Recensione Manga – Secchan di Tomoko Oshima

logosecchanA cura di Emy

Titolo originale: Secchan
Autrice: OSHIMA Tomoko
Categoria: Josei*

*La rivista di serializzazione ospita manga shounen, shoujo, seinen e josei. Questa la ragione per cui Secchan nel web ha classificazione varia ed è identificato di volta in volta come shounen o josei.

CoverjapSecchancoveritasecchan:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shougakukan
Numero di tankoubon: 1, completo
Pubblicato a partire da: 2018
Rivista di serializzazione: Manga One

:: Il manga in Italia :: 
Casa editrice: J-Pop
Numero di volumi: 1, completo
Inizio pubblicazione: marzo 2022 
Prezzo: E 12.00.

Storia
secchanmangaNel Giappone post Fukushima, Tokyo è scossa dai movimenti studenteschi. Sullo sfondo del terrorismo e delle preoccupazioni sul nucleare, la vita di Secchan, ragazza apatica e disinteressata che intrattiene diversi rapporti sessuali occasionali con i suoi coetanei, si intreccia con quella di un ragazzo privo di empatia. Due universitari molto diversi tra loro si avvicineranno e si perderanno (trama da casa editrice).

Considerazioni
CoverRiver'sEdgeTomoko Oshima è un’illustratrice attiva sui social che ha un certo seguito in Giappone. In particolare sul suo profilo Instagram l’autrice posta, oltre alle illustrazioni, vignette o tavole di manga; Secchan è il suo primo (e per ora unico) manga.
In quanto opera prima, Secchan è un’opera degna di attenzione, soprattutto per la grafica, che è dettagliata in tutto tranne nelle espressioni facciali dei personaggi, rese in modo sintetico, quasi da emoticon (i nasi non esistono, gli occhi e la bocca presentano variazioni basilari). I character hanno tutti lo stesso volto, un volto apatico che rende la lettura straniante e nel contempo dà, assieme alla palette “spenta” delle immagini a colori, un timbro personale allo stile dell’autrice. L’impaginazione è chiusa e regolare, con poche vignette a vivo, la pagina quindi appare ordinata, l’esposizione è chiara e la lettura scorrevole. Il lato grafico, in conclusione, è interessante anche perché rimanda direttamente a Kyoko Okazaki, mangaka che s’intuisce essere una referente importante per la Oshima. Quest’ultima difatti è uno dei 33 artisti che ha partecipato nel 2018 a Edge of River’s Edge, volume antologico dedicato a River’s Edge della Okazaki.
consisecchanDal punto di vista narrativo, Secchan non è altrettanto interessante, e non tanto perché le giovani apatiche sono state ampiamente trattate in precedenza (Rock Money and Education, Pink della Okazaki, persino il racconto “Sole maledetto” di Fuyumi Souryo, che dà il titolo alla raccolta omonima), ma per l’inesperienza dell’autrice che emerge nell’ambito della gestione della storia. Prevale la frammentarietà narrativa: ogni capitolo mette in luce un aspetto della vicenda con il focus puntato sui due protagonisti, Secchan e Akkun. Questi due adolescenti, in apparenza apatici e/o indifferenti, lo saranno veramente in ogni fibra del loro essere? La capacità di sviluppare empatia, sposare ideali e in definitiva provare emozioni autentiche… sono possibilità ormai precluse a questi giovani che consumano il sesso come un piatto di riso al curry, attraversano relazioni senza sentimenti, lasciandosi vivere senza imporre un senso o una direzione al loro esistere? La domanda è retorica… se avete letto le opere citate in precedenza, conoscete già la risposta.
Lo svolgimento della storia è intuibile, ma l’autrice ha in mente un finale diverso, un finale che potrebbe veramente fare la differenza rispetto ai manga summenzionati. Purtroppo questo finale viene esplicitamente anticipato… nelle prime pagine del volume. Questo sottrae non poco al piacere della scoperta, in quanto chi legge si ritrova ad assistere, subire la storia anziché partecipare agli eventi. Senza quelle pagine iniziali, probabilmente questo volume sarebbe stato ricordato come qualcosa di più dell’interessante opera prima di un’esordiente.
Secchan resta in ogni caso apprezzabile per essere un’opera prima, e sarebbe ingiusto chiedergli qualcosa che non può dare, quale potrebbe per esempio il genio di un’autrice di chiara fama come Kyoko Okazaki.

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