Arrenditi, prof! (M no Yoromeki!) di Mayumi Yokoyama

A cura di lauretta81 (testi) ed Emy (grafica)

Titolo giapponese: M no Yoromeki!
Autrice: YOKOYAMA Mayumi
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2003
Casa editrice: Shogakukan
Collana: Flower comics
Rivista di serializzazione: Betsucomi

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Flashbook
Titolo per l’Italia: Arrenditi, Prof!
Numero di volumi: 1, concluso
Prezzo: 5,90 euro
Inizio pubblicazione: Ottobre 2007
Distribuzione: fumetteria e online
Con sovraccoperta

:: L’autrice ::
Mayumi Yokoyama è nata il 6 febbraio di un anno imprecisato a Nagano e ha debuttato nel 1999, ottenendo un immediato successo in patria e venendo presto pubblicata in diversi paesi occidentali. B-Girls Private High School è la sua prima serie, le sue opere precedenti sono infatti volumi unici (a partire dal primo, ChikiChiki Banana, 2002).
La serie successiva a B-Girls è Galism, iniziata nel 2005 e proposta in Italia da Panini. Nel 2005 è uscita anche la raccolta di storie brevi Atashi ga Hamatta 4tsu no Junai: questo e altri volumi unici sono stati editi in Italia da FlashBook. Panini si è invece concentrata sulle serie, proponendo nel 2010 sia Il ragazzo ideale! (Otomental) che High School Beauty Queen (Bijo Juku).
Yokoyama-sensei si è distinta fin da subito per i suoi manga frizzanti con protagoniste piene di energia, e illustrazioni vivaci che ricordano lo stile di Miwa Ueda.

Storia 

Arrenditi, prof!
Narumi Misono è il giovane professore di chimica di un liceo femminile, in cui tutte le studentesse stravedono per lui a causa della sua avvenenza. Inoltre Narumi è gentile con tutte, così il numero delle sue fan cresce sempre di più. È un tipo molto narcisista ed è più che felice di questa situazione, tuttavia esiste qualcuno che non si lascia incantare dal suo fascino: Yuri Sengoku è una ragazza tutto pepe sempre in lotta con i professori. Durante la lezione di chimica non si fa problemi a insultare apertamente Narumi che invece ne rimane affascinato, sia per il carattere forte sia per le bellissime gambe della ragazza. Dovendo però far rispettare la sua autorità, chiama Yuri nel suo studio per discutere un provvedimento disciplinare.
Mentre la aspetta, comincia a fantasticare di una loro possibile relazione e quando sente un rumore nel corridoio si affaccia per vedere se è arrivata.
Invece trova per terra una lettera d’amore: nell’aprirla si ferisce le dita poiché nella busta è stata messa una lametta, accompagnata da un messaggio di morte.
Narumi è sconvolto: possibile che esista una donna che lo voglia morto? Saputo della minaccia, Yuri si offre di scoprire la responsabile e in cambio pretende voti migliori, ma Narumi rifiuta la proposta.
Il giorno dopo una nuova minaccia lo aspetta in ufficio: terrorizzato non trova altra scelta se non accettare la proposta di Yuri, che da quel momento in poi comincia a sorvegliare Narumi.
Ma la situazione si complica quando Dark, amico e guardia del corpo di Narumi, decide a sua volta di indagare e comincia a sospettare proprio di Yuri…

I Love High School
Megu è la rappresentante delle studentesse del liceo esclusivamente femminile Momozono che purtroppo non possiede una buona fama, soprattutto a causa dello scarso impegno nello studio.
Tutte le ragazze sono riunite per celebrare la chiusura del loro liceo e l’integrazione con quello esclusivamente maschile che invece è rinomato per gli alti livelli di istruzione dei suoi studenti. Ma alle ragazze questo non importa, a loro interessa conoscere i ragazzi e fidanzarsi: dal discorso fatto da Megu pare proprio che saranno le benvenute nella nuova scuola. Megu infatti ha già incontrato il rappresentante del liceo maschile, Masato Jumonji, con cui ha organizzato la cerimonia di benvenuto: l’incontro è stato un colpo di fulmine per lei, che già sogna una splendida storia d’amore col ragazzo.
Tuttavia un risveglio amaro attende le ” pesche ” (così infatti si sono auto soprannominate le ragazze del Momozono, giocando sul nome del loro liceo): i ragazzi non solo non si sono fatti vedere alla cerimonia ma le accolgono gettando loro addosso dell’acqua fredda. Da quel momento inizia una vera guerra dei sessi: i maschi non vogliono le ragazze e le umiliano in tutti i modi per cacciarle. Megu non sa che pesci prendere e neppure parlare con Masato la aiuta: il ragazzo è irremovibile. Delusa da un tale comportamento gli confessa i suoi sentimenti mentre si allontana.
Le “pesche” sono ormai al limite della sopportazione e alla fine se la prendono con la loro rappresentante che però non si lascia abbattere e sprona ciascuna di loro a reagire; così inizia la rivincita delle ragazze…

Un Amabile diavoletto
L’estate di Monako era stata, fino ad allora, dedicata esclusivamente ai divertimenti; proprio per questo i suoi genitori le hanno imposto di passare il resto delle vacanze nello stabilimento balneare di famiglia a lavorare e fare i compiti. Davvero una conclusione noiosa se non fosse per il cugino, Zen, che le fa compagnia e la mette subito in guardia da un fantomatico demonio che rapisce tutte le ragazze carine della zona.
Il demone si chiama Hidero Onigiri ed è il ragazzo più carino e ricco del luogo, ma anche il più problematico. Numerose sono le dicerie sul suo conto: Monako però non si mostra affatto impaurita finché una sera durante la festa in paese un ragazzo su un motorino con indosso la maschera di un Oni non la rapisce e la porta in un posto isolato. Qui lui le mostra il suo vero volto: Monako è colpita dalla sua bellezza e dalla sfacciataggine del giovane, così non si accorge che le ha sfilato il reggiseno! Sembra troppo tardi per fuggire; lui la bacia e la blocca a terra ma Monako ha molte risorse.
Con un calcio ben piazzato sistema Onigiri e poi scatta delle foto compromettenti con cui lo ricatta per non avere più fastidi. Tuttavia Onigiri continua ad avvicinarsi a Monako dichiarandole continuamente i suoi sentimenti…

Nervous
Cosa fareste se un giorno apparisse davanti a voi la Dea dell’Amore e vi dicesse che troverà il vostro amore del destino? È quello che è accaduto a Senri: fin da quando aveva sei anni la Dea dell’Amore cerca per lei il ragazzo giusto, il problema è che va a tentativi e ogni volta obbliga Senri a buttarsi letteralmente su un povero malcapitato, decidendo subito dopo d’aver sbagliato. Senri si è fatta una pessima reputazione per questo comportamento e oltre a subire il disprezzo delle compagne, pure i ragazzi hanno paura di lei. In particolare, Akiyoshi la tratta sempre male. Sarà per questo che la Dea decide che è proprio Akiyoshi quello giusto? Senri cerca di opporsi con tutte le sue forze, ma la Dea non si arrende facilmente e mette Senri in situazioni sempre più imbarazzanti: una volta vede il ragazzo nudo, un’altra ancora non riesce a trattenersi e gli tocca il sedere. Alla fine Senri fugge disperata, ma quando incontra Akiyoshi lui le rivela che prova qualcosa per lei…

Considerazioni
Arrenditi, prof! è l’ultima raccolta giunta in Italia delle storie brevi create da Mayumi Yokoyama.

In questo volume troviamo quattro racconti che ci descrivono altrettante liceali alle prese con i loro sentimenti, situazioni imbarazzanti e spesso assurde ma molto molto divertenti.
Infatti questo è il punto forte dell’autrice: riuscire a creare delle storie in cui lo humour è lo strumento che consente di sfruttare in modo originale i cliché degli shoujo manga.
I quattro racconti proposti risultano quindi divertenti e frizzanti, ottimi per passare del tempo in relax: la narrazione è veloce, con buoni colpi di scena e il classico happy end finale.
La scuola è il luogo preferito dall’autrice per ambientare le sue storie: questa scelta è più che comprensibile dato che il pubblico cui la Yokoyama si riferisce sono studentesse liceali. Di fatto tre dei racconti presenti in questa raccolta si svolgono tra le mura di tre diversi licei giapponesi.
Il primo oneshot ci parla di una storia d’amore tra un professore e una sua allieva e voi direte: “e dove sta la novità?” visto che è una vicenda ampiamente sfruttata in numerose opere, si pensi a Marmalade Boy di Wataru Yoshizumi oppure a Sensei! di Kazune Kawahara.
Narumi è un professore giovane, bello, idolatrato dalle studentesse; tutte lo vogliono, ma lui non si concede a nessuna. Il suo narcisismo è perfettamente appagato da questa situazione: sa di essere bello, se ne compiace anche troppo; addirittura si porta appresso uno specchio che nasconde nel libro di testo, così ogni tanto si può rimirare!
“Ma che razza di professore è? ” direte voi: e questa è la differenza, quell’elemento originale che fa differire questo racconto dagli shoujo in cui troviamo questo tipo di rapporto d’amore. L’unico problema è che non tutte le fanciulle della scuola lo adorano: una lo snobba alla grande e, forse, proprio per questo lui se ne sente attratto. Proseguendo nella lettura vediamo come la personalità dominatrice di Yuri bilanci perfettamente quella debole del professore.
Altro cliché ribaltato è il fatto che non è Yuri il bersaglio delle compagne, come ci si potrebbe aspettare, ma il professore stesso! A far aumentare le situazioni assurde ci pensa il personaggio di Dark che non accetta il rapporto di confidenza che si è creato tra i due ed è davvero esilarante quando vestito da liceale cerca di proteggere il suo adorato amico!
Anche nella seconda storia troviamo una liceale alle prese con una situazione complicata: Megu essendo rappresentante delle studentesse di un liceo esclusivamente femminile deve riuscire a gestire l’integrazione delle sue compagne in un liceo maschile, poiché le due scuole hanno deciso di creare un unico istituto. I ragazzi respingono le ragazze con scherzi terribili e insulti così Megu si trova a capo della rivolta femminile e allo stesso tempo si innamora del rappresentante dei ragazzi, Masato.
Ancora un elemento già visto, l’amore che sboccia tra i rappresentanti d’istituto, trattato sempre in modo originale senza però creare un finale diverso da quello atteso.
La terza storia invece cambia completamente l’ambientazione: non siamo più a scuola ma al mare in estate, luogo e stagione adatti per la nascita di nuovi amori.
Monako deve passare i suoi ultimi giorni di vacanza ad aiutare il cugino, ma quello che le appare come un finale d’estate piuttosto noioso sarà sconvolto dall’incontro con un Oni (un demone) che nonostante tutto la farà innamorare. Carina la contrapposizione dei nomi: Monako (che ricorda ovviamente il nostro monaco), Zen (il cugino di Monako) e Onigiri, scritto col kanji di demone.
Fortunatamente Monako non cade immediatamente come una pera cotta tra le braccia di Onigiri solo perché è bello e ha mostrato interesse per lei.
Divertenti il corteggiamento cui Monako è sottoposta ma un finale del tutto particolare conclude il racconto: l’autrice ci fa intendere che la storia tra Monako e Onigiri andrà avanti, ma che altre avventure li attendono. Leggendo questo racconto è difficile non pensare a “Boyfriend” contenuto nel volume 4 amori puri per cui ho perso la testa, simile anche se con un rapporto d’amore nascente, non ancora così evidente.
L’ultimo racconto invece è il più originale del volume: la presenza di una Dea dell’Amore che si rivelerà essere una sorta di apprendista più che una Dea a tutti gli effetti, creerà non pochi problemi a Senri e numerose gag per il lettore, scontato l’happy end finale ma reso non banale grazie alle spiegazioni che la Dea darà a Senri.

Come già detto anche nelle considerazioni alle raccolte precedentemente pubblicate in Italia, quest’autrice crea storie d’amore in cui le protagoniste sono ragazze forti che reagiscono con prontezza alle difficoltà, ove è sempre presente un pizzico di romanticismo senza cadere nel melodramma.
Buono lo stile di disegno, trattandosi di storie abbastanza recenti; la narrazione risulta scorrevole e, a mio avviso, in grado di mantenere viva l’attenzione del lettore. Tuttavia l’ultima storia, forse perché è la più breve del volume, appare un po’ tirata via nel finale.
Quello che forse alla lunga stanca un po’ è il ripresentarsi di alcune caratteristiche dei personaggi o situazioni già viste nelle altre raccolte e che possono lasciare al lettore una sensazione di deja-vu troppo forte.
Ottima l’edizione Flashbook, unico piccolo difetto è la rifilatura delle pagine che a volte è troppo vicino alle parole, ma ciò fortunatamente non compromette la comprensione delle battute.
Per concludere consiglio questo volume a chi ha già letto le altre raccolte e le ha apprezzate, mentre i palati più fini possono tranquillamente rivolgersi ad altro.

 

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