Perfect world di Rie Aruga

A cura di Emy

Titolo originale: Perfect World
Autrice: ARUGA RIE
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Kodansha
Numero di tankoubon: 11, in corso
Inizio pubblicazione: 2014
Rivista di serializzazione: Kiss

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: Star Comics 
Inizio pubblicazione: Maggio 2019
Distribuzione: edicola e fumetterie
Prezzo: 4.90 E

:: Award ::
Vincitore nel 2019 del 43o Kodansha Manga Award.

:: Il film ::
Data di proiezione in Giappone: 2018
Titolo internazionale: Perfect World
Genere: drammatico
Diretto da: Kenji Shibayama
Scritto da: Keiko Kanome
Durata: 102 minuti
Cast: Hana Sugisaki, Takanori Iwata
Piuttosto fedele nei confronti del manga, a parte il ruolo dei secondari, parecchio limitato a causa del minutaggio. Questo rende il film meno drammatico (e intenso) rispetto alla versione cartacea.

:: Il drama ::
Anno di trasmissione in Giappone: 2019, Fuji TV
Titolo internazionale: Perfect World
Diretto da: Yoshishige Miyake, Keiichiro Shiraki
Scritto da: Rie Aruga (manga), Mayumi Nakatani
Episodi: 10
Cast: Mizuki Yamamoto; Tori Matsuzaka

Storia
La ventiseienne Tsugumi Kawana lavora come disegnatrice di interni. A un incontro aziendale con uno studio d’architettura incontra Itsuki Ayukawa, suo senpai al liceo nonché suo primo amore. Itsuki ora è un architetto, piuttosto stimato tra i colleghi nonostante la giovane età.

Tsugumi non può che scoprirsi di nuovo attratta da lui, ma ecco che accade l’imprevisto: ella non si era resa conto, poiché Itsuki era seduto al tavolo, che il giovane è paralizzato dalla cintola in giù! A causa di un incidente verificatosi sei anni prima, infatti, è ridotto su una sedia a rotelle.

I due si frequentano per lavoro e, nonostante il reciproco interesse, decidono di escludere qualsiasi coinvolgimento sentimentale: lui non vuole essere di peso a nessuno, motivo per cui ha lasciato la sua ex, mentre lei non si sente abbastanza forte per affrontare una situazione di questo tipo.

Ma al cuore, come si sa, non si comanda e Tsugumi non può fare a meno di notare il coraggio, la fermezza e la forza di Itsuki nell’affrontare la sua condizione di invalido. In fondo non erano questi i motivi per cui la ragazza si era innamorata di lui, quando frequentavano il liceo?

Considerazioni
Come spiega l’autrice in un free talk, la proposta di trattare in un manga il tema della disabilità le era stata fatta da parte della casa editrice (forse qualche editor aveva letto il romanzo “Io prima di te” di Jojo Moyes?). Rie Aruga a causa della malattia della madre sapeva cosa significa condividere la vita con un malato grave, ma non con un disabile. Quindi si è documentata a fondo, per esempio chiedendo di incontrare un architetto in carrozzella (perché voleva che il suo protagonista maschile fosse un architetto disabile e prima di tutto si è assicurata che nella realtà questo si potesse verificare).

La cura nella documentazione emerge in modo evidente nel corso dei volumi, dove veniamo a conoscenza di tutte le complicazioni mediche e delle conseguenze sociali inflitte a un disabile in carrozzella. Anche le necessità del corpo non ci vengono risparmiate ed è encomiabile il fatto che all’interno di un racconto romantico entri in gioco la realtà nuda e cruda. Trovo che questo sia il tocco particolare di Perfect World: il desiderio da parte dell’autrice di trattare questa tematica con il dovuto rispetto nei confronti di chi appunto una realtà simile deve affrontarla tutti i giorni. Mi sembra inoltre che tale tendenza sia dominante negli shoujo e josei di livello degli ultimi anni: il tentativo di abbandonare una dimensione puramente ideale per confrontarsi con la realtà.

A onor del vero la narrazione non si può definire propriamente brillante perché mette in campo quelle strategie collaudate che vengono incontro a una serializzazione di lungo respiro; c’è da dire che Perfect World è nato come episodio unico, ma in un secondo momento è stata decisa la serializzazione. Ecco perché il ritmo del primo capitolo è parecchio veloce, mentre si distende nei capitoli successivi.

D’altro canto, se il racconto non regala svolte imprevedibili, risulta sempre d’impatto grazie alla tematica forte e coinvolgente, sviluppata senza superficialità ma con piena consapevolezza. I protagonisti sembrano tipi fissi all’inizio della serie, però con l’avanzare dei volumi le loro psicologie si definiscono, conferendo loro grande credibilità. Non sono persone speciali, non sono eroi ma individui comuni con tutto il carico delle loro debolezze, fragilità, inquietudini e tutta la serie di errori che l’umanità si porta dietro come un fardello. Il sentimento che li unisce è forte eppure Tsugumi e Itsuki a volte vacillano, al punto di tradire e tradirsi. Questo colloca pienamente il titolo nella categoria josei, al di là del target di riferimento: non più amori eterni e indistruttibili, la favola bella di passate stagioni, ma la fatica quotidiana del vivere, la lotta per strappare al destino istanti preziosi di felicità. Anche la grafica, all’inizio un po’ incerta, acquista sicurezza con il progredire delle vicende.

In definitiva Perfect World è un manga commovente, coraggioso e ricco di forza. Un invito alla speranza, che soprattutto di questi tempi è un balsamo per lo spirito. Infine, un plauso alla Star Comics che da decenni pubblica tra i suoi titoli shoujo manga di ampio respiro, popolari e di spessore.

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