Lady Oscar – Le storie gotiche (Versailles no Bara – gaiden) di Riyoko Ikeda

A cura di Tstomu (testi) e Martina (info e grafica)

Titolo giapponese: Versailles no bara Gaiden
Trad.: La rosa di Versailles – Fuori serie
Autrice: IKEDA Riyoko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 2, concluso
Anni di pubblicazione: 1985
Casa editrice: Jitsugyoubou Nihonshya
Collana: Mon Sun Comics Lovely Series
(N.B. i dati si riferiscono alla prima edizione)

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Lady Oscar – Le storie gotiche
Inizio pubblicazione: Aprile 2003
Casa editrice: Panini
Prezzo: 2 euro
Periodicità: mensile
Distribuzione: edicola e fumetteria
Numero di volumi: 4, concluso

Nota: in Italia il Versailles no bara Gaiden, quando viene pubblicato, lo si trova di norma dopo la conclusione della serie regolare e corrisponde infatti ai numeri 21-22-23-24 dell’edizione Panini e ai volumi Le rose di Versailles Special n.1 e 2 dell’edizione D/Visual.

Storia 

Primo racconto: LA CONTESSA IN NERO

Mentre André, Rosalie e Oscar si stanno recando in visita alla sorella maggiore di quest’ultima, una carrozza passando in tutta fretta urta la loro.
I nostri protagonisti intravedono all’interno un bellissimo giovane e una donna molto affascinante.

A casa della sorella di Oscar, entra in scena la sua vivace nipotina di sei anni, Loulou de La Loréncie, che sarà uno dei principali personaggi delle storie che compongono il gaiden di Versailles no bara. Ortence de La Loréncie , sorella maggiore di Oscar, dice ai suoi ospiti che da qualche tempo le figlie dei contadini stanno scomparendo misteriosamente e che nessuno è mai riuscito a ritrovare i loro cadaveri, quindi la gente crede che dietro la scomparsa di queste fanciulle vi sia l’opera di un vampiro.

Le dame che prendono parte al ricevimento della signora sono tutte affascinate dalla bellezza di Oscar e la giovane e bella Caroline, parente del cognato di Oscar, gelosa del rapporto che quest’ultima ha con l’angelica Rosalie, inventa uno stratagemma per separarle.
Sporca di proposito l’abito di Rosalie, le prende il fazzoletto dicendole che l’avrebbe lavato, per poi farsi trovare da Oscar china sul pavimento a pulire il fazzoletto. Quando quest’ultima le chiede spiegazioni, ella risponde che Rosalie l’ha obbligata a pulirle il fazzoletto, trattandola molto male.
Oscar resta esterrefatta, non può capacitarsi che una ragazza timida e di buon cuore come Rosalie abbia potuto assumere un simile atteggiamento.

Intanto arriva al ricevimento la bellissima e misteriosa donna che avevano intravisto nella carrozza. Costei è in realtà la contessa di Montclair, che con l’aiuto della sua cameriera si nutre del sangue di giovani fanciulle per mantenere intatta la sua giovinezza, e la bellezza di Oscar non la lascia indifferente.
Nel frattempo Rosalie viene chiusa fuori dal palazzo sotto la pioggia da Caroline, e la contessa di Montclair le offre riparo nella sua stanza. La ragazza intravede, nascosto tra le tende del letto, il corpo di una fanciulla e sospetta che possa trattarsi di un cadavere.

Il giorno dopo Oscar, André, Rosalie e la piccola Loulou decidono di trascorrere un giorno all’aria aperta e Caroline non perde occasione per mettere in cattiva luce Rosalie agli occhi di Oscar. Fingendosi ferita a una caviglia, dichiara che Rosalie l’ha costretta a rimanere seduta ad aspettare, mentre tutti credevano che si fosse persa.
Improvvisamente scoppia un violento temporale e i nostri protagonisti trovano rifugio proprio nel sinistro castello di Montclair. La contessa si dimostra molto gentile e affabile ma in realtà ha ben altri obiettivi. Cerca di sedurre Rosalie quando si trovano sole in una stanza a causa di Caroline che, decisa a incontrare il bellissimo giovane che accompagna spesso la contessa, parte alla sua ricerca per il palazzo. E ciò si rivelerà fatale per lei. Questo ragazzo in realtà non è altro che un automa costruito da un orologiaio che la contessa tiene prigioniero, automa di cui ella si serve per uccidere le fanciulle e immergersi nel loro sangue. Infatti le ragazze, attratte dalla bellezza del giovane, gli vanno incontro e lui le trafigge con delle lame che escono dal suo corpo.

Anche Oscar è stata imprigionata dalla contessa, nella stessa cella dell’inventore dell’automa, il quale le rivela che l’unico modo per fermarlo è quello di premere un pulsante posto sulla sua schiena.
Grazie all’intervento della vispa Loulou, André riesce a salvare Oscar, in balia della contessa che stava cercando di farla cadere in fondo alle scale. Messa con le spalle al muro, la contessa si suicida abbracciando l’automa.
Così termina questa paurosa avventura per i nostri eroi che rincasano con la speranza, da parte di Rosalie, di poter incontrare ancora una volta la piccola Loulou.

Per creare il personaggio della contessa di Montclair, Ikeda sensei si è ispirata a un personaggio realmente esistito. Si tratta di Erzsebet Bathory, nata in Ungheria nel 1560. Era una donna dotata di molto fascino e ossessionata dall’idea di invecchiare, così decise di servirsi del sangue di innocenti vittime convinta che in tal modo sarebbe rimasta giovane per sempre. Infine venne scoperta e condannata a essere murata viva nel suo palazzo e nel 1614 morì. Le sue vittime furono circa seicentocinquanta.

Nota: i nomi dei personaggi seguono la traduzione dell’edizione Panini. “La contessa in nero” non fa parte dei Gaiden veri e propri, perché si trova di norma dopo la conclusione del manga, essendo stato realizzato alla fine della serie regolare. Raccolto nel decimo volume originale, lo si trova in tutte le edizioni italiane come episodio extra alla fine della serie. I Gaiden invece sono stati realizzati dieci anni dopo e proseguono “La contessa in nero”, essendo collocati nello stesso periodo (quello del cavaliere nero) e utilizzando il personaggio di Loulou come figura chiave degli episodi. Loulou quindi costituisce l’anello in comune tra “La contessa in nero”, ossia l’episodio extra della serie regolare, e i Gaiden. 

Considerazioni
Il Versailles no bara Gaiden (da noi ribattezzato Lady Oscar – Le storie gotiche nell’edizione Panini) fu realizzato da Ikeda sensei più di dieci anni dopo la conclusione della serie principale. Il suo stile di disegno nel corso di questi anni subisce delle significative modifiche. Da un lato questo è positivo, in quanto la bravissima mangaka crea delle spettacolari e dettagliatissime tavole, ricche di particolari che lasciano il lettore estasiato. Però è da considerare che sono parecchio cariche, e questo potrebbe non piacere a chi gradisce tavole più ariose rispetto a quelle estremamente ricche. I personaggi che i lettori hanno imparato ad amare attraverso la serie principale, Versailles no bara, risultano quindi molto diversi graficamente per via del nuovo stile dell’autrice. Dei Gaiden, come già detto, non fa parte l’episodio dedicato alla contessa in nero, che infatti richiama come stile quello di Versailles no bara.

Dal punto di vista narrativo questa raccolta di storie brevi non raggiunge i livelli della serie dalla quale è tratta, e nemmeno quelli di altre famose e bellissime opere della sensei, come Caro fratello o La finestra di Orfeo.
Le vicende ruotano principalmente intorno alla piccola Loulou, nipotina di Oscar, figlia di sua sorella maggiore, e purtroppo mancano di originalità, pathos e tensione narrativa.
Nate con l’intento di dare un aspetto gotico e da thriller alla saga di Versailles no bara, non raggiungono pienamente il loro scopo, non svelano retroscena della serie principale, né nuovi aspetti del carattere e della psicologia dei personaggi. Anzi, gli stessi Oscar e André perdono lo straordinario fascino che li ha resi celebri in Versailles no bara.

Le storie che compongono questa raccolta si collocano cronologicamente a metà della serie principale, dopo la vicenda del cavaliere nero, quindi prima dello scoppio della Rivoluzione francese. Per tutti i motivi summenzionati, se ne consiglia la lettura ai soli fan di Riyoko Ikeda e di Versailles no bara.

 

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