Nounai Poison Berry di Setona Mizushiro

A cura di Emy

Titolo originale: Nounai Poison Berry
Titolo inglese: Poison Berry in My Brain
Autrice: MIZUSHIRO Setona
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 5, completo
Pubblicato a partire da: 2009
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Chorus

:: Il manga in Francia ::
Titolo: Brainstorm Séduction
Numero di volumi: 5, completo
Casa editrice: Kazé Manga
Inizio pubblicazione: 2015
Prezzo: E 6,89

:: Il film ::
Data di proiezione in Giappone: 2015
Titolo: Poison Berry in My Brain
Diretto da: Yuichi Sato
Durata: 120 minuti
Cast: Yoko Maki, Yuki Furukawa, Songha
Una pellicola davvero adorabile. Ho apprezzato la cura nel vestiario di Ichiko, per esempio il fatto che indossi per lo più uno stesso tipo di cappello ogni volta con un colore diverso: ciò conferisce al personaggio una tenerezza che nel manga in effetti ho avvertito di meno. La trama segue a grandi linee quella del manga, anche se dà più spazio ad alcuni personaggi rispetto ad altri (Ochi-san per esempio ha un ruolo meglio calibrato) e alcune scene del manga sono state modificate o tagliate. Non si avverte tuttavia nessuna mancanza, perché lo spirito dell’opera è stato rispettato in pieno. Ho trovato il cast davvero azzeccato, il “consiglio di amministrazione” mi ha divertito e non poco. Insomma, è un film che rivedrò volentieri e che non mi dispiacerebbe avere in DVD (doppiaggio originale/italiano/con sottotitoli).

Storia
Il manga inizia in medias res: una donna, Ichiko Sakurai (che poi sapremo essere una trentenne), è in forse se rivolgere la parola a un suo conoscente che sta per prendere il treno, l’affascinante Saotome (che poi sapremo avere 23 anni). Fin qui niente di strano, ma l’autrice ci fa assistere a quel che accade nella testa di Ichiko: i suoi pensieri contraddittori sono personificati da cinque personaggi, ciascuno con delle caratteristiche peculiari. In pratica ogni volta che Ichiko deve prendere una decisione, l’una o l’altra fazione dei membri del suo “parlamento mentale” prenderà il sopravvento e farà inclinare la scelta da un lato o dall’altro. In questo momento c’è molta confusione, i cinque membri non riescono a decidere se Ichiko debba parlare a Saotome o meno e, pur votando, non raggiungono la maggioranza. Niente di strano, in fondo sono tutti e cinque molto diversi, come già detto. Lo speaker, quello cioè che teoricamente dovrebbe essere il leader del gruppo, con l’incarico di comunicare alla mente di Ichiko quanto il consiglio ha deciso, è Yoshida: un uomo che cerca di mantenere l’equilibrio e di norma vota secondo maggioranza. È anche colui che dà l’avvio alle votazioni del consiglio.

Ishibashi è il mio preferito: è un ragazzo che rappresenta il pensiero positivo, è ottimista e colmo di speranza, vede un’opportunità in ogni occasione perciò lui, per esempio, vorrebbe che la donna parlasse a Saotome.

Ikeda, al contrario di Ishibashi, è una donna che pensa sempre al peggio, muovendo le sue critiche su basi pragmatiche. Così facendo però chiude alla speranza… per esempio, lei vota a sfavore di Saotome.

Hatoko è una ragazzina gothic lolita che si dimostra sempre sognatrice e impulsiva, lei è favorevole a Saotome perché è carino…

Infine il segretario Kishi è l’anziano del gruppo ed è di norma neutrale, anche perché ha l’incarico di scrivere la cronaca di tutto quello che accade a Ichiko, in pratica è il custode dei ricordi.

Ogni volta che Ichiko deve dare una direzione alla sua vita il consiglio si riunisce, ognuno dei membri dice la sua e infine si vota. Se non riescono a trovare un accordo, allora la razionalità di Ichiko viene meno ed emerge un sesto personaggio nella sua mente: una donna vagamente dark che io interpreto come l’ES, l’insieme delle pulsioni sotterranee e nascoste. Quello è il momento in cui Ichiko dà sfogo ai suoi desideri senza freni inibitori… ed è proprio quello che accadrà con Saotome. I due non solo finiranno col conoscersi ma si troveranno da soli a casa di lui, e qui Ichiko senza mezzi termini gli proporrà di stare insieme, perché in quel momento i membri del consiglio, non avendo trovato un accordo, sono stati messi KO dalla donna misteriosa. Ichiko e Saotome passano la notte insieme ma il giorno dopo lei ha recuperato la sua razionalità e molla il ragazzo mentre sta ancora dormendo.

In seguito sarà lui a cercarla, però, e in qualche modo formeranno una coppia. Tuttavia i problemi di comunicazione sono appena cominciati… da una frase a metà Ichiko capisce che il ragazzo si vergogna perché lei è più grande e finisce col piantarlo. Alla richiesta di spiegazioni di Saotome, la donna riuscirà a chiarirsi e i due supereranno i loro contrasti. Fin qui il primo volume.

In seguito entreranno in gioco la ex ragazza di Saotome, che pretende di tornare con lui, e soprattutto Ochi-san, editor di Ichiko. Quest’ultima infatti sta scrivendo un romanzo diffuso attraverso cellulare, e dai colloqui con Ochi-san, gentile e paziente, la donna capisce che, a differenza di Saotome, l’uomo sarebbe un migliore candidato nel momento in cui lei considerasse il matrimonio nel proprio futuro…

Considerazioni
Magari questo titolo spiacerà alle inguaribili romantiche, a chi ancora sogna una favola – shoujo o josei – che contempli un matrimonio in bianco e tanti invitati. Chi invece ha avuto modo di mettere da parte un po’ di esperienza è probabile che sia arrivato a una conclusione: trovare l’anima gemella non è sinonimo di felicità. Il matrimonio – o un fidanzamento, o una relazione, o una convivenza, in definitiva un rapporto a due – si accompagna alla felicità nel momento in cui l’individuo riesce a portare avanti la relazione mantenendo un’autostima decente. Se uno dei due deve annullarsi o sminuirsi, quindi smettere di volere bene a sé stesso per stare insieme all’altro… la relazione non funziona e l’insoddisfazione è dietro l’angolo. Setona Mizushiro, che ha fatto da sempre al centro del suo lavoro la riflessione sui temi dell’identità, dell’individuo e dell’autostima, tanto da risultare a volte troppo cerebrale, con Nounai Poison Berry indaga nella psicologia femminile, mettendo a fuoco un obiettivo che definirei terapeutico.

La storia può ricordare il film d’animazione Inside Out della Pixar, ma questo film risale al 2015 mentre la pubblicazione del manga è partita su rivista nel 2009. Le similarità comunque si limitano all’idea del “consiglio d’amministrazione” e dei cinque suoi membri, ma questi ultimi non sono le emozioni, sono diversi aspetti dell’io: istinto, ragione equilibrata, memoria, visione pessimistica e ottimistica del futuro.

In ogni caso il legame – fittizio – con Inside Out ha poca importanza, perché sono due storie diverse: Nounai Poison Berry è un josei, che si rivolge alle donne presumibilmente in cerca dell’anima gemella. L’ansia di trovare un partner, l’ossessione della felicità, il terrore di sprecare tempo, la possibilità di restare soli… sono tutte paure che rischiano di convogliare in un’unica direzione: sminuire sé stessi, autodistruggersi e fabbricarsi da sé la propria infelicità. Preservare autostima e salute mentale sono gli obiettivi primari, senza i quali la felicità a due è solo una grande illusione. Ripeto: sarà pure una medicina amara, ma io sono tra quelli che la trova necessaria. A indorare la pillola ci pensa la grafica, pulita, precisa e attraente come sempre, con in più quel quid che la rende immediatamente riconoscibile.

Quest’autrice, dopo l’incompleto Black Rose Alice, è scomparsa dal panorama editoriale italiano (eccezion fatta per la ristampa 2020 de Il gioco del gatto e del topo). Obiettivamente Nounai Poison Berry non si può considerare una serie impeccabile (è affrettata in alcuni passaggi e manca un’introduzione dei character, inoltre le espressioni dei personaggi sono poco varie, quasi fisse), però è senz’altro degna di interesse e attenzione, perché la tematica affrontata è attuale e indispensabile, oggi come ieri.

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