Orpheus – La finestra di Orfeo (Orpheus no mado) di Riyoko Ikeda

A cura di Giuseppe De Pasquale (review) ed Emy (info e grafica)

Titolo: Orpheus no mado
Tradotto: La finestra di Orfeo
Autrice: IKEDA Riyoko
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Casa Editrice: Shueisha
Numero di volumetti: 18, concluso
Rivista di serializzazione: Margaret
Prima edizione: 1975-1981, Shueisha
Seconda edizione: 1988, 4 volumi, Chuo-koronsha
Terza edizione: 1995, 9 volumi, Shueisha
Quarta edizione: 2003, 14 volumi, Shueisha

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Orpheus -La finestra di Orfeo
Casa Editrice: Planet Manga
Numero di volumetti: 14, concluso
Pubblicato a partire da: Aprile 2004
Cadenza: mensile
Prezzo: 4.00 Euro, dal n.2 4.50
Distribuito in edicola e fumetteria
Lettura all’occidentale

:: Curiosità ::
“Orpheus no mado” (La finestra di Orfeo) è uno dei capolavori di Riyoko Ikeda, “madre” di “Versailles no bara/Lady Oscar”. Pubblicato in 18 volumetti su “Margaret Comics” della Shueisha, ha raggiunto la prima posizione, nel 1981, nella nona edizione del Premio per Scrittori Giapponesi di Manga. A “Orpheus no mado” sono stati dedicati, in Giappone, un volume che raccoglie immagini e notizie sulla serie (“Orpheus no Mado 30th Anniversary Encyclopedia) e un portfolio di illustrazioni.

Storia

Warning – Spoiler!
Nel 1975 Ikeda-sensei comincia la serializzazione della sua opera più lunga e complessa, ovvero “Orpheus No Mado”.
La vicenda, che ha inizio in Germania, nei primi del Novecento, coinvolge tantissimi personaggi, tra protagonisti e comprimari.
La figura centrale del manga è Julius, una ragazza che si finge uomo a causa di una complicata situazione familiare. Sua madre era infatti l’amante del padre: una volta incinta, fu da lui cacciata via di casa e costretta a vivere in miseria per molti anni.
Ora che il padre è gravemente malato e prossimo alla morte, Julius e la madre sono ritornate nella casa paterna, col preciso intento di ottenere l’eredità (in quanto Julius sarebbe l’unico erede maschio), a dispetto delle altre due sorellastre: Annelotte e Maria Barbara.
Julius è iscritta a un severo conservatorio tedesco, dove regna una leggenda: chiunque si affacci alla finestra della torre e veda qualcuno, se ne innamorerà perdutamente ma, come il mito di Orfeo ed Euridice, tale amore avrà un tragico destino. Secondo tale copione, un nuovo studente, Isaak, si innamorerà di Julius (una volta scoperta anche la sua vera identità femminile), mentre Julius si innamorerà di Claus, un altro studente, che ricambierà il suo amore. La prima parte della storia è tutta incentrata sul rapporto tra Julius, Claus e Isaak, e sui problemi relativi all’eredità della famiglia di Julius, implicata tra l’altro in questioni di spionaggio nel contesto storico della rivoluzione russa e dell’affare Dreyfuss.
Julius riuscirà a ottenere l’eredità, liberandosi della perfida sorellastra Annelotte, che ucciderà col veleno, ma d’altro canto subirà la dolorosa perdita della madre, che muore tragicamente cadendo dalla finestra di Orfeo, insieme al maestro di pianoforte di Julius, suo amore di gioventù.
Intanto Isaak, divenuto un pianista famoso e apprezzato, sposerà Roberta, una ragazza di umili origini, con un passato di miseria e prostituzione, che morirà dando alla luce il loro bambino. Frattanto Claus, che è in realtà Aleksei Mihailov, un nobile russo in incognito in Germania, torna in Russia con lo scoppio della rivoluzione.
Viene inoltre dato ampio spazio anche alle vicende di Clara e Marvida, che prendono lezioni di pianoforte da Isaak innamorandosi di lui, e della loro sorella maggiore Ingrid, il cui domestico Anton le rapirà il figlioletto Kys, accecato dall’amore contrastato per lei (faccio presente questo particolare, perché verrà ripreso in seguito in “Orpheus No Mado Gaiden”).
Nella seconda parte dell’opera assistiamo a un lungo flashback, che riepiloga l’infanzia di Aleksei, il suo rapporto con il fratello acquisito Dimitri (che sarà poi fucilato come spia) e Alraune, fidanzata di Dimitri, che instaurerà con Aleksei un profondo rapporto di amicizia e affetto.
Intanto Julius, decisa a ritrovare l’amato Claus (o meglio Aleksei), parte per la Russia, ma viene coinvolta in una rivolta popolare e viene ferita. Fortunatamente è soccorsa e ospitata dalla nobile Vera e dal fratello Leonida Yusuppov, appartenente all’esercito russo. Intanto Aleksei e Alraune intrecciano un’attività di spionaggio con la Germania a danno della potenza russa, ma, nel corso delle rappresaglie tra rivoltosi ed esercito, anche Alraune perderà la vita. Dopo innumerevoli vicende e peripezie, Julius e Aleksei potranno finalmente rincontrarsi e concepiranno un figlio. Tuttavia la loro felicità sarà breve: Aleksei verrà brutalmente ucciso in un agguato tesogli dalle truppe russe, mentre Julius, dopo aver perduto il bambino che aspettava, sconvolta e distrutta dal dolore, sarà riportata in Germania priva di memoria. Per leggere il finale di questa storia, clicca con il mouse sul testo seguente. Per non smentirsi, l’Ikeda sceglierà anche per lei un finale tragico: secondo la triste leggenda della finestra di Orfeo, Julius sarà strangolata e gettata in un fiume dal domestico di famiglia Jacopo, il quale, innamorato di Annelotte, in passato avvelenata da Julius, aveva covato vendetta fino a quel momento.
L’unico ad avere un destino migliore, o quasi, è Isaak, che, nonostante abbia perso l’uso delle mani, assisterà con orgoglio e soddisfazione alla crescita del figlioletto Yubel, avuto dalla sua amata Roberta, dotato anch’egli di grande talento musicale.

Considerazioni
Orpheus No Mado è un grande affresco storico e generazionale, in cui l’Ikeda mostra grande maestria nel disegno e nella sceneggiatura, mescolando vicende reali ad altre fittizie, introducendo anche personaggi realmente esistiti, come il mago della corte russa Rasputin o il musicista Wilhelm Bachaus.
A differenza di Versailles No Bara/Lady Oscar, in cui era facile identificare il personaggio principale in Oscar, che nel pieno della Rivoluzione Francese combatte attivamente conquistando la vittoria, in quest’opera i protagonisti sono diversi e cambiano a rotazione nel corso della storia: la stessa Julius, nonostante l’aspetto del tutto simile a Oscar, è ben lungi dal risultare la carismatica eroina centrale; sembra piuttosto che l’Ikeda utilizzi le sue peripezie dalla Germania alla Russia per introdurre le restanti figure del manga.
Riguardo allo stile grafico, come ben sanno i fan dell’Ikeda, c’è un’evidente differenza tra le due parti della storia: mentre nella prima parte lo stile è quello consolidatosi in Versailles No bara e in Oniisama e…/Caro fratello al massimo delle sue potenzialità, nella seconda parte cambia improvvisamente, assumendo un taglio più realistico e maturo, quasi a voler suggerire una sopraggiunta maturità anche nella vita dei personaggi, diventando molto più particolareggiato e carico di dettagli, soprattutto nelle ambientazioni. Tale stile non è mai stato particolarmente apprezzato dai fan di quest’autrice, però, a mio modesto parere, credo che si adatti meglio alla seconda parte della vicenda, con l’incupirsi degli eventi bellici e del fato che governa la vita dei protagonisti.
Pubblicata a ritmo serrato sul settimanale Margaret Comics della Shueisha, non deve essere stato affatto facile per l’autrice destreggiarsi in una storia di simili dimensioni, in cui vivono miriadi di complessi legami familiari e affettivi che legano i personaggi, ma ancora una volta il risultato ottenuto dall’Ikeda è eccellente. La pubblicazione italiana è pertanto un lietissimo evento, non soltanto per gli shoujo fan.

 

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