Nekoe Juubee Otogi Soushi di Maru Nagao

A cura di Emy

Titolo: Nekoe Juubee Otogi Soushi
Titolo inglese: Cat Painter Juubee Fairy Tale Book
Autrice: NAGAO Maru
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shounen Gahosha
Numero di volumi: 22, in corso
Rivista di serializzazione: Neko panchi*
Anno di pubblicazione: 2008

*trattasi di un magazine per gattofili. Tutti i fumetti serializzati nella rivista infatti trattano di gatti, con fumetti che li vedono protagonisti in svariati generi, dalla s-f allo slice of life.

:: Il manga in USA ::
Titolo: Edo Nekoe Jubei Otogizoshi
Casa editrice: Kadokawa BookWalker
Numero di volumi: 5 – in corso
Anno di pubblicazione: 2015

Storia
Il protagonista è Jubei, un giovane che vaga nel Giappone del periodo Edo per cercare clienti interessati alla sua arte. Jubei infatti è un pittore specializzato nei gatti: vende ritratti di gatti in grado di tener lontani i topi! Le proprietà del suo dipinto sono garantite da un nekomata (è uno yokai, uno spirito soprannaturale che ha la forma di un gatto a due code) che lo accompagna nelle sue peregrinazioni.

La narrazione è episodica, per cui in ogni capitolo ci viene presentato un gatto che interagisce per qualche motivo con Jubei. Nel primo episodio il gatto è chiamato “zampe di neve” dal suo padrone, l’anziano proprietario di una locanda. Questi contrae una malattia agli occhi e “zampe di neve” da quando il padrone è ammalato viene più volte visto da Jubei presso un tempio, come se pregasse. Ogni volta, tornato dal tempio, “zampe di neve” lecca gli occhi del suo padrone, a letto per la malattia. Un giorno il vecchio ritorna a vedere da un occhio, quello leccato dal suo gatto. L’anziano ha quindi recuperato la vista ma si accorge, con sgomento, che “zampe di neve” è diventato cieco da un occhio! Il gatto fugge via, saltando felice, e il padrone non lo rivede più in giro. Abbattuto per la perdita di quello che considerava un membro della sua famiglia, il vecchio sta per lasciarsi andare ma Jubei per sostenerlo gli regala un disegno di “zampe di neve”. L’uomo così riesce a trovare la forza per tornare a vivere e lavorare con serenità.
Il secondo episodio ha come protagonista Tamakichi, un gatto goffo, che non è in grado di prendere i topi e che fa preoccupare sempre il suo padroncino, il piccolo Yoshitaro. Questi pensa che il suo gatto stia diventando un nekomata e che per questo stia per lasciarlo per sempre, ma Jubei per rasserenarlo gli consiglia di fare finta di niente: anche se stesse diventando un nekomata, se il padrone vuole essere sicuro che il gatto resti accanto a lui, deve fingere di non vedere, non sentire, non parlare. In questo modo Yoshitaro non si preoccuperà e i due saranno insieme ancora a lungo.
Il terzo episodio è dedicato a una gatta randagia che deve figliare: Oshima, la giovane del negozio di tè, vorrebbe prenderla con sé ma c’è qualcosa che la frena. Oshima ricorda bene quanto amasse un suo gatto da bambina, il gatto che aveva perso tra le fiamme in seguito a un incendio. Lei teme che la randagia segua la stessa fine a causa della propria incapacità di prendersi cura degli animali. La randagia muore di parto e così tutti i suoi cuccioli tranne uno, che Jubei però raccoglie per donarlo al suo maestro di pittura, un fanatico di gatti. Quest’ultimo trova una madre gatta surrogata tra i tanti ospiti felini che ha in casa, motivo per cui la bella Oshima si rasserena.

Il quarto episodio è dedicato a Santaro, il gatto di una cortigiana, la famosa Hanagumo. Strane voci accompagnano quel gatto, che lo dipingono come demoniaco, destinato a decretare la morte della padrona. Ma Santaro sarà davvero uno spirito maligno?

Considerazioni
Se mi avessero detto che in epoca Edo esisteva il mestiere di “pittore di gatti”, l’avrei considerato probabilmente uno scherzo. E invece, a quanto sostiene l’autrice negli Afterword del primo volume, questa professione è esistita davvero. Maru Nagao afferma di essere sempre stata appassionata di romanzi e drama storici, perciò intendeva scrivere un manga ambientato nell’epoca Edo. Con molta fatica ha letto e continua a leggere di quel periodo storico, così ha scoperto dell’esistenza di questo mestiere. Grazie a lei apprendiamo piccole curiosità: la pettinatura che ha disegnato a Jubei non esisteva all’epoca (di norma i pittori erano calvi), mentre il maestro di Jubei è stato modellato sulla figura storica del pittore Utagawa Kuniyoshi.

Interesse storico a parte, questo manga è quanto di più rilassante e piacevole mi sia toccato di leggere finora. Di sicuro molto dipende dal ritmo lento della storia, che si prende il suo tempo per tratteggiare il paesaggio urbano, campestre e… umano dell’epoca, con un occhio di riguardo ai gatti, i piccoli grandi protagonisti di questa serie. A parte il nekomata (in grado di parlare essendo yokai) che accompagna Jubei nelle sue avventure, i gatti sono gatti normali, colti nei loro aspetti più strani, misteriosi e divertenti. Ogni episodio ha un ritmo lento, ma al ritmo non risponde un registro narrativo uniforme. Talvolta a essere privilegiata è la dimensione slice of life (come nel primo episodio), talvolta il fattore sentimentale è accentuato (secondo episodio), altre volte si privilegia un tono da commedia garbata, altre volte il racconto acquista un colore soprannaturale facendo riferimento agli yokai e attingendo al folklore tradizionale (questi sono i miei episodi preferiti). Come serie mi ha ricordato Natsume Yuujinchou, perciò la consiglierei a chi è in cerca di un manga tranquillo, dal ritmo pacato, legato alla cultura del Sol levante e per questo meglio indirizzato a un lettore curioso. Non so quante possibilità ci siano di vederlo in edizione italiana, probabilmente poche in quanto la serie è particolare, lunga e in corso al momento in cui scrivo. Però è disponibile un’edizione inglese per Kadokawa BookWalker, una piattaforma online a pagamento che rende possibile leggere parecchi manga, di diverse categorie (tra l’altro i primi episodi sono gratuiti).

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