Cross Game di Mitsuru Adachi

CROSS GAME

A cura di Fehu

Titolo: Cross Game
Autore: ADACHI Mitsuru
Categoria: Shounen

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shougakukan
Numero di volumi: 17, completo
Pubblicato a partire da: 2005
Rivista di serializzazione: Shounen Sunday

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Flashbook
Numero di volumi: 17, completo
Pubblicato a partire da: 2008
Prezzo: € 5,90

Storia
La vita scorre tranquilla per i Kitamura e gli Tsukishima: le due famiglie, vicine di casa, intrattengono da anni rapporti d’affari e d’amicizia.
I Kitamura sono i proprietari di un negozio di attrezzature sportive; gli Tsukishima possiedono invece un batting center e l’adiacente caffè Clover.
Il nome del locale è un omaggio alle quattro figlie della famiglia Tsukishima: Ichiyo, 16 anni, fa le veci della madre scomparsa, Wakaba di 11 anni, Aoba di 10, e la piccola Momiji di 6.
Le due famiglie sono così unite anche in virtù del legame creatosi tra Wakaba e Ko, unico figlio dei Kitamura, nati nello stesso giorno dello stesso anno e perfino nel medesimo ospedale.
I due ragazzini sembrano uniti dal filo rosso del destino e la piccola Wakaba mostra di avere le idee ben chiare su quali sviluppi dovrà prendere il loro rapporto in futuro.
Questo legame speciale attira su Ko l’odio imperituro di Aoba, che adora letteralmente la sorella, e che vede sempre sottrarsi le attenzioni di Wakaba dal ragazzino.
Aoba che già di suo è un vero maschiaccio, non perde occasione per fare dispetti e attaccar briga col povero Ko.
Ma più che delle “attenzioni” di Aoba, Ko deve preoccuparsi di quelle di Akaishi, il più forte a fare a botte della sua scuola, che manco a dirlo ha una terribile cotta per Wakaba.
A prima vista Ko non pare certo essere il partito migliore per Wakaba, tanto lei è graziosa, responsabile e di buon cuore, quanto lui sembrerebbe totalmente privo di qualità, se non quella di riuscire a fregare i suoi compagni di scuola persuadendoli ad “alleggerire” le giacenze di magazzino dei suoi, al solo scopo di farsi aumentare la paghetta.
Ma Wakaba, nonostante la giovane età, non è certo una sprovveduta, ha anzi la peculiare capacità di saper inquadrare bene i ragazzi.
In effetti Ko oltre a essere un ragazzino assai sensibile e gentile, è insospettabilmente capace di riuscire in qualunque cosa voglia.
Ko viene spesso incalzato da Nakanishi, suo compagno di scuola e “vittima” a cui ha rifilato un set di divise nuove da baseball, a unirsi alla sua squadra sempre a corto di giocatori.
Potrebbe esserci miglior acquisto di uno che vive circondato dallo sport?!
In realtà Ko oltre a non nutrire alcun interesse per gli sport in generale, non ha mai giocato una partita di baseball, ma si vedrà costretto a cedere alle insistenze dell’amico per sfuggire ad Akaishi e alla sua cricca.
E, sebbene non sia quasi in grado di tenere in mano un guantone, rivela invece una straordinaria abilità come battitore, essendosi sempre allenato al batting center degli Tsukishima fin dalla tenera età di tre anni.
Nonostante ciò all’inizio lo vediamo restio a farsi coinvolgere, finché l’esempio di Aoba, ottima lanciatrice e grande appassionata di baseball, farà nascere in lui l’amore per questo sport.
Ma i giorni spensierati di Ko, delle sorelle Tsukishima e dei loro amici, sembrano finire per sempre quando un’improvvisa e inaspettata tragedia spezza la loro quotidianità, lasciando nei loro cuori un vuoto incolmabile.

Considerazioni
Lo stile di Adachi è ormai ben noto: non ci sono effetti speciali nella sua narrazione, solo storie di vita ordinaria, raccontate attraverso i piccoli, grandi eventi di ogni giorno e permeate da un sottile velo di nostalgia.
Più che dettare i passi dei suoi personaggi, Adachi sembra osservarne da lontano il percorso con sguardo attento e colmo d’affetto, quasi paterno.
Attraverso i suoi occhi assistiamo alle loro sfide quotidiane, fatte talvolta di sconfitte, altre di piccole progressive conquiste, in un percorso di crescita non privo di momenti tragici. Senza mai scadere nel patetismo, il maestro ci fa (ri)vivere quel particolare periodo della vita in cui ogni emozione è amplificata, e che nel bene e nel male ne decide la rotta.
Così anche in Cross Game, che promette di ripetere i fasti di Rough e Touch, seguiamo passo passo la crescita di Ko, Aoba e dei loro amici, con un Adachi ormai nel pieno della maturità artistica, capace di gestire un numero sempre maggiore di personaggi secondari.
Ben riconoscibili sono i soliti, immancabili “caratteri” adachiani, con alcune modifiche e aggiunte al consueto parterre.
Nonostante la lunga serializzazione, Cross Game sembra al momento reggere il ritmo senza pause o inutili lungaggini. È vero che un giudizio definitivo lo si potrà dare solo al termine dell’opera, ma credo che ci troviamo di fronte alla migliore opera del maestro dai due capolavori degli anni ’80.
Cross Game è diviso in più archi narrativi: il primo è costituito da un solo (bellissimo) volume, proprio come “Le stagioni di Wakaba”, titolo di questa prima parte dell’opera, che si esauriscono troppo brevemente.
Il secondo arco “Le stagioni di Aoba” (volumi 2-14), riparte quattro anni dopo le vicende narrate nel primo e copre un periodo di tempo maggiore, raccontandoci gli anni del liceo a partire dalla fine delle scuole medie.
Qui seguiamo Aoba che lentamente matura da ragazzina ostinata in una giovane donna finalmente capace di prendere coscienza di sé e di accettarsi, mentre Ko rimane come cristallizzato.
Anche se apparentemente è il personaggio che subisce il maggior cambiamento, in realtà il suo mondo ruota ancora esclusivamente intorno a Wakaba, non è in effetti capace di andare avanti con la sua vita e di compiere quel passo che lui percepisce come un distacco definitivo dall’amata amica e compagna d’infanzia.
Il baseball occupa buona parte della narrazione, ma, come al solito, l’obiettivo di Adachi non è mai puntato sulla mera azione sportiva, bensì sulle vicende umane dei personaggi che proprio attraverso la competizione, tentando di superare i propri limiti, e misurandosi con compagni e avversari, arrivano a comprendere meglio se stessi e gli altri.
Con la solita abilità Adachi intreccia gag comiche a momenti drammatici, senza mai stonare, creando un’atmosfera dolce e lievemente malinconica in cui i sentimenti non vengono mai urlati, ma prendono corpo gradualmente e si rivelano in piccoli gesti.
La serializzazione di Cross Game è stata interrotta in attesa della terza parte che dovrebbe prendere il via la prossima primavera.
Se già amavate Adachi non potete perdere Cross Game, se invece non avete avuto ancora modo di incontrare il maestro, questa potrebbe essere l’occasione giusta per regalarvi il piacere di una lettura mai banale e capace di far emozionare come pochi altri.

 

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