Wild boy (Wild Damon) di Natsumi Andou

A cura di nimue80 (testi) e Rhayader (html e grafica)

Titolo giapponese: Wild Damon
Storia e disegni: ANDOU Natsumi
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Titolo: Wild Damon
Numero volumi: 3 (concluso)
Anno di pubblicazione: 2003
Casa editrice: Kodansha
Rivista di pubblicazione: Nakayoshi

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Wild Boy – Un amore che viene dalla giungla
Numero volumi: 3 (concluso)
Anno di pubblicazione: 2006
Casa editrice: Play Press/Play Media Company
Collana: One²Comix, € 4,00
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: L’autrice ::
Natsumi Andou, originaria della prefettura di Aichi, autrice in principio specializzata in fumetti per bambini di casa Kodansha, ha debuttato nel 1995. Nel 2006 ha vinto il premio Kodansha per Kitchen no ohimesama, serie iniziata nel 2004, su una storia ideata da Miyuki Kobayashi: questa serie è giunta in America col titolo Kitchen Princess. Altri suoi titoli hanno un’edizione inglese e tedesca: Arisa, Zodiac P.I., Let’s Dance a Walk (Waltz no Ojikan), mentre per il 2020 è stata annunciata da Kodansha Comics l’edizione inglese di Something’s Wrong With Us (Watashitachi wa douka shite iru), josei da cui è stato tratto un drama previsto sempre per il 2020.

Storia 

Volume 1

Chino Kazaoka è la classica studentessa: sogna il primo amore, ma viene respinta dal prescelto, ha una fedele amica del cuore, che la consola e la riporta coi piedi per terra e un’amorevole famiglia composta da mamma e papà. Suo padre, in particolare, è un esploratore che scrive libri di avventure e dai suoi viaggi le porta sempre strani regali.
Il giorno in cui la torta da lei preparata viene rifiutata dal ragazzo dei suoi sogni, la giovane torna a casa sconsolata. Grande è la sorpresa di trovare l’abitazione trasformata in giungla! In effetti, papino è tornato a casa e ha una sorpresa per la figliola la quale, però, pensando trattarsi del boa avvinghiato al collo del genitore, scappa inorridita accusandolo di portarle sempre regali assurdi.
Mentre sta entrando in bagno si imbatte in un animaletto tenerissimo, una sorta di volpino: capisce che è quello il vero regalo e forse il cucciolo non è solo, dentro la vasca si sentono dei rumori… Grande è la sorpresa di Chino nel ritrovarsi davanti un ragazzo invece di un cucciolo!
Subito urla al maniaco, ma in realtà si tratta di Hyo: un giovane selvaggio dell’isola di Madala, che ha salvato il padre-esploratore da un leone e ora è venuto con lui in Giappone per vivere con la famiglia Kazaoka.
Osservando i modi rozzi e la comprensibile curiosità e diffidenza di Hyo nei confronti di tutte le novità del mondo “civilizzato”, Chino si sente impotente. Una leccatina di quest’ultimo al viso la fa però andare fuori dai gangheri: non accetterà mai di vivere assieme a lui e impone al padre di riportarlo dove l’ha trovato. Anche se il ragazzo le fa un po’ pena, è decisa a non lasciarsi abbindolare. Quando il padre le racconta, però, il motivo che ha reso Hyo così felice di poterla conoscere (il fatto che, prima del salvataggio dal leone, avesse trovato una foto di Chino, rendendosi conto di non essere l’unico animale diverso e solo della giungla, ma di avere pure lui dei simili), si pente del comportamento di poco prima e corre alla ricerca del selvaggio, che nel frattempo pare sparito.
Quando scorge un brandello di stoffa leopardata – il mantello di Hyo – in cima a un’antenna televisiva, Chino teme il peggio e si arrampica a sua volta per cercare di salvarlo. Purtroppo non si tratta di Hyo ma di una scimmia, la quale si mette a schiaffeggiare la ragazza che precipita nel vuoto. Per fortuna è intercettata durante la caduta da un ragazzo molto carino, vestito all’occidentale e con i capelli corti… Dopo un attimo di perplessità, si rende conto che è Hyo! Papà e mamma (parrucchiera) hanno iniziato l’opera di trasformazione del giovane selvaggio.
La mattina seguente il dolce risveglio di Chino è turbato da Hyo, che irrompe in camera sua dalla finestra per avvisarla che la colazione è pronta. Probabilmente aveva già rimosso l’arrivo “dell’amico della giungla” a casa sua. Nonostante l’aspetto davvero attraente, che riesce a conferirgli la mamma-hair stylist, tutte le stranezze e le reazioni bizzarre del ragazzo la fanno ancora dubitare che la decisione di tenerlo con loro sia sensata.
Durante l’ora di economia domestica la testa della giovane è talmente concentrata su questo tipo di pensieri, che brucia i bignè alla crema in preparazione. Quando apre la finestra per far uscire la puzza di bruciato, chi può arrivare se non Hyo? Aveva voglia di andarla a trovare a scuola, però la sua entrata a effetto, attorniato da miriadi di uccelli, crea il caos nonostante le compagne di classe lo trovino simpatico e carino e Machiko, l’amica del cuore, le chieda chi sia il misterioso nuovo arrivato. Chino non se la sente di rispondere nemmeno a lei e fugge trascinando Hyo con sé.
Mentre sta facendogli una ramanzina in mezzo alla strada, sono raggiunti da Machiko che le porge la borsa che lei ha scordato in classe. Purtroppo, mentre sta gesticolando, urta involontariamente un tipo poco raccomandabile che, accusandola di avergli rotto un braccio, pretende un risarcimento. L’intervento di Hyo, che scorge la camicia leopardata del tipo e lo scambia per un “amico”, riesce solo a far sì che il delinquente fugga con la borsa di Chino, quella contenente i bignè bruciati. Hyo, credendo di cogliere l’importanza che riveste quell’oggetto per Chino, riesce a raggiungere il teppista e, con l’aiuto degli uccelli di prima, recupera il maltolto.
Chino lo rimprovera: la borsa non era certo così importante da fargli rischiare per recuperarla, in fondo conteneva solo dei pasticcini bruciati! Hyo ribatte che sono importanti perché fatti da lei. Queste ultime parole commuovono la ragazza che finalmente lo presenta a Machiko come suo amico.
Nonostante le preoccupazioni di Chino, il padre riesce a iscrivere Hyo nella sua stessa scuola, complice anche una conoscenza di vecchia data col preside che però, appena vede l’irruenza del nuovo studente, intima alla poverina di non perderlo assolutamente di vista. Inutile dire che i compagni di classe sono subito conquistati dal nuovo arrivato e, nonostante la sua originale personalità, iniziano a sospettare sul legame tra lui e Chino che, ovviamente, si preoccupa subito di smentire che tra loro ci sia più di una fraterna amicizia.
Prima dell’ora di ginnastica, Hyo crede di potersi cambiare insieme alla sua Chino e alle altre studentesse, ma presto scopre che non è così: la ragazza infatti gli intima di aspettarla fuori senza muoversi e così fa. Per lui ogni promessa è sacra. Nel frattempo un vero guardone si avvicina allo spogliatoio femminile: Chino crede si tratti di Hyo e lo insegue per catturarlo. Quando si rende conto che non è così, è troppo tardi. Per fortuna Hyo, forse grazie al suo “sesto senso selvatico”, capisce che la giovane è in pericolo, la individua e mette fuori gioco il maniaco grazie a una super pallonata. Chino è leggermente ferita a una caviglia e prontamente il ragazzo la porta in infermeria: lungo il tragitto la ragazza si rende sempre più conto della lealtà e del coraggio dell’amico.
Le compagne di classe sono tutte favorevolmente colpite dal coraggio di Hyo: Machiko, in particolare, decide che lui sarà il suo ragazzo.
Quando il giorno dopo Machiko chiede a Hyo di mettersi con lei, Chino è parecchio stupita: insomma non si conoscono neanche, come può la sua amica del cuore desiderare una cosa simile?
Il motivo è presto svelato: Machiko, in realtà, ha solo bisogno di un finto fidanzato in modo da scoraggiare, definitivamente, un ragazzo che la importuna da parecchio. Chino è stupita – non ne sapeva niente – però non può fare a meno di aiutare l’amica.
Il pretendente è Shingo Tsutsui, amico d’infanzia della ragazza, che si presenta subito come un pallone gonfiato e non accetta che la sua amata sia già fidanzata, anzi: afferma che non la lascerà in pace finché non scoprirà in che modo il rivale sia meglio di lui.
A questo punto Hyo non sa bene come comportarsi e Chino gli suggerisce solo di guardare Machiko e sorridere. Mentre il finto appuntamento prosegue, Shingo e Chino osservano tutto quello che accade da poco lontano. La situazione sembra alquanto artefatta nonostante Hyo stia seguendo alla lettera il consiglio di Chino, cioè guardare Machiko e sorridere. Il ragazzo non riesce a comprendere alla perfezione il senso del “fare finta” quindi, approfittando del fatto che Machiko si allontana per andare a prendere qualcosa da bere (e Shingo la segue a ruota), Chino gli si avvicina e gli consiglia di imitare anche quello che fanno le coppiette lì attorno. Hyo la prende in parola, quindi la abbraccia e fa per baciarla proprio mentre sopraggiungono Machiko e Shingo il quale, sospettoso, domanda cosa ci sia fra lei e il ragazzo della sua amata. Chino non sa che rispondere, ma per fortuna Hyo prende la palla al balzo, abbraccia Machiko e sta per baciarla, quand’ecco che Chino gli urla di non farlo: come gli ha spiegato prima, bisogna baciare solo la persona che si ama sul serio. A questo punto Shingo si insospettisce ancora di più: sono o non sono fidanzati quei due? Vuole una dimostrazione: Machiko e Hyo, se davvero stanno insieme, devono baciarsi subito davanti a loro.
Il pathos della situazione è rotto all’improvviso da Fenny, il piccolo fennec arrivato con Hyo da Madala (che Chino ha portato con sé all’appuntamento): credendo che il suo padroncino sia minacciato da Shingo, gli salta addosso. Quest’ultimo inizia a dimenarsi dicendo che l’animaletto è sporco e gli ha rovinato abiti e acconciatura. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: Machiko scappa via, non prima di aver accusato il suo pretendente di pensare solo al proprio aspetto esteriore e chiedendosi da quando è diventato così. Mentre se ne va perde una foto di Shingo da bambino, accompagnata da un fiore, che il super-olfatto di Hyo suggerisce provenire sempre da Shingo. Chino mangia la foglia e capisce che Machiko non odia Shingo, anzi lui le piace, ma non riconosce più il sincero ragazzino al quale era affezionata: ora è nascosto dietro modi affettati e look impeccabile. Il ragazzo, che Hyo ha trascinato su un albero proprio vicino al luogo in cui Machiko si sta confidando con l’amica, finalmente prende atto della realtà. Il giorno dopo si presenta a scuola con i capelli rasati e i vestiti sportivi che portava da bambino: dopo un chiarimento con l’amata Machiko della quale – diventata molto popolare alle medie – lui voleva solo essere degno, i due si dichiarano reciproco amore e la felicità sboccia sui loro visi.
Anche Hyo ha finalmente capito qualcosa sull’amore: quello che prova per Fenny è diverso da quello che prova per Chino. Mentre si avvicina e sembra stia per baciarla, la ragazza ha il batticuore… Che però scompare non appena lui le dà una leccatina, segno d’amore tra i leopardi di Madala!
Chissà quando anche lei avrà un amore come quello di Machiko?

Considerazioni
“La triade colpisce ancora!”
Uno dei motti della Play Press (o Play Media Company, che dir si voglia) dev’essere senz’altro “Cavallo vincente non si cambia”, visto che tendono a proporre prodotti di qualità non eccelsa, ma che probabilmente riscuotono il favore del pubblico a loro più fedele (teen-ager soprattutto).
Wild Boy è uno di questi: frutto della fantasia di Natsumi Andou, componente della “triade dello Nakayoshi-style” (vedi recensioni di Zodiac Detective e Panic X Panic) che comprende anche Wataru Mizukami e Haruka Fukushima, giunge in Italia dopo l’esordio avvenuto con Zodiac Detective. Al contrario del suo predecessore, questo manga ha potuto godere direttamente di un’edizione monografica (e diverse ristampe o ridistribuzioni in edicola) che, come del resto ci ha abituato l’editore, non è certo delle migliori: carta scadente, difficoltà nell’aprire e sfogliare l’albo, sottotitolo sdolcinato e scontato, confezione… alquanto dozzinale.
I disegni della Andou, nonostante l’opera sia successiva al già menzionato Zodiac Detective, non sono migliorati anzi, a mio parere, si sono banalizzati e appiattiti.
Stesso discorso posso fare per la trama che, mentre nel precedente aveva un certo guizzo di originalità, in questo caso è piuttosto scialba e possiede quel non so che di “già visto, già sentito” che al giorno d’oggi non è difficile riscontrare. Per entrare nello specifico, visto che il fulcro della narrazione è incentrato sul rapporto che si viene a creare tra Hyo, il ragazzo selvaggio, e Chino, la figlia dell’esploratore che l’ha portato con sé in Giappone, non dicono niente un certo Maho no yosei Pelsia, meglio conosciuto come Evelyn e la magia di un sogno d’amore? Oppure, spaziando ancora più tra i generi, un Tarzan di Edgar Rice Borroughs o un The Jungle book di Rudyard Kipling? Ecco, Wild Boy ha probabilmente preso spunto da questi capisaldi della letteratura banalizzando, ovviamente, l’intreccio per renderlo fruibile a un pubblico molto giovane e femminile, quindi aggiungendo batticuori, equivoci, fidanzati gelosi e quant’altro.
La caratterizzazione psicologica dei personaggi è giusto abbozzata e molto prevedibile, così come è facilmente ipotizzabile dove andrà a parare la storia, che comunque si esaurisce nel giro di tre volumetti.
Insomma, non consiglio questa serie se non ai fan incalliti della “triade” in generale e dell’autrice in particolare oppure, ovviamente, alle lettrici più giovani che forse troveranno gradevole il semplice – ma scontato – intreccio e graziosi i disegni.

 

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