Il sentiero dei fiori (Pin to Kona) di Ako Shimaki

A cura di Giorgia-bi (review), Martina (autrice) ed Emy (grafica)

Titolo originale: Pin to Kona
Autori: SHIMAKI Ako
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 16, completo
Anni di pubblicazione: dal 2009
Casa editrice: Shougakukan
Rivista di serializzazione: Cheese!

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Il sentiero dei fiori
Numero di volumi: 6, interrotto
Casa editrice: Goen
Distribuzione: libreria e fumetteria
Prezzo: 4.95 E
Pubblicato a partire da: Novembre 2013

:: L’autrice ::
Ako Shimaki è nata a Chiba il 16 gennaio di un anno sconosciuto; ama suonare l’ukulele e le piace scherzare sul suo nome: infatti in giapponese il termine “koshimaki” significa grembiule, perciò a volte quando le capita di presentarsi a qualcuno dice: “Mi chiamo grembiule”.
La sua opera di debutto si intitola Iroha ni Hoheto e risale al 2000, la troviamo inclusa nel suo primo tankoubon che si inititola Koi ni ochita oujisama. Alcuni sui brevi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie che contengono storie autoconclusive realizzate da varie autrici tra cui Miyuki Kitagawa e Kaho Miyasaka.
In Mucha kucha daisuki (4 volumi, 2001-2002, edito in Italia nel 2007 col titolo Baci rubati) Shimaki sensei affronta con talento e maturità una storia dai risvolti particolarmente tristi. Gekka no kimi l’ha confermata come una delle autrici più promettenti, sia per le doti artistiche che per l’abilità di creare storie appassionanti e originali; pubblicato in Francia tra il 2007 ed il 2008 con il titolo Sous Un Rayon de Lune dall’editore Asuka, rappresenta il debutto di Ako Shimaki in Occidente.
In seguito all’uscita del volume unico Iinazuke Ryokan, l’autrice ha disegnato la serie Boku ni natta watashi conclusa in 5 volumi, cui sono seguiti sia brevi racconti (raccolti nel volume Suki ni naru made matte), sia altre opere composte da pochi volumi. Al 2009 risale Pin to kona (Il sentiero dei fiori), che completa in 16 volumi.

:: Curiosità ::
Il Kabuki è una forma di teatro tradizionale risalente al tardo ‘500, la cui struttura è molto lontana da quella del teatro inteso in modo occidentale. Lo spettacolo si basa su una commistione di danza, musica e mimica, e più che raccontare una vicenda con un arco temporale definito, mette in scena la rappresentazione di un episodio ad alto tasso emotivo. Questa forma d’arte segue molto spesso una trasmissione familiare, e viene tramandata all’interno di veri e propri lignaggi. Gli attori utilizzano solitamente un cognome d’arte (myoseki) a cui si aggiunge quello della casata di appartenenza. I cognomi adottati dalle casate (yagō) possono essere assunti sia dai figli legittimi che da quelli adottati, nonché dai discepoli ammessi nella cerchia familiare.
Il “Kagami Jishi” che vediamo recitare sia da Kyonosuke che da Hiroki è uno degli spettacoli kabuki più antichi e famosi, ed è incentrato sulla vicenda della dama di corte Yayoi, scelta per mettere in scena la tradizionale Danza del Leone durante la cerimonia per il Nuovo Anno presso il palazzo dello Shogun a Edo. La danza ha lo scopo di allontanare gli spiriti maligni, e va celebrata con l’ausilio di una maschera di legno a forma di testa di leone; Yayoi si sente molto insicura, e viene rinchiusa in una stanza con la maschera per impratichirsi. Inizialmente timida e lenta, la danza di Yayoi diventa via via più veloce man mano che la fanciulla viene posseduta dallo spirito del Leone, che si sostituisce a lei giocando e danzando con vigore.

Storia
Kawamura Kyonosuke è il giovane e aitante erede di una famiglia di nobile lignaggio teatrale, abituato a calcare le scene dei teatri kabuki ottenendo il massimo dell’apprezzamento con il minimo dello sforzo.
La sua sfrontatezza viene meno il giorno in cui conosce Chiba Ayame, una compagna di scuola animata da un fortissimo amore per quella forma d’arte che lui tratta con tanta sufficienza. Nonostante sia povera in canna e costretta a lavorare come donna delle pulizie (e a coltivare carote nelle aiuole scolastiche) Ayame non ha paura di dire a Kyonosuke ciò che pensa di lui in termini artistici, e quando gli rivolge delle aspre critiche sul suo modo di recitare, Kyonosuke inizia a provare il desiderio di conquistare la sua stima… e il suo cuore.
Ciò che lo attende è un ulteriore smacco, in quanto Chiba è innamorata fin da bambina di Hiroki Hongou, colui che di lì a breve diventerà il più temibile rivale di Kyonosuke: un giovane attore di teatro kabuki dall’incredibile talento naturale, che sta riuscendo a conquistare il pubblico e la critica nonostante sia solo il discepolo esterno di una casata teatrale.
Le cose prenderebbero una piega ancora più drastica se Hiroki venisse adottato dalla stessa famiglia, diventandone erede a tutti gli effetti… Dopo essersi arroccato per anni in un castello di superficialità e indifferenza per non doversi confrontare con un’ingombrante figura paterna, Kyonosuke dovrà riprendere in mano la propria carriera e le proprie emozioni per cercare di superare Hiroki come attore e come uomo: il primo passo sarà cercare di comprendere i sentimenti di Ayame, in modo da potersi lentamente avvicinare al suo cuore.

Considerazioni
Vincitore del 57esimo Shogakukan Manga Award nella sezione Shoujo, Pin to Kona è un titolo interessante e coinvolgente per diversi motivi, e rappresenta inoltre la consacrazione di un’autrice (Ako SHimaki) che fin dalle prime opere aveva dato prova di promettenti capacità tecniche e registiche.
Innanzitutto colpisce l’ambientazione atipica e affascinante: decenni di shoujo manga ci hanno abituati a seguire le disavventure di coppie di musicisti, ballerini e (in misura minore) attori, ma una commedia all’interno del mondo del kabuki rappresenta una piacevole novità. Il fascino di questo scenario è amplificato dal tratto della Shimaki, che raggiunge livelli di espressività e di dettaglio tali da realizzare dei veri e propri momenti di ‘magia’ (come la scena in cui Kyonosuke vede per la prima volta una performance di Hiroki, e ha la sensazione di trovarsi di fronte al soggetto rappresentato).
Il pubblico giapponese ha premiato questa serie con un successo crescente, ma il lettore occidentale troverà forse ancor più interessante – in quanto ‘esotica’ – l’ambientazione artistica in cui si dipanano le vicende del trio di protagonisti. L’imponenza del contesto non vi deve tuttavia trarre in inganno: quella a cui ci troviamo davanti è una commedia romantica e contemporanea con tutti i crismi, che procede in parallelo a un racconto di formazione che non si abbandona mai ai toni del dramma ma conserva un’accattivante leggerezza.
Veniamo ora ai protagonisti, l’altro motivo per cui “Pin to Kona” rappresenta un titolo riuscito e consigliabile: un trio di personaggi che cattura da subito l’attenzione del lettore grazie a una costruzione profonda e stratificata. Ayame è un’eroina atipica, quasi antipatica in prima battuta per i suoi modi bruschi e per l’indifferenza con cui tratta il protagonista principale; eppure i due si somigliano più di quanto lei pensi, entrambi profondamente legati al proprio passato ed entrambi incapaci di riscattarsene se non ‘appoggiandosi’ a un’altra persona e ai suoi sogni.
Se per Kyonosuke quella persona è Ayame stessa, per lei si tratta dell’algido Hiroki con la sua promessa di diventare l’attore kabuki più bravo di tutto il Giappone. Ayame e Hiroki appaiono estremamente maturi e concentrati sui rispettivi obiettivi, mentre Kyonosuke fa inizialmente la figura dello scemo, sembrando infinitamente più superficiale e tontolone rispetto ai coetanei. Eppure è proprio questa sua natura vanitosa e impulsiva a renderlo immediatamente caro al lettore, insieme ai suoi sogni a occhi aperti e al suo broncio verso un padre forse fin troppo severo. Sebbene il suo rivale e la sua sfuggente amica possano essere a tutti gli effetti due persone migliori di lui, Kyonosuke con le sue imperfezioni e le sue mancanze si dimostra un personaggio ricco di potenziale, a cui è inevitabile affezionarsi e per il quale è impossibile non tifare.
In conclusione Pin to Kona è il genere di fumetto capace di risvegliare l’interesse un po’ sopito del lettore più esigente, ed è allo stesso tempo una commedia fresca dal linguaggio immediato.

 

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