Le rose fioriscono in battaglia (Bara wa Shuraba de umareru) di Nami Sasou – preview

Le rose fioriscono in battaglia

Titolo giapponese: Bara wa Shuraba de umareru
Autrice: SASOU Nami
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 1, completo
Anno di pubblicazione: 2019
Casa editrice: East Press
Rivista di serializzazione: Mato Grosso

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Senseibooks
Pubblicazione prevista entro il 2020.

:: Autrice ::
Nami Sasou nasce nel 1955 e debutta su “Bessatsu Margaret” con la storia Kaze ni atta hi (Il giorno che incontrai il vento) con il nome di Naoko Sasao. Dopo aver lavorato come assistente di molte autrici leggendarie e aver pubblicato alcuni manga, a 32 anni decide di ritirarsi dal mondo del fumetto a causa della nascita del suo secondo figlio. Nel 1997, quando le opere di Jun Mihara (escluso Hamidashikko) diventano libere, in seguito alla morte dell’autrice avvenuta due anni prima, la Saso decide di continuare a onorarne la memoria e a divulgare il pensiero della sua amica e si fa carico dei diritti di pubblicazione, portando avanti svariate attività dedicate alla mangaka, allestendo mostre e pubblicandone le storie perdute. Attualmente partecipa al Comicket con il circolo Hijiza e porta avanti il “Mihara Jun fan party”. Le rose fioriscono in battaglia è la sua prima opera pubblicata professionalmente in 32 anni.

Storia
I fiori, gli occhioni, i sospiri e i turbamenti: gli shoujo manga classici sono stati lo specchio del mondo sognante ed edulcorato delle ragazze che sognavano l’amore. Ben presto, nel mondo dei fumetti per ragazze, però, irruppero le autrici del Favoloso Gruppo 24 (chiamato così perché tutte nate intorno all’anno 24 dell’era Showa, cioè il 1949) e niente sarebbe stato più lo stesso grazie a queste rivoluzionarie autrici: Yumiko Ooshima, Keiko Takemiya, Moto Hagio, Riyoko Ikeda, Ryouko Yamagishi e altre giovani autrici portarono le loro idee e innovazioni in un mondo di cuori e stelline, anche se niente affatto banale. Ma non c’erano solo queste autrici a smuovere le acque dello shoujo ma anche tante altre ragazze in gamba e dal grande talento: Suzue Miuchi, Jun Mihara, Fusako Kuramochi e tante altre che con i loro stili diversi e le loro idee fecero sì che tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80, lo shoujo manga fosse tra i settori del fumetto mondiale il più produttivo e variegato.
Le rose fioriscono in battaglia parla proprio di queste straordinarie autrici e lo fa con l’occhio di Nami Sasou, oggi sessantaquattrenne, artista di shoujo manga ritiratasi dalle scene a 32 anni con un passato da assistente proprio per alcune di queste straordinarie autrici.
La Sasou ci accompagna in questo volume in un viaggio tra i suoi ricordi di quel periodo e mille considerazioni, aneddoti, segreti della lavorazione di tanti shojo manga. Per realizzare questo resoconto della battaglia delle assistenti, la Sasou ha impiegato due anni e mezzo di lavoro. Il progetto era nato come un piccolo saggio sotto forma di doujinshi per un Comicket che raccontava di come fosse duro lavorare nel mercato degli shoujo manga in quegli anni. Gli editor della East Press, avendo notato il piccolo volumetto, le chiesero di svilupparlo e di raccontare più in profondità lo shoujo classico. Tra interviste, vecchi incontri ed episodi che le è stato chiesto di non divulgare, la Sasou ha comunque raccontato con dovizia di particolari quello che le era successo stando vicino a queste straordinarie autrici.
Dal Grande sogno di Maya ad Hamidashikko passando per tanti altri titoli famosi, quello che resta in mano al lettore in questo volume pubblicato in patria a febbraio 2020, è la sensazione nostalgica ma divertita di un tempo che non tornerà più, ma che per fortuna è ancora possibile sfogliare quando lo desideriamo.
Con Le rose fioriscono in battaglia ci addentreremo in un Giappone di cui fino a oggi avevamo solo sentito parlare vagamente e scopriremo i mille volti della rivoluzione dello shoujo che fu. (Trama da casa editrice)

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