Recensione Manga – Platina di KIM Yeon-Joo

platinalogoA cura di Fehu (testi) e Jenny (grafica e recensione )

Titolo originale: Platina
Autrice: KIM Yeon-Joo
Categoria: Sunjeong Manhwa

platinacovercr_platina:: Il manhwa in Corea :: 
Casa editrice: Seoul Cultural
Numero di volumi: 14 (concluso)
Pubblicato a partire da: 2003
Rivista di serializzazione: Mink

:: Il manga in Italia :: 
Casa editrice: Flashbook
Numero di volumi: 5 -interrotto
Pubblicato a partire da: 2007
Collana: Sunjong Manhwa
Prezzo: € 5,90.

Storia
Take 0: Jenin – Girl meets Fox

platinaindexAuna Shai Copriss è una giovane nobile decaduta, ora al servizio della principessa Vellotte presso quello che una volta era il suo stesso palazzo.
Vive lì in completa solitudine e proprio per questo la principessa, conscia delle difficoltà che la ragazza affronta quotidianamente, decide di farle un omaggio: un maggiordomo.
Auna è grata per questo regalo finché non le viene presentata la piccola volpe Jenin, il maggiordomo in questione.
È stato davvero un dono quello della principessa oppure uno scherzo crudele?
Mentre viaggia insieme al suo nuovo maggiordomo alla volta del palazzo di Copriss, Auna si interroga sulle parole della principessa che le ha detto di averle semplicemente prestato Jenin, ma che sarà suo se riuscirà a trasformarlo in un uomo.
Auna si addormenta e Jenin cerca di approfittare del momento propizio per liberarsi, ma nel sonno la fanciulla dopo aver pronunciato il nome “Deni” chiede di non essere lasciata sola, Jenin si intenerisce e le resta al fianco, perdendo così l’occasione di fuggire.
Al suo risveglio una stupefatta Auna trova accanto a sé un ragazzo sconosciuto, in realtà si tratta di Jenin: a causa di un incantesimo della principessa Vellotte, infatti, è costretto a trascorrere 12 ore con le sembianze di una volpe.
Jenin vorrebbe andarsene, dato che Auna non ha alcun potere in grado di rompere l’incantesimo, ma la ragazza, che considera la principessa come la sua benefattrice, è di diverso avviso e dimostrandosi molto meno indifesa di quanto non sembri, estrae una pistola e non esita a sparargli contro, “convincendolo” così a desistere dai suoi propositi di fuga, almeno per il momento…

plati1Take 1: Sarah – Fly me to the moon?
Scopriamo quali circostanze abbiano portato Vellotte a imporre l’incantesimo su Jenin.
Jenin ruba la non meglio identificata “lacrima della sirena” e viene inseguito da alcuni men in black, nel frattempo Mister Mew, fidato accolito di Vellotte, le sta restituendo il tesoro della famiglia reale, che la stessa principessa aveva segretamente venduto.
Durante la sua fuga Jenin atterra proprio sul tesoro: una scarpetta di vetro che ha il potere di instillare l’amore, polverizzandola, scatenando l’ira della principessa, che riesce ad agguantarlo proprio allo scoccare della mezzanotte.

Torniamo al presente… Auna e Jenin ricevono una lettera della principessa, in cui affida loro una missione di vitale importanza: portarle dei dolcetti alle noci (…), mentre i due sono al mercato per acquistarli, Auna viene avvicinata e poi rapita da dei loschi figuri vestiti di nero.
Jenin prima pensa di scappare, poi però corre a salvarla, e, mentre la libera, i due rapitori rivelano di essere lì per lui, vogliono indietro la “lacrima della sirena” entro una settimana altrimenti elimineranno la sua Sarah.
Jenin è talmente preoccupato da arrivare a mettere del sonnifero nella zuppa della sua padrona pur di andare a liberare Sarah, ma Auna non ci casca nemmeno per un istante, rimane però colpita dalla sua determinazione e così gli chiede notizie di lei.
Jenin afferma che Sarah è la seconda cosa più importante al mondo per lui, ovviamente la prima è Jenin stesso, e chiede ad Auna se lei non consideri se stessa altrettanto importante.
Auna ripensa allora al suo primo incontro con Vellotte: il giorno in cui il castello di Copriss cadde, la principessa vedendo come ad Auna non importasse nulla della propria vita decise di graziarla chiedendole in cambio di divenire una sua proprietà, di donarle sia la sua vita che la sua morte… in quel giorno Auna divenne la sua serva.
Jenin e Auna si recano nuovamente ad acquistare i dolcetti per la principessa (i precedenti sono andati distrutti nel salvataggio), e poi si mettono in viaggio verso la capitale, non prima però di aver avvisato i due rapitori che nel frattempo avevano “abilmente” continuato a pedinarli.
Giunti alla stazione Auna viene derubata del portafogli, Jenin si lancia all’inseguimento del ladro e non appena riacquista le sue sembianze umane riesce a fermarlo.
Dal portafogli cade una foto in cui una Auna dai capelli lunghi e dalla solita espressione imperturbabile è ritratta accanto a un giovane; Jenin pensa di tenerla come ricordo: ha infatti deciso di fuggire -l’occasione è troppo favorevole per non sfruttarla-, e di non incontrarla mai più.
plati_covMa Auna non è tipo da arrendersi così facilmente… dopo aver minacciato con la solita pistola i due rapitori che avevano viaggiato insieme a loro, ordina loro di condurla nel luogo in cui si trova Sarah.
I due malviventi la conducono di fronte alle mura del loro quartier generale e mentre Auna in attesa di Jenin si apposta nella boscaglia, ha un flashback in cui il ragazzo della foto le dice che non riesce a immaginarla mentre aspetta un uomo, ma nonostante ciò le chiede comunque di aspettare lui.
Al calar della notte Jenin si fa finalmente vivo e riesce agevolmente a introdursi nel palazzo, ma Auna lo segue e i due hanno un confronto, nel quale la ragazza, visibilmente irata, gli comunica che è costretta a scomodarsi perché, nonostante lui non rappresenti nulla per lei, ha delle responsabilità nei confronti della principessa che glielo ha affidato, ma gli promette comunque di aiutarlo a sciogliere l’incantesimo e poi saranno liberi di prendere ognuno la propria strada, per questo gli ordina di non scappare più.
A questo punto è Jenin, ferito dalle parole della ragazza, ad alterarsi: le domanda perché sia tanto arrabbiata e le urla contro che non può accettare di essere comandato a bacchetta da una ragazzina annoiata che lo considera come un giocattolo, ma Auna gli risponde che è lui quello turbato e se ne stupisce dato che gli ha appena promesso di aiutarlo.
Nel frattempo la confusione ha attirato le guardie; Auna e Jenin vengono catturati e si trovano a dover passare la notte insieme chiusi in cella, in un’atmosfera decisamente pesante.
Auna si addormenta, Jenin si stende accanto a lei e, mentre fuori infuria un temporale, ripensa alla loro discussione, cerca di riflettere sui suoi sentimenti e sul comportamento di Auna.
All’improvviso un tuono spezza il silenzio, Auna si sveglia di soprassalto e cade a terra, mentre Jenin la soccorre, la ragazza gli si aggrappa terrorizzata, e lui avvolgendola in una coperta l’abbraccia.
Jenin aspetta che si tranquillizzi e si addormenti nuovamente, poi approfittando del suo aspetto ferino riesce a passare attraverso le sbarre e corre a liberare Sarah con l’intenzione di tornare successivamente a prendere Auna.
Ma appena sveglia Auna viene liberata da Mister Mew che, riconsegnandole la pistola, le raccomanda di avere cura dell’eredità di Copriss.
Le guardie accortesi della sparizione dei prigionieri cominciano le ricerche all’interno del palazzo, nella confusione una voce femminile dall’interno di una cella invoca il nome di Jenin; Auna fa saltare la serratura della porta liberandola, credendo che si tratti della famosa Sarah.
Una bella ragazza dai lunghi capelli mossi esce dalla cella e afferrando Auna per mano le dice che lei è in grado di trovare Jenin, e infatti non impiegano molto a raggiungerlo.
Auna dice a Jenin di aver liberato Sarah, ma il ragazzo appare stranamente sorpreso da tale affermazione e non appena volge lo sguardo verso la compagna di Auna afferra quest’ultima e la getta a terra appena in tempo a evitare la frusta che la presunta Sarah gli ha lanciato contro.
Jenin chiama la sconosciuta Samuel, a quanto pare una sua vecchia conoscenza, e la accusa di non essere lontanamente paragonabile alla vera Sarah, che in quel momento si trova dietro di lui.
Scopriamo così che Sarah è in realtà un aereo a cui il ragazzo ha dato il nome della propria madre.
Samuel attacca nuovamente Jenin dicendogli che lo ha aspettato in quel luogo per riportarlo da suo padre e con la frusta gli imprigiona il braccio, ma lui non ha alcuna intenzione di seguirla.
Auna interviene spezzando la frusta con un colpo di pistola, Samuel sbatte violentemente a terra a causa del contraccolpo, e, approfittando di questo, Jenin e Auna riescono a fuggire a bordo di Sarah.
Auna riesce finalmente a consegnare i dolcetti alla principessa, direttamente in volo.

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Considerazioni
Decisamente Kim Yeon-Joo ha trovato la sua dimensione ideale con quest’opera. Se avete amato Nabi e non vi siete fiondati su Platina allora vi state davvero perdendo il meglio della produzione di quest’autrice (che in Nabi si era letteralmente arrampicata sugli specchi); se invece non avete apprezzato Nabi, consiglio di provare questo Platina e ne resterete piacevolmente sorpresi. Io stessa, se non mi fosse capitato per le mani mio malgrado, non lo avrei mai e poi mai calcolato e me ne sarei decisamente pentita.
Platina è semplice ma essenziale, diciamo che per una volta lo stile pigro e spoglio dell’autrice ha trovato una ragione di essere perché un regno fantastico e fantasioso come quello in cui vivono Jenin e Auna può essere pieno di retinature decorative, spazi bianchi e neri e pochi sfondi, insomma è credibile. Peraltro questi pochi sfondi (che non sono completamente assenti perché una cosa che ha imparato a fare l’autrice è lasciare il vuoto, il bianco dove serve, per elevarti a una posizione di sogno, di magia favolistica, ma sa anche piombarti in un contesto più realistico, incollandoti alla terra, con stanze di palazzi, tetti di castelli, stazioni ferroviarie e prigioni dettagliate) insomma non è sgradevole né dovuta puramente alla pigrizia.
plati8Platina non è un manhwa di grandi pretese, è abbastanza episodico, si basa sulla natura umana dei personaggi (che finora non si sono mai traditi né sono usciti fuori dallo spazio loro assegnato, giocando il loro ruolo come pezzi degli scacchi). Ha una storia elementare, nemmeno troppo originale, ma è gestita con calma, con dolcezza, in maniera semplice, senza complicarsi troppo la vita e quindi non ha la possibilità di deludere.
C’è da dire che i personaggi non sono asettici, algidi, privi di sentimenti o bidimensionali (come potevano apparire taluni dei protagonisti delle storie di Nabi) e presentano una certa dose di imprevedibilità, perché Jenin non è un servitore infallibile e spesso e volentieri manca della forza necessaria per afferrare o sostenere con efficacia Auna.
Ovviamente di base gli stereotipi ci sono tutti, dal passato misterioso e melanconico al quale si guarda con nostalgia al futuro incerto che tutti noi lettori siamo in grado di percepire (o nel quale speriamo – volendo) ma che per i protagonisti è nebbioso e incerto.
Alla fin fine Platina si presenta bene sia come fiaba sia come fumetto per bambine ma nasconde temi non sempre elementari, solo che sa mascherarli bene. E lo stile dell’autrice ha stavolta davvero trovato una sua dimensione perché una visione tanto onirica si sposa bene con la presenza di tanti spazi vuoti dove il suono e la parola la fanno da padroni.

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