Cacciatori di Ombre (Tōkyō Ashuirafy) di Misuzu Asaoka


A cura di Silvia Monique (testi) ed Emy (info e grafica)

Titolo originale: Tōkyō Ashuirafy
Autrice: ASAOKA Misuzu
Categoria: Shoujo*

*questo manga non è stato serializzato su rivista: viene inserito nella categoria shoujo per l’impostazione grafica.

:: Il manga in Giappone ::  
Casa editrice: Kadokawa Shoten
Pubblicato nel: 2006
Volume unico

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Cacciatori di ombre
Pubblicato in Italia nel: Aprile 2008
Casa editrice: Panini
Distribuzione: libreria e fumetteria
Volume unico, E 5.50

Storia
Giappone contemporaneo, panico e caos serpeggiano in ogni strada e via: il paese è stato attaccato da creature provenienti dal suolo non meglio definite; di natura demoniaca, sono state ribattezzate dagli uomini le “ombre” e il loro scopo ultimo consiste nella distruzione del Giappone, cominciando da Tōkyō. Di fronte a una tale emergenza, i servizi segreti giapponesi cercano con tutte le loro forze di addestrare la popolazione ad affrontare con la forza l’imminente pericolo. E proprio l’Ashuirafy, l’organizzazione “a conduzione famigliare” che gestisce la difesa armata del paese, sconvolge il quieto vivere del nostro protagonista, il quale si ritroverà arruolato indipendentemente dalla sua volontà.
Kazuhiko: giovane e carino, molto maturo per la sua età; il ragazzo vive una vita tranquilla e semplice, agitata solo dalle mille responsabilità di cui si deve fare carico. Alla sua giovane età, deve dividersi tra lo studio, come tutti i suoi coetanei, e il lavoro necessario per mantenere e sfamare i fratellini più piccoli. Vita già impegnativa, quindi, quella di Kazuhiko. Eppure, il destino ha in serbo qualcosa in più per questo ragazzo pacato e volenteroso, una responsabilità ancora maggiore grava sulle sue spalle a sua insaputa. Dopo le prime pagine del manga, infatti, scopriamo con un certo stupore che Kazuhiko è niente di meno che un “predestinato”, essendo l’unica persona al mondo in grado di utilizzare un’arma invincibile e perciò la sola possibilità del genere umano per sconfiggere il pericolo ombre. Iysaka: imbattibile e dai poteri del tutto originali può essere maneggiata esclusivamente dal giovane protagonista. Così, Ran, agente dell’Ashuirafy scova Kazuhiko e lo sequestra dalla sua vita di lavoro e doveri per inserirlo praticamente a forza nell’organizzazione.
Da qui in poi, due sono gli ingredienti principali: azione combinata con l’elemento soprannaturale. Nelle pagine del manga, a questo punto, si susseguono lotte e battaglie caotiche: uomini versus ombre, non senza qualche faida interna all’agenzia.
Che lo scontro abbia inizio.

Considerazioni
Cacciatori di ombre di Misuzu Asaoka è un volume autoconclusivo… e proprio questo è il suo limite. La debolezza della trama si nota pagina dopo pagina, sino al gran finale che finale non è. Le ombre, le misteriose creature -minaccia mortale per l’umanità intera, risultano descritte con tratto effimero, la Asaoka non fornisce sufficienti elementi, risultato: al loro riguardo si sa ben poco. Ne consegue che, per quanto siano “personaggi” centrali per lo sviluppo del plot, non risultano mai dotati di incisività. Insomma, è certo che le ombre non saliranno mai sul monte Olimpo dei demoni apparsi nella storia del manga. A ciò va aggiunto che, purtroppo, combattimenti e battaglie, che avrebbero potuto dare una sferzata di vitalità a una trama così incespicante, sono anch’essi resi con poca chiarezza. In altre parole, sembra che l’autrice dipinga la storia scegliendo tinte flebili, per cui il risultato è un’opera davvero poco nitida. Confusa è, soprattutto, la questione della faida interna all’Ashuirafy. Il finale è a dir poco inconcludente, per non dire, addirittura, che potrebbe tranquillamente essere l’incipit di un nuovo racconto. Insomma, dalle storie tanto autoconclusive quanto sconclusionate di Ali di cristallo (2003) la situazione non si è evoluta. Forse i disegni sono migliorati, anche se il tratto della mangaka continua a sembrarmi un po’ spigoloso.
Ciò che più dispiace nel leggere Cacciatori di ombre è proprio il fatto che una storia potenzialmente efficace sia sacrificata: per questioni di spazio o di tempo, questo non lo sappiamo; fatto sta che se la Asaoka avesse speso qualche pagina in più per meglio articolare il susseguirsi delle azioni o approfondire minimamente la psicologia dei personaggi e la figura delle ombre, il prodotto finale sarebbe stato decisamente di un buon livello. Perché, in effetti, l’idea e la storia potenziale sono interessanti nonché soggette a varie interpretazioni. Io, personalmente, ci leggo una velata critica alla società contemporanea: si pensi anche solo alla lotta intestina nell’organizzazione Ashuirafy in un momento in cui gli uomini dovrebbero più che mai unirsi per poter sopravvivere alla minaccia mortale. E, dato che questi demoni del sottosuolo sono così poco definiti, mi sento libera di vederli come una metafora, una sorta di personificazione delle brutture che si annidano nell’animo individualista e corrotto dell’uomo moderno.
Altro punto di forza dell’autrice è la capacità di narrare sentimenti ed emozioni con tratto cupo, quasi evocatore delle atmosfere dark di Ali di cristallo. Amore, sofferenza, contraddizioni dell’umanità inseriti un contesto che ha ben poco di sentimentale: un mondo fatto di pericolo costante da un lato e di addestramento bellico per tentare di sconfiggerlo dall’altro. Cattiveria e brutture, umane o demoniache che siano, sono addolcite da un tono morbido e dai disegni sensuali nonostante la spigolosità.
In ultima analisi, questo shoujo manga è sconsigliato a chi si aspetta un’opera valida e avvincente; consigliato a chi voglia leggere un manga non troppo impegnativo e stimolante (esclusivamente) sul piano delle idee.

 

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