Kiss Him, Not Me! Come faccio ora che sono popolare? (Watashi ga motete dousunda?) di Junko

A cura di Emy

Titolo originale: Watashi ga motete dousunda?
Autrice: JUNKO
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Casa Editrice: Kodansha
Numero di volumi: 14 – completo
Prima pubblicazione: 2013
Rivista di serializzazione: Bessatsu Friend

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Kiss Him, Not Me! Come faccio ora che sono popolare?
Casa editrice: GOEN
Numero di volumi: 12 – in corso
Prezzo: Euro 4.50, dal n.4 Euro 5.95
Pubblicato a partire da: Maggio 2017.

:: Award ::
Vincitore del 40 Kodansha Manga Award nel 2016 (categoria shoujo).

:: Anime ::
Titolo: Kiss Him, Not Me!
Regia: Hiroshi Ishiodori
Episodi: 12
Prima trasmissione: 2016 TBS
Studio: Brain’s Base
Copre gli avvenimenti dei primi otto volumi del manga, trasponendoli in modo complessivamente fedele. L’atmosfera è gioiosa e i colori allegri: è una serie scacciapensieri pensata per un pubblico giovane, in linea con il manga. Un pubblico adulto la apprezzerà se saprà guardarla con le aspettative di una commedia sbarazzina e disimpegnata, senza brillare nella sceneggiatura ma sviluppando in modo lineare un plot interessante.

:: Il film ::
Data di proiezione in Giappone: 2020
Titolo internazionale: Kiss Him, Not Me / What’s the Point of Me Getting Popular
Genere: Teen Comedy
Diretto da: Norihisa Hiranuma
Scritto da: Norihisa Hiranuma, Nami Yoshikawa, Shohei Fukuda, Kei Watanabe, Daisuke Kamijo
Durata: 90 minuti
Cast: Hokuto Yoshino, Nonoka Yamaguchi, Miu Tomita.

Storia
Kae Serinuma è una fujoshi, ovvero una otaku che ama tutto ciò che riguarda il mondo yaoi e a cui piace fare fantasie a sfondo omosessuale su coppie di ragazzi anche nel mondo reale. Dopo che il suo personaggio preferito di un anime viene ucciso, provata dallo shock si rinchiude in camera sua, per poi uscirne solo una settimana dopo completamente trasformata: da grassa e goffa ragazza, si trasforma in una bellissima e magra fanciulla. Tornata a scuola, quattro bei ragazzi, e in seguito anche una ragazza, iniziano a essere attratti da lei, competendo per guadagnarsi il suo affetto. Tuttavia Kae non è interessata a nessuno, preferendo vedere i suoi spasimanti maschi farsela tra di loro… (trama da Wikipedia).

Considerazioni
Il plot di Kiss Him, Not Me ha fatto scuola, tanto da generare numerosi epigoni e diverse varianti. Questo perché non solo prende in considerazione quella che è una realtà del fandom nipponico e non, cioè le fujoshi, ma attraverso la storia della protagonista, restia a concedersi a un “normale” rapporto amoroso, c’è tutta la dicotomia BL/Shoujo che attraversa i manga per ragazze degli ultimi decenni.
I BL, alias Boys Love, stanno prendendo piede ovunque, dilagano nell’immaginario femminile e la tradizionale coppia principe-principessa è stata sostituita dalla fantasia d’amore tra due principi, con la principessa che li spia sullo sfondo. Con questa semplicissima metafora, il plot punta i riflettori su tutta la forza rivoluzionaria dei BL, una vera e propria dimensione narrativa che prevede non solo un rovesciamento di ruoli, ma anche il diritto di estraniarsi dalla scena per viverla da osservatori, attraverso le storie d’amore di ragazzi bellissimi cui si affida il compito di veicolare emozioni per il gentil sesso. Naturalmente nel manga si gioca con gli stereotipi, come ci si aspetta in una commedia tutto fuorché sofisticata. Anche l’improvviso dimagrimento della protagonista è da ricondurre all’iperbole che caratterizza tutta la serie.
Kiss Him, Not Me è dunque un capolavoro imperdibile?
Difficile rispondere affermativamente. Plot azzeccato a parte, lo svolgimento degli eventi è piuttosto prevedibile, giocando tra falsariga e parodia degli otome game (i giochi nipponici che simulano possibili relazioni amorose tra una protagonista femminile e numerosi candidati maschili). Anche dal punto di vista grafico il tratto è semplice, grazioso ed efficace (ricorda la compianta Ai Morinaga), senza distinguersi particolarmente nell’ambito delle produzioni di questo tipo.
Inoltre mentre la serie animata, che segue il manga fino all’ottavo volume, ha un finale coerente con le premesse della storia, il finale del manga ne capovolge i presupposti, virando sui binari della commedia romantica. La commedia dunque cede il passo al romance e il ruolo tradizionale della donna viene ripristinato con decisione, cosa che rende la serie consigliabile a chi cerca qualche oretta di piacevole intrattenimento, senza pretendere nulla di più.

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