June the little queen di KIM Yeon-Joo

A cura di Lady Margareth (testi) e Fehu (info e grafica)

Titolo in Italia: June: The little queen
Titolo originale: Little Queen
Autrice: KIM Yeon-Joo
Categoria: Sunjeong Manhwa

:: Il manhwa in Corea ::
Numero di volumi: 8 (concluso)
Anni di pubblicazione: 2002-2006
Casa editrice: Daiwon
Rivista di serializzazione: Happy

:: Il manga in Italia ::
Numero di volumi: 8 (concluso)
Anni di pubblicazione: 2007-2008
Casa editrice: JPop
Collana: Sunjong Manhwa
Prezzo: € 5,90 (n° 1-4), € 6,20 (n° 5-8)

Storia
1. Siccome il mio sogno è irrilevante, sono serena
L’istituto reale Rohini è famoso perché al suo interno si svolge la gara tra le candidate al ruolo di Regina della Luce; le candidate sono indicate direttamente da Dio ai giudici, e possono inserirsi nella gara in qualsiasi momento.
June Narcieq sembrerebbe la più improbabile delle candidate, pigra e sgraziata, è dotata però di una forza inimmaginabile, che usa a sproposito causando pasticci (e ingenti danni per il collegio) a non finire, oltretutto non è minimamente interessata alla competizione.
Le cose però sono destinate a cambiare quando Lucia Luferr, bellissima, intelligente e da tutti considerata la candidata ideale al ruolo di Regina, inizia a mostrare apertamente il suo interesse per Sezuru Ney, amico d’infanzia di June.
June e Sezuru sono cresciuti insieme liberamente in un luogo isolato in aperta campagna con la sola compagnia della nonna e della tata: pur di non perderlo June dichiara guerra all’avversaria, Sezuru è suo e la corona lo sarà altrettanto.
Intanto Yuri Schauer, un emissario dei giudici, arriva all’istituto per supervisionare la gara e porre un freno alla candidata ribelle.

2. La speranza per la fanciulla, la verità per il ragazzo
Una volta presa la sua decisione, e conscia del fatto che non riuscirà a battere Lucia in modo regolare, June, accompagnata da Sezuru, si introduce nottetempo in biblioteca per cercare un libro di cui le aveva parlato la nonna.
Il libro in questione dovrebbe illustrare un metodo alternativo per conquistare la corona.
Mentre sono intenti nelle loro ricerche, vengono sorpresi da Yuri, il quale nota al collo di Sezuru una strana collana…
Nonostante ciò riescono a trovare l’informazione che cercavano; attraverso la prova della Regina Scomparsa che si svolge nel Castello del Bello Addormentato, June potrà aspirare a salire al trono.
Mentre Lucia tenta di avvicinarsi a Sezuru, senza successo, June ha una visione del luogo della prova, e in sogno corre in quella direzione, ma viene improvvisamente riportata alla realtà da Yuri.
Nonostante fosse ancora addormenta, June aveva cominciato a muoversi realmente e visto che si stava dirigendo verso una stanza il cui accesso è proibito Yuri è intervenuto per fermarla.
I suoi sforzi però sono vani: June, raggiunta da Sezuru, varca la soglia trovandosi di fronte un sigillo magico, che proprio Yuri attiva senza volerlo, i tre cominciano a precipitare nel vuoto atterrando infine in una landa innevata e trovandosi in prossimità del Castello del Bello Addormentato.

3. Il mondo esiste per me
All’ingresso del castello i nostri trovano ad attenderli un orsacchiotto di peluche, il quale propone a June uno scambio, l’autentico scettro della Regina della Luce, scomparso da quattro secoli in cambio di qualcosa cui lei tiene.
Pur non fidandosi completamente June accetta: l’orsacchiotto li conduce allora in una sala, al centro della quale lo scettro è infisso nel pavimento, nel mezzo di un sigillo magico.
Apparentemente non è possibile avvicinarvisi, June se ne accerta lanciandovi contro prima l’orsacchiotto, poi Yuri; nonostante ciò la ragazza avanza verso lo scettro e sorprendentemente riesce addirittura a estrarlo, impossessandosene.
Sfortunatamente, però, nello stesso istante il sigillo va in frantumi, e osservando la propria immagine riflessa sulla superficie del pavimento andare in pezzi, Sezuru comincia a vomitare sangue.
In realtà quello era il sigillo che teneva addormentato il Re delle Tenebre, oramai quindi libero.
L’orsacchiotto stesso era in realtà un’emanazione del Re, e pretende ora che June rispetti il patto consegnandole Sezuru.
Ovviamente June non è assolutamente disposta a perdere Sezuru, ma il Re le fa notare che come Regina della Luce lei non potrebbe comunque restare al fianco di un ragazzo il cui cuore appartiene alle Tenebre.
June conosceva già questa verità, ma fin da piccola ha deciso di opporsi alle leggi della natura che non permetterebbero alcun legame tra le creature della Luce e quelle delle Tenebre, perché non potrebbe mai separasi dal ragazzo.
June lancia Yuri contro il Re, in cambio dello scettro, e approfittando dell’esplosione che ne segue lo colpisce con lo scettro riuscendo a fuggire insieme a Sezuru.
Anche Yuri esce quasi illeso dallo scontro, rivela allora di essere il Primo Monaco del Dio della Luce, nonché uno dei giudici, e avendo constatato l’inadeguatezza di June le impedirà di divenire Regina.

4. God bless you
Sezuru ha un flashback della sua infanzia: sotto una copiosa nevicata una donna, ferita e sanguinante, gli sta parlando, poi si alza e prendendolo per mano comincia a condurlo verso qualche luogo.
June e Sezuru vengono convocati al Tempio innanzi al Giudice Supremo, nonostante abbiano risvegliato il Re delle Tenebre è stato deciso che non verranno espulsi, lo scettro infatti risponde solo alla ragazza che quindi al momento ne è la legittima proprietaria.
Inoltre June dichiara di fronte alla giuria di avere un solo desiderio, una cosa che vuole assolutamente proteggere, e proprio per questo è determinata a diventare la Regina della Luce; improvvisamente la statua sacra comincia a risplendere catturando l’attenzione degli astanti.
Viene loro comunque impartita una punizione, Sezuru dovrà ripulire la biblioteca, compito che si rivela piuttosto facile visto che le sue ammiratrici sono ben liete di dargli una mano, mentre June viene posta in isolamento in compagnia di Yuri, anch’egli punito, a dover svolgere mille pagine di compiti.
Durante l’isolamento Yuri e June hanno una conversazione su Sezuru, il monaco si è accorto fin dal primo istante della sua vera natura, la ragazza gli racconta allora di come bambina, trovandolo abbandonato e in lacrime nei pressi della sua casa, decise di prenderlo con se’.
Gli rivela inoltre il suo vero obiettivo: ha deciso di diventare regina proprio per proteggere Sezuru e stabilire una tregua con la Stirpe delle Tenebre, in modo da poter continuare a vivere insieme a lui.

5. Tchang, tchang, ploch, ploch
Viene affissa la classifica delle candidate al trono e sorprendentemente June si trova al primo posto.
Yuri nota per la prima volta Lucia e ha una strana reazione…
Sezuru si domanda invece quale sarà il destino suo e di June, sa che l’amica è solitamente in grado di ottenere ciò che desidera, ma questo significherà che dovranno separarsi e l’idea non lo rende affatto felice.
Completamente immerso nei suoi pensieri, il ragazzo si distrae durante un duello di scherma ferendosi al polso, il sangue fuoriuscito fa apparire dal nulla un sigillo magico chiaramente appartenente alla Tenebre…

Considerazioni
Kim Yeon Joo non è un’artista che si possa amare o odiare senza riserve: il suo stile narrativo, infatti, pur inserendosi pienamente in quelli che sono i canoni tipici della produzione coreana (lunghi silenzi, ampie e lente panoramiche, significativi giochi di sguardi…), non può che lasciare perplesso e disorientato anche il lettore più esperto e ci si può ritrovare alla fine dell’ultimo volumetto (come nel caso di quest’opera) pieni di interrogativi sul reale significato della storia appena narrata.
Forse sto prendendo un grosso abbaglio, ma a me quest’autrice ha sempre ricordato Matsumoto, che è poi uno dei miei mangaka preferiti: lo stesso amore per i paesaggi ampi e incontaminati (lì lo spazio, qui le immense praterie…), la stessa struggente nostalgia per un passato perduto (che generalmente è ricordato dai protagonisti come qualcosa di unico e irripetibile…), la stessa tendenza a inframezzare la narrazione con frasi poetiche volte a sottolineare i momenti più intensi e drammatici. Questi soprattutto colpiscono anche il lettore occasionale: magari non hanno nulla a che vedere con la trama (anche se spesso questa è solo apparenza, perché poi acquisteranno significato in seguito…), eppure riescono sempre a dar vita a un’atmosfera unica, come sospesa fra sogno e realtà, dove non esiste presente, ma tutto si svolge o nel presagio o nel ricordo.
E in effetti leggendo i manhwa di Kim Yeon Joo, e June in particolare, ho avuto sempre l’impressione che fosse proprio questo il vero intento dell’autrice: suggestionare il lettore, immergerlo in una tenue atmosfera di fiaba, più che raccontare una storia coerente e conclusa o comunicare un messaggio ben preciso.
E da questo punto di vista si può anche comprendere l’assenza di un vero e proprio finale, che viene fatto intuire, attraverso frammentarie visioni dal passato e dal futuro, che sembrano riallacciare tutti gli avvenimenti finora casualmente presentati , ma che dopotutto non viene presentato al lettore in modo chiaro e definitivo.
Evidente a questo punto che June non è un’opera che mi sento di consigliare a tutti.
Se insomma le atmosfere ovattate, i riferimenti sfuggenti di Nabi o di Ciel (per citare un manhwa di un’altra autrice che presenta uno stile molto simile a quello di Kim Yeon Joo) non vi sono piaciuti e le vostre preferenze vanno a storie più avventurose o esplicite, facili da seguire nella trama come nel finale, sarà difficile che vi possiate appassionare alla lettura di June…
Anche perché questa volta, anche di più che in Platina, che nonostante tutto presentava uno sviluppo preciso e un taglio decisamente d’azione, l’autrice si è abbandonata completamente all’ispirazione e all’umore del momento (cosa che pare le sia molto congeniale…), senza seguire una trama stabilita in precedenza, ma alternando momenti di forte impatto emotivo e drammatico a situazioni surreali e grottesche e ricorrendo a continui flashback e cambiamenti di scena, che lasciano completamente spiazzato il lettore: uno stile originale ma che ovviamente non può incontrare l’approvazione di tutti.
A proposito della passione per le situazioni surreali, che Kim Yeon Joo condivide con Ju Yeon Rhim, l’autrice di Ciel: il suo umorismo è davvero particolare, spontaneo e frizzante, completamente fuori di testa; in aggiunta l’autrice ha l’abitudine di disseminare le sue tavole di deformed davvero riuscitissimi e irresistibili!!
Per concludere, June è a mio parere l’opera al momento più riuscita di Kim Yeon Joo, o meglio quella in cui è riuscita a sviluppare maggiormente le proprie inclinazioni: trama originale, taglio cinematografico e davvero d’impatto per le scene d’azione (questa è un’altra delle cose che le riescono alla grande… in certi momenti si ha davvero l’impressione di assistere a un anime…), grande pathos emotivo, costumi e acconciature elaborate (un’altra delle sue grandi passioni), personaggi dai tratti morbidi e delicati, che si differenziano tantissimo dallo stile più crudo, quasi spettrale di altre artiste coreane, come ad esempio Lee So Young (autrice di Model) e una vera predilezione per le tinte pastello nelle tavole a colori: tutto ciò rende sicuramente molto piacevole la lettura delle sue opere.
Se si vuole trovarle un difetto, questo è sicuramente la mancanza quasi totale degli sfondi, quasi sempre solo abbozzati o totalmente assenti (molte tavole sono lasciate completamente bianche), ma nonostante tutto si ha l’impressione che anche questo sia un artificio voluto, dal momento che lo stile di disegno si sposa benissimo con l’atmosfera rarefatta delle sue opere.
Un’opera, dunque, tutto sommato diversa e “rivoluzionaria”. Chi ha voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, chi vuole conoscere una curiosa variazione del genere majokko-sentimentale, chi di solito si lascia affascinare dalle atmosfere fiabesche della produzione coreana che a volte hanno dei curiosi elementi in comune con le opere romantiche e intimistiche dell’ ‘800, dovrebbe concederle un’opportunità, acquistando almeno il primo volume: ma se non vi piace, desistete pure, perché lo stile dell’autrice è quello e si mantiene inalterato fino alla fine.
Un piccolo appunto all’edizione J-Pop: partita alla grande, con sovraccoperta e carta patinata, si è poi impoverita sempre di più (forse a causa del disinteresse dei lettori per questo titolo?), presentandosi infine priva di qualunque introduzione o tavola a colori (apri il volume e nella prima pagina ti trovi già le prime vignette… desolante!) e spesso con le tavole originali tagliate di netto; gli ultimi due volumi sono usciti poi quasi contemporaneamente, nello stesso mese (come per volersi liberare in fretta di un titolo “scomodo”) e gli ultimi volumi hanno pure subito un ingiustificato aumento di prezzo (da euro 5,90 a 6,20), a fronte di un innegabile peggioramento della qualità dell’edizione.

 

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