Misumiso. Anemone epatica (Misu Misou) di Rensuke Oshikiri

A cura di Emy

Titolo originale: Misu Misou
Autrice: OSHIKIRI Rensuke
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 3, completo
Anni di pubblicazione: 2008
Casa editrice: Bunkasha
Rivista di serializzazione: Horror M

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Dynit
Titolo: Misumiso. Anemone epatica
Collana: Showcase
Inizio pubblicazione: 2020
Distribuzione: librerie e fumetterie
Senso di lettura: orientale, 328 pp.

:: Il film ::
Data di proiezione in Giappone: 2018
Titolo internazionale: Liverleaf
Genere: Horror
Diretto da: Eisuke Naito
Scritto da: Miako Tadano
Durata: 114 minuti
Cast: Anna Yamada, Hiroya Shimizu

Storia
Haruka Nozaki
si trasferisce in una nuova scuola di campagna, dove diventa il bersaglio di una serie di brutti episodi di bullismo: la leader della classe, Taeko Oguro, le aizza contro i coetanei a causa della gelosia a causa dell’amicizia che Haruka prova per Mitsuru Aiba. Mitsuru spesso conforta Haruka perché si faccia forza: il ragazzo costituisce un valido punto di appoggio per lei, l’unico oltre alla sua famiglia. Oltre ai genitori, Haruka è affezionata alla sorellina, la tenera Shouko che le dimostra il suo affetto realizzando una collana per lei.
Purtroppo gli atti di bullismo si fanno sempre più gravi, l’insegnante Kyouko Minami non solo non riesce a impedirli ma è lei stessa una vittima dei bulli della classe, che la spingono a vomitare. I piccoli delinquenti non esitano neanche di fronte al padre di Haruka, intervenuto a scuola per sensibilizzare la docente circa i danni ricevuti dalla figlia nella sua classe. Persino il padre è oggetto di bullismo da parte degli alunni della scuola e Haruka finisce per ammalarsi, figurando assente alle lezioni.
Ecco che la diabolica Taeko coinvolge Rumi Sayama, ennesima compagna di classe vittima di bullismo, tormentandola e convincendola che è colpa di Haruka se lei deve soffrire… perché, se Haruka tornasse in classe, tutti se la prenderebbero con lei e non con Rumi. Quest’ultima pertanto diventa strumento dell’odio di Taeko e decide di commettere un atto inaudito e imprevedibile ai danni di Haruka e della sua famiglia…

Considerazioni
Sono sempre stata attratta dall’horror asiatico, trovo che la narrazione il più delle volte riesca magnetica e disturbante. E questo Misu Misou ha soddisfatto le mie aspettative.
L’autore ha più di quindici anni di carriera alle spalle, nelle sue opere ha spaziato tra vari target (shounen, josei, seinen) ma predilige il genere horror e/o soprannaturale.
E qui apriamo una piccola parentesi: il filone horror degli shoujo non è stato troppo considerato in Italia (a parte Il sigillo azzurro e Romance of darkness di Chie Shinohara, ricordiamo Partner di Miho Obana e Hell Girl di Miyuki Etoo, Satanister di Rei Mikamoto e qualche must tra le opere di Junji Ito quali Tomie, Lovesick Dead, Fragments of horror). Proprio per questo motivo trovo pregevole la scelta di un titolo come Misu Misou, un’opera che da un lato ricorda, per fascinazione e truculenza, Junji Ito e Kazuo Umezu, dall’altro presenta un’impronta personale e riconoscibile di un autore finora inedito nel Bel paese.
L’aspetto grafico al primo impatto può sembrare approssimativo e ripetitivo, è invece molto curato e consapevole. Privilegiare la dolce rotondità del tratto in contrasto con la spietata crudezza degli eventi è in linea con una tradizionale dissonanza nipponica forma/contenuto niente affatto spiacevole… In fondo è anche la scelta di Ito, Umezu e altri mangaka meno noti come Madoka Kawaguchi (Shi to kanojo to boku) e le leziose Masako Sone o Yoko Matsumoto.

La dolcezza che si sposa con l’efferatezza pertanto non si può definire un elemento di novità. Quel che riesce personale è il timbro riconoscibile nei personaggi di Oshikiri Rensuke. Non solo la protagonista, ma tutti i suoi compagni di classe (nonché l’insegnante) si avvalgono di un background approfondito: ciascuno di loro nasconde delle ombre con cui convive quotidianamente. La noia, una famiglia anaffettiva o disinteressata, la mancanza di fiducia, la mancanza di autostima, la paura dei propri sentimenti, l’incapacità di esprimerli, il senso di impotenza, il vuoto e la solitudine. Ognuno di questi demoni si nutre delle vite di ragazzini in apparenza normali ma nel profondo insoddisfatti, disagiati, disadattati. Il demone è pronto a prendere il sopravvento e la follia preme per impadronirsi di giovani esseri incapaci di crescere. L’umanità, la credibilità dei personaggi è ciò che impedisce al lettore di distogliere lo sguardo, è il motivo per cui si prosegue fino alla fine della lettura. La protagonista non è sostanzialmente diversa dai comprimari, la contraddistingue però un’innocenza da difendere, un’indole pacifica e remissiva che sarà sottoposta alla prova del fuoco: Haruka è come l’epatica, la piccola pianta che aspetta di fiorire in primavera.
La narrazione procede incalzante, mi ha ricordato Il bambino di Dio, edito nella stessa collana, ma lo stile è meno asettico e va dritto al cuore.
Tirando le somme: è abbastanza raro che un titolo horror mi inchiodi alla sedia. Misu Misou c’è riuscito, mi ha terrorizzato a dovere perché mi ha ricordato ancora una volta che il confine tra razionalità e follia è veramente labile.
Consigliato… se non avete paura di avere davvero paura.

 

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