Made in Heaven di Yukari Yashiki e Ami Sakurai

A cura di Emy (testi), Deda (info) e Ananke (grafica)

Titolo: Made in Heaven
Story & Art: YASHIKI Yukari
Story: SAKURAI Ami
Categoria: Shoujo*

*non risulta che questo titolo sia mai stato serializzato su rivista. Lo cataloghiamo come shoujo per via dell’impostazione delle tavole.

:: Il manga in Giappone ::
Editore: Gentosha
Numero di volumi: 2, completo
Nome del primo: Made in heaven – Kazemichi
Nome del secondo: Made in heaven – Juri
Data di pubblicazione: 2003

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Made in Heaven
Volumi: 2, concluso
Editore: J-Pop
Distribuzione: solo fumetterie e librerie specializzate
Prezzo: 6,50 €
Data di pubblicazione: 2008

Storia
Reiji si risveglia in ospedale dopo un grave incidente. La prima cosa che gli viene spiegata è che, in seguito all’incidente, molte parti del suo corpo sono state sostituite con delle parti sintetiche ad alta manutenzione molto delicate, tanto delicate che pare abbiano addirittura una scadenza. In pratica, la vita di Reiji è stata solo allungata – non salvata – e nel giro di pochi anni potrebbe consumarsi fino a morire. Gli viene dato anche un nuovo nome: Kazemichi.
Questo non colpisce Kazemichi più di tanto e, anzi, reagisce con apatia e si distacca dal mondo subendo tutto passivamente, come se nulla lo riguardasse… del resto si sente ospite di un corpo che non gli appartiene e, per di più, non ha la possibilità di sentire nulla al tatto: tepore, freddo e nemmeno il piacere fisico. Niente di tutto ciò.
Tuttavia, sarà l’incontro con Juri (che dà il nome al secondo volume della storia, che si presenta come una ricostruzione dei fatti dal punto di vista di lei mentre, il primo volume, guarda il tutto attraverso gli occhi di lui) a segnare la sua esistenza: Juri che, pur avendo un corpo suo e la capacità di sentire e vivere, è ancora più distaccata a apatica di lui.
Da questo incontro nasce in Kazemichi il desiderio di utilizzare il poco tempo rimastogli al meglio: diventare campione di snowboard, assicurare un avvenire migliore alla sorellina allontanandola dalla loro madre e, ovviamente, cercare di vivere una storia d’amore degna di tale nome con Juri.
Il che funziona fino a un certo punto perché, ovviamente, Kazemichi non può provare piacere fisico, può solo darlo e per giungere ai propri scopi è pronto a tutto, a corrompere e a ferire. Quindi, nonostante le sue buone intenzioni, non riesce a essere saldo nei suoi propositi proprio per via della sua apatia verso la vita e le sensazioni, forse.
Il finale della storia è ovviamente scontato, ci viene presentato all’inizio: è la storia di un uomo dal tempo limitato e dalle ore contate. Kazemichi è destinato a sparire e la storia ci viene presentata nuovamente nel secondo volume attraverso la narrazione di Juri.
Idea interessante ma ridondante e poco efficace.

Considerazioni
Made in Heaven è un manga dalla confezione attraente: invogliati dalla cover, una rapida occhiata ai disegni – sufficientemente interessanti dopo una veloce sfogliata – potrebbe indurre facilmente all’acquisto.
Quando però si comincia a leggere, ci si rende conto di avere davanti un’opera sostanzialmente vuota. L’incipit funziona ma, superata qualche decina di pagine, il lettore è costretto a subire avvenimenti dalla meccanica oscura: i personaggi si limitano a descrivere le loro sensazioni o la mancanza di esse, senza però che ci sia la possibilità, per chi legge, di immaginare alcunché.
Se un’opera che nasce dalla scrittura (il manga è infatti tratto da un romanzo) si può dire riuscita quando anziché descrivere fa sentire e immaginare, allora Made in Heaven fallisce completamente l’obiettivo. Perché descrive tutto – e minuziosamente – senza dare l’opportunità di immaginare nulla. Perché descrive ma senza dare poi sufficiente sostanza al contenuto: gli avvenimenti si susseguono perdendo senso, affogando nelle incongruenze. Troppi elementi messi a cuocere: gli interessi della compagnia che vuole studiare Kazemichi, gli interessi del padre che ne ha venduto gli organi, la follia di una madre che avvelena i suoi stessi figli… elementi che se meglio orchestrati avrebbero conferito alla trama un più robusto spessore. Il finale del primo volume – che avrebbe potuto essere stemperato in puro lirismo – scivola nel ridicolo (ma Kazemichi pensa veramente di poter risolvere tutto lasciando dietro di sé una lettera che potrebbe sparire in qualsiasi momento, data la levatura morale della sua famiglia?).
Si sente il peso di uno stile cronachistico in questo manga, che utilizza elementi interessanti ma li organizza male.
Ultima nota: i disegni servono bene all’opera, fornendo al manga l’aspetto asettico che serviva all’occasione, ma la regia è poco generosa, le inquadrature talvolta banali e ripetitive. Anche qui: più forma che contenuto, purtroppo.

 

__________________________________________________
Online since 20/12/2019. This is a no profit web site. All the images in this site are used to review and to promote shoujo manga in Italy. All the images are © of their respective artists and publishers, or other owners. Each review is copyright © of respective author. The comments reflect the personal opinions of the reviewers. Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.Licenza Creative Commons.Licenza Creative Commons