Alice Academy (Gakuen Alice) di Tachibana Higuchi

A cura di Emy (considerazioni), Tsuku-chan (storia) e Martina (info, grafica e immagini)

Titolo: Gakuen Alice
Traduzione: Accademia Alice
Autrice: HIGUCHI Tachibana
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 31 -completo
Casa editrice: Hakusensha
Collana: Hana to yume Comics
Rivista di serializzazione: Hana to yume
Anno di inizio pubblicazione: 2002
Merchandising: Gakuen Alice Koushiki Fan Book 7.5 (2005); SoundTrack della serie animata (2005); GameBoy Advance: Gakuen Alice – Doki Doki Fushigi taiken (2004); bambole, adesivi, card, etc.

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Alice Academy
Numero di volumi: 31 -completo
Casa editrice: Goen
Prezzo: 4.50 Euro
Pubblicato a partire da: Luglio 2013

:: L’anime ::
Numero di episodi: 25 (serie TV)
Inizio trasmissione: Ottobre 2004
Direttore: Takahiro Omori
Character Design: Yoshiaki Ito
Art director: Yoshinori Hishinuma
Musiche: Makoto Yoshimori
Produzione: Group TAC; NHK.
L’anime corrisponde ai primi volumi del manga, con in più degli episodi pensati per un target più giovane.

Storia

Volume 1

In un piccolo villaggio del Giappone moderno, tutti gli abitanti sono in subbuglio: Mikan Sakura sta correndo a perdifiato pur di raggiungere la sua migliore amica Hotaru Imai che sta per trasferirsi a Tokyo, dove entrerà a far parte della prestigiosa Accademia Alice, rinomata poiché accoglie solo studenti geniali.

Mikan è tristissima poiché Hotaru le ha dato questa notizia solo all’ultimo minuto; prima di separarsi le due promettono di scriversi assiduamente, ma per oltre sei mesi Hotaru non dà notizie, facendo così precipitare la povera Mikan nella tristezza più assoluta.

A scuola durante le lezioni Mikan ricorda la prima volta che lei e Hotaru si erano parlate e subito erano diventate migliori amiche, nonostante i loro caratteri diametralmente opposti.
Nel frattempo fra i compagni di classe si diffondono notizie riguardo l’Accademia Alice: i geni che la frequentano sono considerati dal governo tesori nazionali, per questo sono tenuti sotto stretto controllo, non è permesso loro uscire né telefonare e alle famiglie che cedono i figli all’accademia, viene data loro una cospicua somma di denaro.

Proprio quando Mikan sta pensando che Hotaru e la sua famiglia l’abbiano fatto per i soldi, per caso ascolta il preside ringraziare la mamma di Hotaru: grazie al contributo in denaro della famiglia Imai, la chiusura della scuola è stata scongiurata. La signora Imai spiega che questo è il più grande desiderio di Hotaru poiché proprio qui ha trovato la sua migliore amica e che questo è l’unico modo con cui Hotaru mostra i suoi sentimenti. Mikan, commossa, esce allo scoperto confidando fra le lacrime che il modo di dimostrare amore di Hotaru è difficile da comprendere.
“Non voglio separarmi da lei in questo modo. Senza Hotaru nulla ha significato” pensa Mikan e così decide di scappare di casa e di andare all’Accademia Alice nonostante i dubbi e le preoccupazioni.

Inizialmente sconvolta dalla vitalità di Tokyo, raggiunge l’Accademia Alice rimanendo basita dall’immensità della struttura. Mikan sta per essere aggredita da due brutti ceffi, quando compare un bellissimo ragazzo, il quale afferma di essere un insegnante dell’ accademia. Dopo aver fatto allontanare i due ceffi con uno solo sguardo, l’insegnante chiede a Mikan se si sente strana. Lei dice di sentirsi bene, facendo così incuriosire l’insegnante “Ma com’è possibile? Ho usato su di lei i miei poteri…” pensa.

Successivamente ascolta la storia della ragazzina e le sue paure: lei non è un genio, come farà ad entrare nell’accademia? Così egli le assicura che la farà entrare nell’istituto, sebbene dovrà affrontare qualche test, inoltre le spiega anche che il termine alice non sta per “genio” ma per “poteri naturali innati”. Proprio quando i due stanno per entrare, un’esplosione fa volare via Mikan.
In piedi sul cancello vi è un ragazzino con una maschera da gatto, l’insegnante prima di renderlo innocuo spiega a Mikan che si tratta di Natsume Hyuuga, lo studente più giovane e più promettente dell’Alice, che ha il Fuoco come potere naturale.

Il professor Narumi, questo il nome dell’insegnante, si reca dal direttore della scuola per informarlo della nuova iscritta, asserendo che, se egli non è in errore, Mikan possiede un raro alice.
Nel frattempo Mikan attende in un’enorme sala con Natsume svenuto, quando improvvisamente irrompe nella sala Misaki, il professore di biologia.
Mikan gli esprime i suoi dubbi riguardo al prof. Narumi (infatti pensa che lui abbia qualche strana tendenza), ma il prof. Misaki la tranquillizza spiegandole che in realtà Narumi è una brava persona e che il suo alice è “inclinazione ormonale”, egli è cioè capace di attrarre e incantare le persone. L’Alice è un’accademia che si occupa di proteggere e crescere gente con particolari poteri, ovvero gli alice. La maschera a forma di gatto viene fatta indossare a quegli studenti che sono pericolosi, in modo da essere subito individuati.

Il prof. Misaki se ne va raccomandando a Mikan di premere il tasto di allarme nel caso in cui Natsume si svegliasse.
Mikan pensa felice a quando potrà rivedere Hotaru, così non si accorge di Natsume, il quale la scaraventa sul divano. In quel momento dalla finestra irrompe un ragazzino biondo che scopriamo essere Ruka, il braccio destro di Natsume. I due, dopo aver terrorizzato Mikan e averle rubato le mutandine, fuggono poco prima dell’arrivo dei prof Narumi e Misaki.

Mikan non la smette più di piangere, così Narumi per calmarla le dona la sua nuova divisa e le spiega qual è il test che deve superare: farsi accettare dai suoi nuovi compagni. Mikan pensa che non è poi così difficile, ma appena varca la soglia della sua classe (la classe B) capisce che forse non è poi così semplice!

I capoclasse sono Hotaru e Tobita, un ragazzino timido e dolce; inoltre Mikan fa la conoscenza di alcuni studenti i cui poteri sono quello del super udito e del saper fluttuare nell’aria!! Mentre è ancora a bocca aperta, Hotaru le dice che è meglio che facciano finta di non conoscersi, in quanto non vuole guai, poiché il suo scopo è vincere il premio “Miglior Studente”, lasciandola così tutta sola.

L’unico posto libero si rivela essere in fondo vicino a… Natsume!! Mikan ancora sconvolta inizia a inveire contro di lui chiamandolo anche “maniaco”, ma non sa che lui è il leader della classe e così facendo si inimica tutti gli altri alunni, anche perché Mikan è entrata nell’istituto senza conoscere il suo alice.
Shouda, la bella presidentessa del fan-club di Natsume, la esorta a lasciare l’Alice e inoltre spiega che gli alice sono degli esseri speciali superiori alle persone comuni. Ma questo scatena l’ira di Mikan: sotto gli occhi attoniti di tutti urla che loro che sono solo degli stupidi, senza cervello e che possono solo essere fieri dei loro alice, ma per il resto sono vuoti. Questo scatena un rissa e, quando Mikan sta per essere colpita, Hotaru la salva: “Solo io sono autorizzata a farla piangere”.

Natsume, venuto a sapere alcune informazioni grazie al ragazzino che legge nei pensieri, ricatta Mikan: di sicuro riuscire a farsi degli amici sarà impossibile, a meno che lei non accetti di recarsi nel “Bosco settentrionale” e lasciare un’impronta. Mikan ovviamente accetta e parte assieme a Hotaru e Tobita.

All’entrata del bosco i tre trovano il guardiano: un orsetto di pezza che sta tagliando la legna; incautamente Mikan gli si avvicina, ricevendo come risposta una scarica di pugni!! Ma grazie alle invenzioni e all’aiuto di Hotaru e Tobita, Mikan è salva. Inoltre viene a conoscenza degli alice dei due: l’alice di Hotaru sono le invenzioni, mentre quello di Tobita sono le illusioni.

Chiacchierando, Hotaru e Tobita incoraggiano Mikan e le spiegano che Natsume è un personaggio problematico, del quale si mormora che in passato abbia ucciso qualcuno. Improvvisamente un pulcino gigante esce dalla foresta e affamato, inizia a rincorrere i tre!
“Se solo ci fosse Ruka con noi…” esclama impaurito Tobita: Ruka ha infatti l’alice degli “ormoni animali” grazie al quale è in grado di attrarli.
I tre elaborano quindi un piano: tramite un’illusione provocata da Tobita, attirano Ruka nella foresta, lo legano e lo ricattano.

Nel frattempo in classe, mentre gli altri studenti parlano della nuova arrivata, Natsume è molto teso e turbato: “Quella volta ho usato il mio alice contro di lei, ma non ha avuto effetto…Chi diavolo è quella ragazza?” e proprio mentre pensa ciò gli arriva la notizia che il suo migliore amico Ruka è stato catturato dai tre. Natsume si precipita nel bosco.

Scampato il pericolo del pulcino gigante, Mikan è preoccupata: deve riuscire a scoprire il suo alice per poter rimanere nell’accademia; in quel momento appare Natsume arrabbiatissimo che le urla di andarsene in quanto lei ha fallito imbrogliando.
Gli eventi precipitano: Natsume perde il controllo, agguanta Mikan per i capelli e usa il suo alice su Hotaru e Tobita. Il prof. Narumi accorre e in quel momento Mikan tenta di colpire Natsume con un pugno. Egli usa tutto il suo alice su di lei scaraventandola lontano e… non accade nulla!
Narumi si congratula con Mikan: il suo è un raro alice capace di rendere nullo l’effetto degli altrui alice, può essere usato per difendere se stessa, ma può anche essere perfezionato e potenziato. Inizia così la permanenza di Mikan nell’Accademia Alice!

[Fine del 1° volume]

Considerazioni
Gakuen Alice, alias Alice Academy, è un’opera composita, non troppo facile da inquadrare.
I protagonisti sono bambocci delle elementari, ma le vicende che li vedono coinvolti non sono destinate a un target di bambine bensì di ragazze, perciò non deve stupire di trovarsi di fronte a elementi tipici del romance. Un po’ alla volta, volume dopo volume, si costruiscono le relazioni tra comprimari e protagonisti ed emerge un terzetto che prelude a un triangolo sentimentale vero e proprio: Mikan, la protagonista positiva e imbranata, fa breccia tanto nel cuore dell’ardente Natsume che del dolce Ruka. Chi tra i due riuscirà a rubarle il cuore?
Oltre a questo, si profilano avventure fantasy imbastite attorno ai poteri dei bambini, tuttavia Mikan, prescelta (almeno all’inizio) poco predestinata, emerge grazie al suo carattere solare più che ai suoi (poco) mirabolanti poteri.
Già da queste caratteristiche di base appare chiaro che quella che può essere considerata qualità positiva (l’aspetto tenero dei personaggi dovuto alla giovane età) può apparire come un limite se non si è in grado di empatizzare con i character. Chi è riuscito ad apprezzare un’opera per certi versi evocata da Alice Academy come Kodocha (Kodomo no omocha/Il giocattolo dei bambini/Rossana) di Miho Obana avrà maggiori possibilità di gradire l’opera di Tachibana Higuchi. Ma certo, in Kodocha sono del tutto assenti le tematiche fantasy e soprattutto Kodocha è un’opera ben più breve di Alice.
Diremo allora che chi non ha disprezzato Kodocha e Fruits Basket avrà delle possibilità di gradire questo titolo e tutti i suoi archi narrativi, i quali prevedono excursus temporali alla ricerca del passato dei protagonisti, l’entrata in scena di nuovi personaggi dotati di nuovi Alice, l’evoluzione del triangolo sentimentale e sì, infine la crescita di Mikan, che inizia la sua storia a dieci anni e la termina da adolescente.
Il target di riferimento fa sentire il suo peso, perché i lettori di lunga data potrebbero trovare estenuanti 31 volumi, in cui tematiche più adulte possono venire sfiorate ma mai approfondite e dove la grafica tenera e graziosa mostra una regia assai povera di inquadrature unite a un disegno che si assesta sulla bidimensionalità. L’unico aspetto trasversale, volto ad accontentare un po’ tutti, è rappresentato dalle gustose gag di cui il manga è costellato (come una delle scene che a parer mio riescono indimenticabili: quella che coinvolge Ruka e il pulcino gigante…).

Per tutti i motivi sopra elencati, Alice Academy non si può considerare un’opera fondamentale o un capolavoro imperdibile, ma senz’altro una lettura leggera e divertente, con un’occhio di riguardo al target di riferimento, com’è giusto che sia.

 

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