Meine Liebe di Rei Izawa e Kaori Yuki

A cura di Giorgia-bi (testi) e ~Penny (grafica)

Titolo originale: Meine Liebe ~ Eien naru Musou Kyoku
Titolo internazionale: Meine Liebe
Autrici: IZAWA Rei (storia) e YUKI Kaori (character design)
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Titolo: Meine Liebe ~ Eien naru Musou Kyoku
Traduzione: Amore mio – Il suono di un sogno eterno
Casa editrice: Hakusensha
Collana: Bessatsu Hana to Yume
Numero di volumi: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 2005

:: Il manga in America ::
Titolo: Meine Liebe ~ Eine träumerei
Traduzione: Amore mio – Un sogno
Casa editrice: Tokyopop
Numero di volumi: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 2006

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Meine Liebe
Casa editrice: J-Pop
Numero di volumi: 4, concluso
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 5.90 E

:: I videogiochi ::
Il manga è stato tratto da una serie di videogiochi prodotta dalla Konami tra il 2001 e il 2004. Il primo gioco si chiamava “Tanbi Musou (bel sogno) Meine liebe” e uscì su GameBoy Advance, mentre il secondo, “Meine Liebe ~ Yuubinaru Kioku (Ricordi preziosi)”, fu prodotto per PlayStation 2 ed ebbe anche un seguito nel 2006, “Meine Liebe II ~ Hokori to Seigi to Ai (Orgoglio, giustizia e amore)”. In entrambi i casi si trattava di simulatori destinati al pubblico femminile, un genere di gioco strategico che si basa sugli stessi meccanismi di giochi come ‘The Sims’ ma che si focalizza sulle dinamiche relazionali.
Nei giochi si trovano tutti i personaggi del manga a eccezione della protagonista Erika, in quanto si tratta di simulazioni in prima persona nelle quali è il giocatore a vestire i panni di una matricola della Rosenstolz.

:: Anime e Media ::
Nel 2004 gli studi Bee Train hanno realizzato un anime tratto dai videogiochi della serie “Meine Liebe”. La prima serie, intitolata semplicemente “Meine Liebe”, è composta da 13 episodi ed è stata trasmessa dal canale Animax. Nel 2006 è stato trasmesso il seguito della serie, composto da 13 episodi realizzati nuovamente dalla regia di Koichi Mashimo per la Bee Train, e intitolato “Ginnyu Mokushiroku ~ Meine Liebe wieder” (Una rivelazione incredibile – Meine Liebe, il seguito). Esistono anche tre CD Drama ispirati all’anime di “Meine Liebe”, intitolati rispettivamente “Ginnyu Mokushiroku: Meine Liebe” 1, 2 e 3, e un romanzo scritto da Shinobu Gotou e illustrato dalla Izawa pubblicato dalla Hakusensha nel 2005, “Ginnyu Mokushiroku ~ Meine Liebe Unmei no Deai”.

Storia 

Volume 1

Nei primi decenni del XX secolo il cuore dell’Europa continentale racchiudeva il piccolo ma fiorente Regno di Kuchen, un paese pacifico nel quale la politica interna era affidata a un comitato chiamato Strahl.
I membri dello Strahl venivano selezionati con cura tra i rampolli più dotati delle famiglie elitarie del Paese, e per questo motivo gli istituti superiori di maggiore lustro prevedevano al proprio interno la presenza di un Consiglio dei Candidati allo Strahl. All’interno del Consiglio i giovani nobili più promettenti potevano acquisire dimestichezza con le pratiche governative occupandosi dell’amministrazione scolastica, e venivano affiancati da un gruppo di assistenti qualificate, selezionate tra le migliori studentesse dell’istituto. La Rosenstolz Academy era uno degli istituti superiori più rinomati, meta di generazioni di aspiranti politici.

Erika Klause è una vivace diciassettenne completamente priva di aspirazioni diplomatiche, eppure nel 1937 decide di iscriversi alla Rosenstolz. Il suo unico obiettivo all’interno dell’istituto è quello di ritrovare il fratello da cui era stata separata da bambina per essere poi data in adozione. Erika ha conservato per più di 10 anni il ricordo dell’estate trascorsa con l’affettuoso fratello presso la casa paterna; purtroppo, dal momento che i due bambini erano figli naturali di un uomo sposato, al termine di quell’estate le loro strade si erano forzatamente divise. A quel tempo Erika era molto piccola, e ha pertanto dimenticato il viso e il nome del fratello: tutto ciò che ricorda è l’intenzione del ragazzo di iscriversi alla Rosenstolz come il padre. Un ulteriore indizio consiste in un nastro per capelli che lei stessa aveva strappato il giorno in cui si erano detti addio, in modo che ne avessero metà per ciascuno il giorno in cui si fossero rincontrati.

Fin dal primo giorno di lezione Erika sembra perseguitata dalla sfortuna: prima si sveglia in ritardo per la cerimonia di benvenuto, poi nella fretta di sedersi al proprio posto finisce a gambe all’aria davanti a tutto l’istituto, infine – essendo stata soccorsa da cinque bellissimi ragazzi – desta l’antipatia delle proprie compagne.
Erika apprende così l’esistenza del Consiglio dei candidati allo Strahl, e quando scopre che le assistenti del Consiglio hanno libero accesso al dormitorio maschile decide di tentare l’esame di selezione, nella speranza di incontrare il fratello.
I giorni antecedenti l’esame faranno di lei il bersaglio di vari attacchi da parte delle altre studentesse, ma proprio per questo i ragazzi dello Strahl rimarranno colpiti dalla sua determinazione e intercederanno presso il Preside perché Erika venga ammessa come assistente a prescindere dal risultato dell’esame.

Per Erika ha così inizio una nuova vita, circondata dalle premure e dall’avvenenza dei cinque membri dello Strahl -dai quali, tra l’altro, sembra fatalmente destinata a essere continuamente soccorsa e presa in braccio. L’algido Orpherus e il simpatico Eduard non fanno che riempirla di attenzioni, e ben presto anche l’elegante Naoji e il piccolo Camus rimangono ammaliati dalla spontaneità e dall’energia della ragazza. L’unico a mantenere un certo distacco è l’altezzoso Ludwig.
Il pensiero di Erika, tuttavia, è sempre rivolto al fratello: ogni situazione è buona per ideare una strategia di ricerca, e con il passare dei mesi anche i ragazzi dello Strahl e le altre tre assistenti saranno coinvolti nella sua battaglia.

Durante i preparativi del festival scolastico alcuni ladri si introducono nell’Accademia, e tra vari oggetti di valore sottraggono anche il borsello con il prezioso nastro che lega Erika al fratello; grazie all’intervento dei membri del Consiglio l’oggetto verrà presto ritrovato, ma oltre al frammento di Erika ne compariranno misteriosamente anche degli altri.
Tutto fa supporre che il fratello di Erika sia uno dei Candidati, ma perché costui non si è fatto avanti? Che possa essersi dimenticato di avere una sorella?
In mezzo allo sconvolgimento dovuto a questa scoperta, Erika si ritrova a dover affrontare i problemi legati a una dichiarazione d’amore inaspettata…

Considerazioni
La ragione del successo riscosso dal manga e dall’anime di “Meine Liebe” va ricercata nelle origini di questo fenomeno mediatico, ovvero nella natura videoludica della prima apparizione del gruppo dello Strahl.
La trama in sé poggia infatti sopra una situazione piuttosto banale: una protagonista ingenua e un po’ imbranata diventa il centro dell’attenzione di un gruppo di ragazzi di incredibile bellezza e talento, che a turno la soccorrono nelle difficoltà e se ne innamorano.
Come in ogni simulatore d’appuntamenti che si rispetti, i cinque Candidati allo Strahl rappresentano altrettante tipologie d’uomo: Orpherus è il classico principe azzurro un po’ legnoso, Eduard è il trascinatore e il giullare del gruppo, Camus è l’elemento kawaii, Naoji è il personaggio elegante e maturo, mentre Ludwig è il guastafeste sempre ombroso e in disaccordo con il gruppo.
Gli ingredienti sono quelli di un trito e ritrito romanzo d’appendice, ma è proprio qui che entra in campo l’influenza delle dinamiche da videogioco.

Il giallo legato all’identità del fratello di Erika viene gestito attraverso un continuo succedersi di suggerimenti più o meno ingannevoli e fuorvianti, che consistono di volta in volta in mezze frasi o in indizi visivi. Il nastro che Erika aveva spartito con il fratello è un oggetto estremamente banale, e i ricordi legati a quella lontana estate sono quanto mai labili e incerti. Orpherus non è forse il ragazzo più somigliante alla vaga immagine che Erika conserva del fratello? Può darsi, ma è altrettanto vero che la memoria della fanciulla non è esattamente affidabile… e proprio per questo motivo anche i due candidati meno plausibili dal punto di vista somatico – il giapponese Naoji e il mediterraneo Ed – non possono essere automaticamente scartati.
Perché mai Camus coltiva dei fiori simili a quelli che il fratello di Erika colse un giorno per lei? Che si tratti proprio di lui? Questa realtà sembra poco conciliabile con l’impassibilità con cui lo stesso Camus restituisce ad Erika il frammento di nastro trovato lungo un corridoio…
E Ludwig? Come mai sembra tanto infastidito dalla presenza di questa nuova assistente?
I dubbi e i presentimenti vengono continuamente capovolti e messi in discussione, in una sorta di elaborato gioco al rimpiattino destinato a durare per tutti e quattro i volumi.

Con il passare del tempo e l’approfondirsi dei legami, in Erika il desiderio di riabbracciare il fratello sposerà la necessità di allontanare il fantasma dell’incesto dai sentimenti che sente nascere verso uno dei candidati allo Strahl. Nuovi personaggi entreranno in campo fornendo piste alternative, ma è evidente che la sola risposta attendibile dovrà essere recuperata dal passato e dai ricordi della stessa Erika. Sempre sospesa sul filo del colpo di scena e della rivelazione imminente, la trama ha ampiamente modo di svilupparsi e concludersi nei quattro tankoubon che compongono la serie.

“Meine Liebe” è ben lontano dall’essere un dramma avvincente o un racconto introspettivo: se siete alla ricerca di un titolo di spessore o di un cast di personaggi dalla psicologia tratteggiata in modo approfondito, la sua trama leggera e i suoi dialoghi scontati vi deluderanno.
Se invece vi accontentate di un prodotto d’intrattenimento ben congegnato, se desiderate qualche ora d’evasione nell’atmosfera della Germania degli anni ’30, e soprattutto se i ritratti maschili di Kaori Yuki vi hanno sempre fatto sognare, questo titolo saprà divertirvi e deliziarvi.

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