Gridare amore dal centro del mondo (Sekai no chuushin de ai wo sakebu) di Kyoichi Katayama e Kazumi Kazui

A cura di Tsutomu (testi) e Martina (info e grafica)

Titolo originale: Sekai no chuushin de ai wo sakebu
Titolo italiano: Gridare amore dal centro del mondo
Storia: Kyoichi Katayama
Disegni: Kazumi Kazui
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Shougakukan
Collana: Flower Comics Special

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Kappa edizioni
Numero di volumi: 1, concluso
Collana: Manga San
Prezzo: 8,50 euro
Data di pubblicazione: Ottobre 2006
Senso di lettura: orientale
Distribuzione: fumetteria, librerie e online

:: Curiosità ::
Questo manga è solo un tassello del tipico meccanismo mediatico che in Giappone coinvolge i prodotti d’intrattenimento particolarmente popolari. Dal romanzo di Kyoichi Katayama (divenuto popolarissimo dopo che una cantante pop ne ha scritto una recensione positiva) sono state tratte le versioni per il cinema, per la tv (drama) e il fumetto, per cui è stata reclutata una disegnatrice esordiente.

Storia (Warning spoiler: sinossi comprensiva di finale)
Il giovane Sakutaro Matsumoto è in procinto di partire per l’Australia, con il triste scopo di disperdere le ceneri della sua ragazza, Aki Hirose, morta a soli diciassette anni di leucemia.

I ricordi del ragazzo ci permettono di conoscere la loro storia d’amore, iniziata in seconda media.
Aki e Sakutaro sono compagni di classe e da subito tra i due si crea un rapporto speciale, la ragazza infatti fa dono al ragazzo del suo diario, nel quale ha annotato tutte le sue caratteristiche, chiedendogli di scrivere tutto ciò che vuole a sua volta.
Un giorno i due e i loro compagni di scuola si recano al funerale di un loro professore, Aki legge il discorso funebre e in quel momento Sakutaro si rende conto di essersi innamorato di lei.

Alla vicenda dei due ragazzi si intreccia quella del nonno di Sakutaro, un simpatico e saggio signore che, dopo la morte della moglie, si è trasferito vicino casa di Sakutaro e tra i due intercorre un bellissimo rapporto, fatto di complicità, confidenze e rispetto reciproco.
In virtù di questo, l’uomo decide di narrare a suo nipote la drammatica vicenda sentimentale che ha vissuto da giovane.
Il nonno del nostro protagonista si era infatti innamorato di una ragazza che apparteneva a una famiglia importante, mentre lui non era ricco, inoltre lei era malata di tubercolosi.
I genitori di lei, dopo la guarigione della giovane, impedirono ai due innamorati di sposarsi.
Sakutaro rimase esterrefatto dopo aver scoperto l’obiettivo di suo nonno: rubare una parte delle ceneri della ragazza e, dopo il suo decesso, riporle accanto alle sue!
Nonostante tutto Sakutaro comprese i suoi sentimenti e decise di aiutarlo.

A scuola Sakutaro mostra le ceneri trafugate ad Aki e decide di confessarle i sentimenti che nutre da tempo per lei.
Il fidanzamento tra i due sembra procedere a gonfie vele, ma in realtà un problema c’è: Sakutaro sente l’esigenza di dar forma ai sentimenti che prova per Aki facendo l’amore con lei, ma non sa come parlarne alla ragazza.
La soluzione, alquanto bizzarra, viene suggerita a Sakutaro da un suo amico, Oki, che gli propone di andare su un’isola distante un chilometro dalla spiaggia, ora abbandonata ma un tempo utilizzata come centro turistico, in cui è presente il vecchio albergo che ospitava i turisti in passato.

Secondo il piano architettato dai due ragazzi, avrebbero portato Aki sull’isola con il pretesto di una gita in compagnia di Oki e poi lui, con un tempismo perfetto, avrebbe detto che sua madre non stava bene e che per questo motivo sarebbe dovuto tornare di corsa a casa.
Aki comprende la situazione e ne parla con Sakutaro, dicendogli di essere rimasta delusa dal comportamento del ragazzo.

Successivamente i due fanno pace e trascorrono dei momenti molto belli e suggestivi durante la loro permanenza sulla cosiddetta ”isola dei sogni”.
La loro felicità era destinata a non durare, perché un’ombra nera stava per stendersi sulla giovane vita di Aki.
Infatti poco tempo dopo Aki fu ricoverata in ospedale, ufficialmente per curare un’anemia aplastica.
La ragazza diventava sempre più debole giorno dopo giorno e detestava farsi vedere dall’amato in quelle condizioni, ma Sakutaro, con estrema delicatezza, le ripeteva sempre che per lui era bellissima, nonostante le fossero caduti dei capelli.

Fu proprio questo a far sorgere un dubbio a Sakutaro, che decise di consultare l’enciclopedia per scoprire da quale male Aki era affetta.
Con enorme sgomento scoprì che i sintomi erano quelli della leucemia e che la debolezza, il senso di nausea, l’estrema magrezza e la perdita dei capelli erano le conseguenze della chemioterapia.
La madre stessa di Aki, ormai disperata, confessò a Sakutaro la vera natura della malattia di Aki, chiedendogli di non dirle nulla.
Aki diventava ogni giorno più depressa e stanca.
Non ne poteva più di sopportare i sintomi che le provocava la chemioterapia, dei trapianti di sangue, di sentirsi brutta, così pronunciò una frase che sconvolse Sakutaro: ”voglio morire”.

Il ragazzo le propose di partire alla volta dell’Australia, di nascosto, visto che lui e i loro compagni di classe erano da poco stati in gita in quel paese e lei non era potuta andarci a causa della malattia.
Decisero quindi di partire.

Sakutaro chiede a suo nonno dei soldi per il viaggio.
L’uomo non sa come comportarsi, anche perché suo nipote non gli rivela il motivo che lo ha indotto a fare questa richiesta. Vedendo la profonda disperazione e determinazione del ragazzo, decide di acconsentire.

I due riescono a prendere il treno che condurrà all’aeroporto, dove festeggiano i diciassette anni di Aki.
Una volta giunti all’aeroporto Aki si sente malissimo, Sakutaro le chiede di tornare indietro ma la ragazza rifiuta. Pochi istanti dopo Aki cade a terra priva di sensi, con il volto ricoperto di sangue.

Aki si spegnerà poco dopo in ospedale, con accanto Sakutaro che stava ricordando i momenti più belli e spensierati vissuti accanto all’amata.

Trascorrono alcuni anni, Sakutaro ormai è uno studente universitario, si è trasferito a Tokyo e ha trovato un’altra fidanzata, alla quale decide di raccontare la triste vicenda di Aki.
I due si recano presso la scuola che Sakutaro e Aki hanno frequentato e il ragazzo decide di spargere al vento una parte delle ceneri di Aki, dicendo che non avrebbe potuto perderla, in quanto lei era in cielo, sempre accanto a lui e che, molto spesso, udiva la sua voce.

Considerazioni
“Ma amare una persona significa pensare che lei viene prima di tutto.
Se non avessimo abbastanza cibo, darei a te la mia parte. Se avessimo pochi soldi, piuttosto che acquistare qualcosa per me, comprerei quello che tu desideri.
Se mangi qualcosa di buono tu, è come se avessi la pancia piena anch’io, se sei felice tu, allora lo sono anch’io.
Questo significa amare una persona.
Credi che esista qualcosa di più importante?
A me non viene in mente nulla.”

(tratto dal romanzo ”Gridare amore dal centro del mondo” di Kyoichi Katayama)

Gridare amore dal centro del mondo narra la profonda storia d’amore tra due adolescenti, che si conoscono tra i banchi di scuola.
L’amore tra i due ragazzi diventa giorno dopo giorno più intenso, ma la loro storia è destinata a giungere a un drammatico epilogo, per via della terribile malattia della giovane, che priverà i due giovani della spensieratezza tipica della loro età, per catapultarli in un mondo a loro sconosciuto, fatto di sofferenza e disperazione.

Aki Hirose è una ragazza allegra e solare, ma anche sensibile e intelligente, che si è appena affacciata alla vita e vive una serena relazione d’amore.
Il suo triste destino non le permetterà di crescere, diventare donna e godere delle gioie della vita.
La strapperà, così giovane, dalle braccia dei suoi cari e dall’amore smisurato che il suo ragazzo prova per lei.
Un amore così grande che le darà la forza di lottare contro il male che si è insinuato dentro di lei, fino a quando il suo corpo non reggerà più.
Una vita spezzata nel momento in cui stava per sbocciare pienamente, questo deve indurci a riflettere sulla precarietà dell’ esistenza umana, farci comprendere che la nostra vita non è eterna e per questo motivo dobbiamo cercare di assaporare e godere ogni attimo della nostra esistenza come se fosse l’ultimo. Dobbiamo amare le persone che ci stanno accanto perché potremmo perderle in qualsiasi momento.

Sakutaro Matsumoto è un ragazzo come tanti, che divide le sue giornate tra gli amici, la scuola, il bellissimo rapporto con suo nonno e la ragazza che ama.
La vita lo farà maturare in fretta, sottraendolo alla spensieratezza tipica della sua età, ponendolo di fronte a ciò di cui tutti abbiamo paura: la morte e la perdita delle persone che amiamo.
Dimostrerà di amare Aki profondamente, cercando di regalarle degli attimi sereni, ma non potrà far nulla per salvarla, perché l’amore, per quanto grande e smisurato, non può sconfiggere da solo una malattia come la leucemia e sottrarre la persona amata al suo destino.
Sakutaro crescerà in fretta, soffrirà profondamente per la perdita di Aki, ma metabolizzerà questo dolore e capirà che lei gli sarà sempre accanto, nonostante non siano più insieme.
Il suo spirito veglierà su di lui dal cielo per sempre.

Il tema dell’amore eterno, che supera le barriere della vita e continua anche dopo di essa, è presente fin dalle prime pagine di questa storia. Assistiamo infatti al triste racconto dell’amore del nonno di Sakutaro per una ragazza che non aveva potuto sposare, ma che ha continuato ad amare anche dopo la morte di lei, al punto da chiedere al nipote di unire le loro ceneri, dopo la sua morte.

Questo manga è stato tratto dal romanzo di Kyoichi Katayama, ma purtroppo non raggiunge i livelli di pathos, profondità e tensione narrativa del libro.
La vicenda viene narrata frettolosamente, i personaggi sono caratterizzati in modo superficiale, al contrario di quanto avviene nel romanzo.
Sono presenti alcune delle bellissime frasi del libro, ma questo non basta a risollevare le sorti di un manga che non coglie appieno l’essenza di una storia così bella e intensa. Chi ha letto il romanzo e conosce l’intensità di questa storia, potrebbe restare deluso nel vedere come essa viene rielaborata nel manga.
Lo stile di disegno è infantile, acerbo e sgraziato, i volti dei personaggi hanno una piccolissima varietà di espressioni, gli sfondi sono quasi del tutto inesistenti.

Chi non ha letto il romanzo forse potrà trovare il manga carino e piacevole, per quanto la vicenda sia affrettata, forse perché si immedesimerà nella drammatica storia dei protagonisti.
Ma è un prodotto mediocre, che raggiunge a stento la sufficienza.
Se volete conoscere la storia di Aki e Sakutaro, consiglio prima la lettura del romanzo, e poi, se lo riterrete opportuno, quella del manga, che potrebbe lasciarvi con l’amaro in bocca, in quanto sminuisce una storia tanto intensa e poetica.

 

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