Mi piaci perché mi piaci (Suki. Dakara Suki) di CLAMP

A cura di *GardeniA* (testi) e Deda (grafica)

Titolo originale: Suki. Dakara Suki
Autrici: CLAMP
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero volumi: 3 (serie conclusa)
Casa Editrice: Kadokawa Shoten
Rivista di serializzazione: Mystery DX
Anno di pubblicazione: 1999/2000

:: Il manga in Italia ::
Numero volumi: 3 (serie conclusa)
Casa Editrice: Star Comics
Anno di pubblicazione: 2007
Prezzo: 4,20 euro

Esistono anche un’edizione americana, una francese, una spagnola e una tedesca.

Storia

Volume 1

Asahi Hinata è una studentessa del liceo Sakura che vive in una grande casa, da sola, con l’unica compagnia di due teddybears: Waka e Tono. Un giorno nota con sorpresa che la casa accanto alla sua finalmente ospita un inquilino e, con impeto ingenuo, ruzzola nel giardino antistante facendo la conoscenza di Shiro Aso, un misterioso trentaduenne divenuto il suo vicino. Hinata, con la sua ingenuità e il suo buon umore, riesce a scambiare qualche parola con il ragazzo che, l’indomani, si scopre essere nientepopodimeno che il sostituto supplente della sua classe.
Hinata comincia a trascorrere del tempo con il suo vicino/professore, sia percorrendo insieme la strada verso casa, sia preparandogli un pasto o aiutandolo a raccogliere le foglie secche nel giardino. Ogni volta che fa qualcosa insieme a Shiro, Hinata avverte una sensazione piacevole: un’amorevole scrollata di capelli, una colazione insieme o semplicemente un incontro fortuito. A causa della sua estrema ingenuità e purezza, però, non riesce a spiegarsi i propri sentimenti, se non che la presenza del vicino le piace “perché le piace”. Dal canto suo il professore, pur essendo piuttosto pacato e silenzioso, già dal primo volume mostra alcuni atteggiamenti “sospetti”, come se il suo vero obbiettivo fosse l’osservazione continua della ragazzina, riguardo al cui passato sa molto più di quello che voglia far intendere.
Anche le amiche più strette della ragazza, l’allegra Emi e la silenziosa e sovente triste Toko, sembrano a conoscenza dell’oscura vicenda che avvolge il rapporto di Hinata con il padre; in particolare Toko, il cui attaccamento all’amica sembra sfociare in qualcosa di più della semplice affezione, è preoccupata per il fatto che la ragazza viva tutta sola in una casa tanto grande. Hinata dal canto suo, tutta presa com’è dalle faccende domestiche e dalle piccole ma intense parentesi a due con Shiro, si gode tranquilla la sua vita senza notare le numerose stranezze nel comportamento del vicino.
Un giorno, recandosi in libreria per comprare un libro illustrato di un autore a lei caro, Hinata scorge Shiro parlare con un bellissimo ragazzo. L’argomento centrale del discorso è proprio Hinata e il fatto che Shiro non è ovviamente un’insegnante: il suo è solo un incarico temporaneo per avvicinarsi alla ragazza. Hinata, con un’ingenuità che rasenta la stupidità, non sospetta nulla e si dirige contenta a casa abbracciando stretto “L’orso bianco e l’orso nero”, il libro che desiderava e che viene presentato interamente nel manga. La storia illustrata è incentrata su due orsetti, uno bianco e uno nero, diffidenti perché appartenenti a due tribù, che infine riescono a stringere un rapporto di amicizia.
Le vicende quotidiane della ragazza si susseguono tra i sospetti di Toko, che capisce che Shiro ha uno strano comportamento nei confronti dell’amica, e le chiacchierate con Emi. Infine Hinata incontra Tomoaki, il ragazzo con cui il suo amato vicino discorreva in libreria. Egli si rivela essere uno scrittore di romanzi spinti (anche se Hina non afferra), ma soprattutto qualcuno a conoscenza delle vere intenzioni di Shiro e del suo compito, oltre che un suo amico che conosce da diverso tempo. Al fianco di Tomoaki, dopo che Hinata se ne è andata, fa la sua breve apparizione Kizu, compagno dello scrittore e anch’egli conoscente di Shiro.

Considerazioni
Quest’opera delle CLAMP appartiene al “fronte Nekoi”, ovvero, è sempre ideata da Nanase Ohkawa, ma disegnata in gran parte dalla meno nota mangaka del gruppo. Ben lontana dal virtuosismo e dalla delicatezza delle opere più famose delle CLAMP (firmate Mokona Apapa), questo lavoro, così come gli altri realizzati dalla Nekoi (Wish e Lawful Drugstore) presenta dei disegni piuttosto lineari e un po’ grezzi, per non dire sgraziati. Insomma, se amate le CLAMP per la loro maestria con china e pennino, non è decisamente il manga che fa per voi. E non lo è neppure se siete tra gli amanti del tono epico e tragico di manga corali come RG Veda o X e neppure se prediligete la dolcezza e la raffinatezza stilistica e caratteriale di Card Captor Sakura.
Ma allora a chi è consigliato questo manga? Sostanzialmente a chi ama le opere disegnate dalla Nekoi, a chi ha trovato gradevole Wish o Chobits, o ai fan più convinti del gruppo di Osaka che non si sono persi una loro opera.
Il perché di questo giudizio sta nel fatto che questo manga è ben lontano dai più noti del gruppo non solo, come ho già sottolineato, a livello grafico ma anche a livello di storia. Innanzitutto la vicenda è breve, l’ambito è quello del quotidiano, lontano dal sovrannaturale o dallo spiritico. Però è il quotidiano clampico, quindi infarcito all’inverosimile di strizzate d’occhio allo shounen ai, allo yuri e… alla pedofilia? Il rapporto tra Shiro e Hinata, infatti, non può che essere strano data la grande differenza di età che intercorre tra i due e, se il termine sopraccitato è improprio, la parola “forzatura” può essere tranquillamente utilizzata perché, se la sbandata di Hinata è comprensibile, quella di Shiro non è neppure giustificabile.
Altro punto dolente del manga – che sa riservare qualche colpo di scena, ma che presenta situazioni già viste nell’universo clampico – è l’utilizzo dei romanzi illustrati da Tomoaki stesso, che aiutano Hinata a dare un nome ai propri sentimenti. Questo metodo, ampiamente presente anche in Chobits, tende ad appesantire, soprattutto sul finale, il fumetto dato che le storie si fanno sempre più lunghe e occupano gran parte del volumetto, sottraendo il palcoscenico ai veri protagonisti della storia.
Una nota di merito va in ogni caso all’edizione Star Comics che se da un lato presenta un prezzo abbastanza alto, dall’altro presenta una carta migliore rispetto al passato e un adattamento passabile, con meno erroracci del solito.
Insomma un buon shoujo manga, ma un’opera sottotono del gruppo che va acquistata solo dopo un po’ di riflessione, senza basarsi sui manga più famosi delle CLAMP.

Gallery

 

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