Superdoll Rika chan di Mia Ikumi

A cura di Deda (review), Nimue (autrice) ed Emy (info, storia e grafica)

Titolo: Superdoll Rika chan
Autrice: IKUMI Mia
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 2, concluso
Casa editrice: Kodansha
Rivista di serializzazione: Nakayoshi
Prima edizione: 1999

:: Il manga in Italia ::
Casa Editrice: Dynit
Pubblicato a partire da: Agosto 2003
Numero di volumetti: 2, concluso
Collana: Manga Kids
Prezzo: 4.40 E
Lettura all’occidentale.

:: Anime ::
Di Superdoll Rika chan esiste anche una versione animata, piuttosto fedele al manga, prodotta dalla Pioneer, edita in Italia da Dynamic in 26 videocassette, in ognuna delle quali sono presenti 2 episodi: il prezzo è 12,86 E l’una.

:: L’autrice ::
Nata il 27 marzo a Osaka, è diventata famosa dopo aver vinto il 24esimo Nakayoshi Shinjin manga contest nel 1997, con la storia The Sleeping Beauty of Strawberry Forest (raccolta poi nel sesto volumetto di “Tokyo Mew Mew”). All’epoca l’autrice aveva solo 18 anni. È conosciuta a livello mondiale grazie alla sua serie più lunga (e famosa), Tokyo Mew Mew, disegnata su testi di Reiko Yoshida, dalla quale è stata tratta una notissima serie a cartoni animati. Tokyo Mew Mew à la mode ne è l’ideale continuazione, raccolta in soli due volumetti. La Ikumi sembra specializzata nel realizzare manga ispirati a popolari serie tv (o viceversa), infatti, anche il suo manga precedente Superdoll Rika chan si basa quasi del tutto sull’omonima serie televisiva, dedicata a Rika chan, l’equivalente giapponese dell’occidentale Barbie.
In Occidente, in particolare in Italia, abbiamo assistito alla pubblicazione di diverse opere di Mia Ikumi, grazie anche al traino delle serie animate e alla presa che le serie delle “maghette” (majocco) hanno sul pubblico più giovane.

Storia

*WARNING SPOILER: Sinossi comprensiva del finale*

Volume primo
Rika Kayama frequenta la terza elementare, è una bambina vispa e graziosa, che a scuola ha stretto amicizia con la tranquilla Sumire e con il birichino Dai Takabayashi, suoi coetanei. Un giorno grazie a una gita scolastica Rika si aggira tra ciò che resta della civiltà Phantociv, un’antica civiltà che è anche detta “regno delle bambole”. Ma il pericolo è in agguato: quello che si finge essere il responsabile degli scavi, il dottor Scarecrow, cerca di catturare Rika chiamandola “principessa”!
Ed ecco che dal bracciale della bambina (il “Calling ring”), regalatole dalla nonna, si sprigiona una forte energia: a difenderla, entra in scena Doll Rika, uno dei doll knights, i cavalieri che hanno come missione proteggere la famiglia reale Phantociv. Doll Rika, una bambola alta quanto un’adolescente e fortissima, sconfigge in un battibaleno Scarecrow e consegna la piccola Rika, svenuta, tra le braccia di Rui Asagiyama; quest’ultimo è uno studente universitario appassionato della civiltà Phantociv, di cui conosce più di quello che dice. In effetti, Rui è interessato al regno delle bambole da quando ha ritrovato un diario, appartenente a suo nonno, in cui si narrava della storia d’amore tra la principessa delle bambole e un essere umano.
Inoltre, il ragazzo è in possesso di un bracciale identico a quello posseduto da Rika. Gli attacchi a quest’ultima da parte dei suoi nemici si susseguono, e sempre ad aiutarla compare Doll Rika. Un giorno la piccola Rika vede Doll Rika in compagnia di Rui (i due si sono incontrati per caso) ed equivoca sul loro rapporto: ne riceve una delusione, in quanto Rui era da lei considerato quasi un principe azzurro. Nonostante ciò, quando Doll Rika accorre come sempre in suo aiuto, la bambina ha modo di chiarirsi con la sua protettrice. In seguito si scopre che Rui è in possesso del secondo “Calling ring”, il bracciale con il quale è possibile risvegliare un doll knight: in questo modo scende per combattere al fianco di Doll Rika un’altra bambola, Doll Isamu. Ma la situazione volge in peggio: Yae, regina del mondo delle bambole, ha usurpato il trono della vera regina (la nonna di Rika, di cui Yae è la gemella) e come se non bastasse ha ora trovato il modo di manipolare Rui per farlo combattere dalla sua parte… ecco perciò Doll Isamu combattere contro Doll Rika!

Volume secondo
La crudele Yae, per mezzo di Rui, cerca di condurre Rika nel regno delle bambole ma è contrastata da Doll Rika, dallo stesso Rui liberatosi dal controllo della malvagia Yae e da un nuovo Doll Knight: Doll Izumi! Tutti insieme riescono a contrastare i piani della malvagia regina e così Rika può tornare a casa. La padroncina di Doll Izumi è Catherine, una nuova compagna di scuola di Rika. Catherine non perde occasione di provocare Rika accusandola di essere stupida e inadatta a diventare regina del regno delle bambole: soltanto l’intervento di Dai risolve la situazione. Ma perché Catherine si comporta così? La bambina è in effetti la cugina di Rika, viene dal regno delle bambole e ha il compito di risvegliare in Rika l’ardore combattivo. Nel frattempo si scioglie il mistero di Yae: ella era la principessa delle bambole che si innamorò di un umano, e con precisione di Katsu, il nonno di Rui! A causa di un equivoco i due innamorati non poterono incontrarsi e dividere insieme la vita, pertanto il rancore di Yae aveva reso possibile il dilagare in lei di Evil, una forza oscura che mira a congelare il regno delle bambole. Evil è infatti il rancore delle bambole non amate e quindi sole. In uno scontro, Yae si oppone a Rika che però è difesa da tutti i suoi cari: Yae capitola, comprendendo infine che Katsu l’aveva sempre amata. La sua completa riabilitazione si compie quando lei stessa sacrifica la sua vita per salvare Rui, ferito nel corso della battaglia: la sua anima si ricongiunge a quella di Katsu. Resta da eliminare Evil: i nostri eroi si recano nel regno della bambole, ma è la piccola Rika che, sola con Doll Rika, ha la meglio su Evil non eliminandolo -come tutti le suggerivano- ma facendolo rinascere come spirito puro. Tutto è bene quel che finisce bene, e in questo caso è anche meglio: la piccola Rika, per non abbandonare il mondo umano, lascia la corona a Catherine e si riunisce a Dai, che ha scalzato Rui dal suo cuore. Del resto, Rui è da sempre in cerca della bambola da lui amata in una vita precedente: quella bambola è Doll Rika la quale, essendo stata amata da un umano, ha ora la possibilità di rinascere nel mondo degli uomini… il finale della storia vede perciò il matrimonio tra Rui e Doll Rika rinata come essere umano.

Considerazioni
Superdoll Rikachan, il manga, è da considerarsi un prodotto secondario rispetto all’omonimo anime. Il manga è stato infatti serializzato su “Nakayoshi” dopo l’effettiva messa in onda della serie tv e su di essa si basa quasi del tutto.

La storia nasce come spin off di una delle serie di avventure della famosa Liccachan, che è originariamente una bambola, una sorta di Barbie (disegnata peraltro dalla moglie di Leiji Matsumoto, Miyako Maki). Anche se la serie di bambole non è stata un grande successo, tuttavia ha ispirato la storia dell’anime e poi quella del manga.

Come tutti i fumetti pubblicati su “Nakayoshi”, anche questo Superdoll Rikachan è molto semplice e lineare, poco sofisticato e romantico quel tanto che basta alle bambine. Anche questa è una serie simil majokko, nel senso che ha a che fare con magia e trasformazioni. Rika parte come una bambolina in miniatura destinata a proteggere la sua principessa, ma all’occorrenza prende proporzioni a grandezza umana e si trasforma anche (cambiando costume – stranamente dall’uniforme militare passa a un vestitino pieno di fronzoli per combattere, il che va contro ogni logica!).
La storia è semplice, quasi scontata, ma certo dovendo seguire più o meno quella dell’anime la mangaka ha solo un minimo di libertà per potersi gestire il tutto. La trama è a volte confusa perché confusionarie sono le tavole, lo stile di disegno della mangaka non è fermo o sicuro, è lo stile di qualcuno alle prime armi.

Essendo praticamente impossibile riuscire a riassumere una serie intera in un’opera di due soli volumi, il manga risulta essere una sorta di bignamino con passaggi affrettati. Del resto anche il fatto che la serializzazione dell’opera sia stata tanto breve la dice lunga sull’effettivo successo di questo titolo.

Tuttavia come i fumetti presenti su “Nakayoshi”, chi più e chi meno, ovviamente, ci sono le salde eccezioni e anche questo Super Doll Rikachan si presta bene a intrattenere una lettrice molto giovane e senza grandi pretese narrative… è in pieno target, si rivolge alle lettrici giuste e con grande innocenza anche.

Un fumetto quindi, nonostante i suoi innumerevoli difetti, adatto alle bambine o a chi si senta ancora bambina dentro.

 

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