Recensione Manga – Cappuccino di Wataru Yoshizumi

logocapA cura di Deda (review) ed Emy (info e grafica)

Titolo originale: Il Cappuccino -La Storia dell’Amore Amarognola per Adulte
Autrice: YOSHIZUMI Wataru
Categoria: Josei

coverjapcoverita:: Il manga in Giappone :: 
Casa editrice: Shueisha
Numero di volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2008
Rivista di serializzazione: Chorus

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Cappuccino
Casa editrice: Panini
Numero di volumi: 1, concluso
Pubblicato nel mese di: Dicembre 2010
Prezzo: E 4.30.

Storia
storiaAri
e Sousuke decidono di andare a vivere insieme. I genitori di lei, sulle prime, sono contrari ma vengono convinti dalla promessa di lui di sposare la ragazza non appena ne avrà le possibilità.
Inizia così questa convivenza, e le convivenze non sono mai facili, ma Sousuke se la passa anche piuttosto bene e non avrebbe molto di cui lamentarsi né da recriminare, visto che la pover Ari fa tutto lei.
Un brutto giorno fa capolino nella storia la terza incomoda: Masaki san, una studentessa che si prepara agli esami di ammissione all’università nella scuola preparatoria dove insegna Sousuke. Inutile a dirsi, la ragazzina ha una cotta per il bel sensei e con occhi lagrimosi riesce a convincerlo a concederle un appuntamento… e il povero fesso abbocca.
La carne è debole, eppure Sousuke resiste ma, nemmeno un anno dopo, la ragazza ricompare nella sua vita – oramai studentessa universitaria – e Sousuke inizia una tresca con lei.
Ari se ne accorge e fa finta di niente, finché può. Una sera però è vittima di uno scippo: lo spavento e l’irreperibilità del suo uomo fanno saltare il tappo e la coppia scoppia.
La storia si conclude con un flash forward di due anni in cui si tira le somme del tutto.
Il fumetto ha anche altri personaggi secondari, innamorati di lei, innamorati di lui, in classico stile Yoshizumiano.

Considerazioni
considPartiamo dal presupposto che il titolo Cappuccino, scelto probabilmente perché fa esotico, viene usato in tutto due volte durante il fumetto, e non ha un gran significato metaforico per questo manga che si presenta come una mera storia di corna con risvolti femministi -ma nemmeno poi tanto- sul finale.
L’autrice impiega quasi mezzo capitolo per fare raccontare alla protagonista come si sono incontrati lei e Sousuke, come e quando hanno deciso di vivere insieme e per quale motivo… questo già fa partire la storia col piede sbagliato perché se innamorarsi non è fondamentale nella storia puoi anche evitare di raccontarcelo e dire semplicemente: Io e Sousuke viviamo insieme.
Si prosegue col classico corollario di personaggi del tipo: migliore amico di lui e migliore amica di lei che, non si sa come mai, escono sempre con loro in uscite a quattro ma non sono innamorati tra di loro. Scommettiamo che lui (Inaba) ama Ari e l’amica di Ari ama Sousuke? Che sorpresona!
Questo è solo l’inizio di una serie di ingenuità e incongruenze da cui viene fuori un ritratto della società e delle donne giapponesi a dir poco angosciante. Le peripezie cui vanno incontro queste donne sono incredibili: lasciare riviste matrimoniali in giro per casa (per comunicare il messaggio in modo subliminale), farsi mettere incinta e non so quanti altri espedienti per farsi sposare! Perché dopo tre anni di convivenza… la situazione si trascina e l’uomo si adagia perché non ti deve mantenere economicamente (ma perché, due stipendi fanno schifo?) e non ha responsabilità.
Dunque è lecito chiedersi: lo scopo di ogni donna è davvero sposarsi per farsi mantenere (ribadisco il concetto, in piena crisi economica due stipendi non fanno mai schifo…)?
Yoshizumi sensei, ti prego, torna alle majokko… questi adulti fanno paura, meglio vedere i ragazzini sgallettati scambiarsi i partner come in Beautiful!

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