Recensione Manga – Fiore di Luna (Hanatsukihime) di Wataru Hibiki

A cura di Emy

Titolo giapponese: Hanatsukihime
Autrice: HIBIKI Wataru
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Hakusensha
Numero di tankoubon: 2, completo
Anno di pubblicazione: 2007
Rivista di serializzazione: Lala

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Fiore di Luna
Casa editrice: J-Pop
Numero di volumi: 2, completo
Pubblicato a partire da: 2015
Prezzo: E. 5.

Storia
Quando la piccola Lys nasce, il suo cuore è fermo. La madre, per donare la vita alla figlia, fa un patto con un demone: questi le concederà il suo cuore, ma al compimento dei 16 anni se lo riprenderà, divorandola.
Quindici anni dopo, Lys è una danzatrice che si sposta di villaggio in villaggio con l’affascinante Siva, l’uomo che l’ha raccolta da piccola e l’ha cresciuta con affetto. I due sono inseparabili e hanno deciso di affrontare insieme un lungo viaggio alla ricerca del demone che porrà fine alla vita di Lys. Quest’ultima non sa bene cosa farà quando lo troverà, ma è intenzionata a cercarlo.
Nel frattempo ella danza mostrando il fiore che, come un tatuaggio sul petto, attesta il patto col demone, ecco perché spesso corre dei pericoli, sia a causa dei tentativi da parte dei demoni di divorarla (poiché il suo profumo li attira) sia da parte degli esseri umani che cercano per paura o per avidità di approfittarsi di lei. Al suo fianco, comunque, si schiereranno, oltre a Siva, alleati e amici che incontrerà lungo il cammino…

Considerazioni
Fiore di Luna è un manga fantasy forse troppo breve, disegnato con una certa grazia e indirizzato a un pubblico giovane, in puro “Lala” style (la rivista che pubblica i lavori di Kyouko Hikawa e Sorata Akizuki). Al target va con ogni probabilità attribuita qualche ingenuità narrativa di fondo e una grafica che punta più che alla narrazione all’illustrazione (la composizione della tavola è estremamente ariosa e ricca di elementi decorativi per esempio floreali). Il plot è svolto in modo garbato ma un po’ meccanico: ogni episodio presenta un riassunto introduttivo, l’impostazione, il conflitto e la risoluzione; solo negli ultimi due episodi viene parzialmente modificato per fornire una conclusione di ampio respiro. Trama e personaggi sono graziosi seppure convenzionali, gli eventi si susseguono a volte più riassunti che narrati, il ritmo è veloce, la storia sconta la sua brevità.

Ma la scenografia da mille e una notte, l’intenzione consapevole di onorare il patto narrativo stretto con il lettore fin dal primo episodio, la leggerezza dei corpi in movimento che quasi sfidano la gravità della materia (caratteristica che ricorda la “classica” Chieko Hara) e la bellezza sognante dell’insieme rendono possibile consigliare l’opera a chi è in cerca di un’oretta di puro svago, da trascorrere in compagnia di una fiaba romantica e dolce, meglio indirizzata ai lettori più giovani ma sostenibile anche dagli adulti consapevoli del target di riferimento.

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