da parte l’orgoglio e arrendersi al ruolo di principessa.
Dopo la prova costumi, i tre si recano in palestra da Arisada che trovano in compagnia di Sakamoto, prossimo candidato alla carica di presidente dell’Associazione studentesca. Lui afferma di non saperne nulla, ma già il fatto che Arisada gli dia del lei e lo chiami “Signor Sakamoto” è un dato di fatto.
Finalmente arriva il giorno del debutto di Tooru: alla fine dell’assemblea studentesca le tre principesse fanno il loro ingresso in palestra a bordo di un go kart decorato per l’occasione. La folla è in tumulto per loro, Shihodani e Kono elargiscono sorrisi e saluti affettuosi e, dopo un inizio stentato, anche Mikoto riesce a fare bella figura.
Il primo compito “istituzionale” delle principesse è incoraggiare i vari club sportivi del liceo Fujimori in vista delle partite di preselezione distrettuale. Siccome non potranno essere presenti a tutte le partite, dato che molte si svolgeranno in contemporanea, dovranno però recarsi nei vari club tutti i giorni durante gli allenamenti, per sostenere e incoraggiare gli atleti. In caso di vittoria di qualche preselezione, dovranno però andare ad assistere travestiti da donna agli incontri, anche del campionato nazionale se necessario. Tutto ciò non è molto auspicabile, nemmeno dalla “principessa più navigata” Shihodani.
Vestiti da cameriera svolgono quindi il loro compito, sperando segretamente che nessuno riesca a passare le preselezioni distrettuali… Tanta è la sorpresa quando invece scoprono che la maggior parte dei club sportivi ha raggiunto risultati eccezionali, tutto grazie a loro! Shihodani, per ovviare all’imbarazzo di presentarsi fuori della scuola vestiti da donne, propone di convincere altri studenti tifosi a vestirsi da donne, così da non risaltare in mezzo al mucchio. Tooru non sa in quanti accetteranno, però è l’unica soluzione possibile: poiché il loro amorevole tifo è riuscito a far emergere le capacità agonistiche degli sportivi della scuola, riuscirà anche a far venire fuori la cheerleader che c’è in ogni studente del Fujimori!
Per le partite di pallone, Natasho vuole realizzare dei nuovi costumi, perciò intende prendere di nuovo le misure alle principesse, col pretesto che sono in fase di crescita. Ciò è confermato per Kono e Shihodani, che sono aumentati di qualche centimetro, ma non per il povero Mikoto, che esce dal laboratorio di sartoria lamentandosi diffusamente della cosa.
Sulla strada per il dormitorio incontrano Sakamoto, che, in occasione delle vacanze estive e visto che, a parte Miko-chan, non hanno intenzione di tornare a casa, li invita presso di lui.
Prima delle vacanze però ci sono gli esami e le temute partite, alle quali i nostri si presentano vestiti da infermiere, suscitando tante richieste di medicazioni dai compagni.
È proprio durante una di queste che Sakamoto corre trafelato verso Kono, dicendogli che una ragazza lo sta aspettando davanti al cancello d’ingresso della scuola. Chi sarà la sconosciuta?

Considerazioni
Princess Princess è il primo manga di Mikiyo Tsuda ad arrivare in Italia.
Quest’autrice, che credo sia piuttosto nota in ambito “internettiano”, è relativamente in crescita, visto che il suo debutto è avvenuto nel 1998, ed è forse più conosciuta con lo pseudonimo di Taishi Zao, usato per firmare storie shounen ai, come afferma lei stessa nella postfazione del primo volume di Princess Princess. In effetti, sempre da quanto emerge dalle sue stesse parole, in origine “Pri Pri” (contrazione di Princess Princess) avrebbe dovuto essere un manga boy’s love, però, visto che la rivista di pubblicazione (“Wings” della Shinshokan) non è dedicata al genere e visto che la trama stessa non presenta storie di amore omosessuale, ma solo di amicizia e cameratismo tra studenti, ha optato per un altro pseudonimo, Mikiyo Tsuda appunto.
La genesi dell’opera è stata piuttosto lunga e, per rinvigorire il parco personaggi, la mangaka, a corto di fantasia, ha deciso di inserire tra i protagonisti due personaggi provenienti da sue opere precedenti: si tratta di Sakamoto (protagonista di “Family complex”) e Mikoto (protagonista di “Kakumei no Hi”, “Il giorno della rivoluzione”). In pratica Pri Pri diventa una sorta di spin off dei manga più importanti dell’autrice.
Questa contaminazione tra opere diverse di uno stesso autore non è una novità nell’ambito mangaceo: si pensi, per esempio, alle stranote CLAMP, che fin quasi dagli esordi hanno infarcito diversi loro manga di personaggi provenienti da altre pubblicazioni, (ad es. personaggi di Tokyo Babylon presenti in X), fino ad arrivare all’estremo, cioè l’autocitazione in salsa diversa (Card captor Sakura trasfigurata in Tsubasa reservoir chronicle).
Non ho letto altri manga della Tsuda, però trovo che non sia una cattiva idea inserire personaggi magari molto amati, che comunque hanno attinenza coi fatti o legami coi luoghi, a patto di non esagerare per non cadere nel dubbio della motivazione prettamente (e biecamente) economica.
La trama appare da subito come estremamente comica, a volte esageratamente, a volte più velatamente ironica. È presente anche qualche momento, ma si tratta giusto di qualche vignetta, in cui i nostri protagonisti, in particolare Kono e Shihodani, sembrano riflettere sui loro problemi e sulla propria situazione personale, della quale in principio non ci è dato sapere granché.
Si può dire che i personaggi principali inizino a farsi conoscere grazie alle loro caratteristiche più evidenti ed esteriori, che li fanno sembrare abbastanza stereotipati, ma l’introspezione psicologica si farà strada nei restanti volumi, sempre entro un certo limite.
Il manga, in effetti, si distingue piuttosto per le numerose situazioni assurde, al limite dell’insensatezza. Anche la tematica del travestitismo scolastico non è una novità, magari solitamente è trattata in modo un po’ diverso, però non si può negare che sia alquanto logora.
Princess Princess è però uno shoujo sui generis, non presentando protagoniste né personaggi femminili, e possedendo uno stile di disegno che è allo stesso tempo morbido e spigoloso.
Non si tratta infatti del canonico stile shoujo, tuttavia è molto particolareggiato e abbastanza proporzionato. I fondali sono sempre pieni o densamente retinati e pure i balloon, contenenti dialoghi fitti e serrati, contribuiscono al riempimento delle vignette.
Personalmente non ho apprezzato molto questo manga, a causa delle situazioni fortemente estreme cui vanno incontro i tre protagonisti e per i caratteri piuttosto convenzionali e prevedibili degli stessi, tuttavia lo promuovo come prodotto nella media o leggermente superiore, sia perché il mio è un parere schiettamente personale e credo che molti invece potrebbero gradire questo tipo di comicità esagerata e surreale, sia perché ogni nuovo autore merita una possibilità, almeno un’occhiata ai primi volumi per farsi un’idea generale dell’opera.

 

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