Non sono un angelo (Tenshi nanka ja nai) di Ai Yazawa

A cura di Demelza (review) e Martina (info), immagini e sinossi del primo volume concesse da Ai Yazawa’s World

Titolo: Tenshi nanka ja nai (Non sono un angelo)
Autrice: YAZAWA Ai
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 8, concluso
Anni di pubblicazione: 1992 – 1995
Casa editrice: Shueisha
Collana: Ribon Mascot Comics
Rivista di pubblicazione: Ribon

:: Il manga in Italia ::
Numero di volumi: 8, concluso
Inizio pubblicazione: giugno 2006
Casa editrice: Panini Comics
Collana: Capolavori manga
Prezzo: 4 euro
Senso di lettura: orientale
Distribuzione: edicola e fumetteria

:: Curiosità ::
Visto il successo ottenuto, esistono diversi prodotti correlati a questo manga: oltre a numerosi gadget, è stato pubblicato dalla Shueisha un Artbook e un OAV (di soli 30 minuti) che ripercorre la prima parte del primo volume
Nel 2000, inoltre, il manga è stato ristampato in Giappone in una complete edition in quattro volumi (ogni volume comprende due volumi originali) con correzioni da parte della sensei e nuove cover disegnate per l’occasione.

Storia
Furono gli occhi leggermente tristi di quel ragazzo mai visto prima ad attrarre Midori in un giorno di pioggia.
La seconda volta lo incontrò nella biblioteca della scuola. Da quel momento decise di volerlo conoscere.
Midori Saejima è iscritta all’istituto Hijiri, una scuola d’arte appena fondata (infatti esistono solo gli iscritti al primo anno). Tornata a scuola dopo tre giorni di malattia che hanno prolungato le sue vacanze estive, il suo pensiero si volge solo al rincontrare il ragazzo visto di sfuggita tempo prima, ma quando si presenta dalla professoressa Maki per consegnarle i compiti svolti a casa, questa le augura buona fortuna per le elezioni. Sorpresa dalla cosa, Midori si vede annunciare dalle compagne il fatto di essere stata scelta come candidata all’assemblea degli studenti per la sua classe. Non solo, ma quello stesso pomeriggio dovrà tenere un discorso di fronte a tutti gli studenti.
Recatasi nell’aula dove si preparano i vari candidati, incontra subito Bunta Kouno, un vecchio compagno delle scuole medie che frequenta la sezione D (Midori è nella A). Sollevata dall’aver incontrato una faccia familiare, subito si mette a ridere e scherzare con lui, ma i due vengono interrotti da Yuuko Mamiya, un’altra candidata, che esorta Bunta a pescare un foglietto da una scatola, su cui sarà scritto il numero dell’ordine con cui parleranno all’assemblea pomeridiana. Midori si presenta a Yuuko, dato che questa è in classe con Bunta, ma lei risponde freddamente e le chiede di pescare a sua volta il fogliettino. Colmo della sfortuna, sul biglietto c’è scritto il numero 1. Bunta la prende in giro e allora Midori appallottola il foglio e lo scaglia contro l’amico, solo che questi si scansa e la palla di carta colpisce un’altra persona. La ragazza corre a scusarsi e rimane senza parole a causa della bellezza del ragazzo in questione. Questi le risponde che va tutto bene e si allontana subito. Midori chiede quindi a Bunta se conosce quel ragazzo e lui le risponde che è della sezione C. Il suo nome dovrebbe essere Takigawa, ma non ne è sicuro. Mentre Midori riflette su quel nome, che probabilmente è stato nominato spesso dalla sue compagne di classe, nell’aula fa il suo ingresso il ragazzo del giorno di pioggia. La ragazza rimane come paralizzata, e lo osserva mentre si reca a pescare il proprio numero. I candidati all’assemblea degli studenti sono 9, ma solo 5 potranno diventarlo. Adesso Midori ha un buon motivo per entrare nell’assemblea!
Inizia la riunione in palestra e, mentre dietro il palco Midori osserva il pubblico, l’incaricato al microfono chiede a chi ha proposto Midori Saejima di farne conoscere le motivazioni. Si fanno quindi avanti Tonko e Kayo, compagne di Midori, e molto imbarazzate si prodigano nel decantare la tempra e l’indole allegra dell’amica. Acquistando entusiasmo, le due arrivano a dire che Midori è l’angelo della sezione A e che desiderano diventi anche l’angelo dell’intero istituto. Ora però è giunto il momento del suo discorso, e lei esordisce dicendo che andare a scuola le è sempre piaciuto, e che si sente nervosa a parlare davanti a così tante persone. Poi aggiunge che in principio aveva scelto questo istituto per via dell’uniforme carina, ma ora qui ci sono tanti studenti e insegnanti che ha piacere di incontrare. Rivolgendosi ai presenti dice che se tutti uniranno le loro forze, saranno in grado di costruire una scuola di un livello più alto. Infine saluta i presenti presentandosi come “Angel” Saejima. Soddisfatta del discorso Midori si allontana, ma inciampa nel filo del microfono e capitombola a carponi. Per effetto della caduta però le si è sollevata la gonna, e ora mostra a tutti gli astanti le sue mutandine. La ragazza scappa via imbarazzatissima dietro il sipario, e incappa nel ragazzo misterioso che ridendo si complimenta per il discorso frizzante. Scossa dalla cosa, in lacrime cerca di andarsene, ma Bunta la ferma, facendole notare che se esce finirà di nuovo in palestra, dove tutti stanno ancora ridendo per la sua figura. A quel punto interviene ancora il ragazzo della biblioteca scusandosi per essere stato cattivo. Midori riflette che dopotutto quel ragazzo era gentile come si aspettava. Facendosi forza decide di contare fino a 3 prima di uscire dall’aula e tornare in palestra per uscire definitivamente da quella faccenda, quando all’improvviso il ragazzo misterioso sale sul palco e inizia il suo discorso, imponendo agli altri di smettere di ridere. Dato che questa scuola è appena nata, non ha tradizioni da osservare, e dovranno essere loro a creare tutto quanto. Il ragazzo aggiunge che spera che questa scuola sia divertente e rivolgendosi ai professori e al preside rimarca il fatto che essendo appena nata questo istituto non è conosciuto da nessuno, ma che in futuro diverrà noto nell’intero paese.
Chiuso il discorso, conclude salutando e pronunciando il proprio nome: Akira Sudoh.
Tornata a casa, Midori ripensa alla prima volta che lo vide in un giorno di pioggia. La prima cosa che notò fu la sua moto, e poi lui chinato sotto la pioggia intento a raccogliere un gattino abbandonato dentro uno scatolone che portava la scritta “Milk”. Akira gli stava parlando, chiedendogli se Milk era il suo nome, e che dopotutto essendo un gatto bianco era un nome appropriato. Esortandolo a non piangere lo raccolse e lo portò con sé, sfrecciando poi via nella sua moto color argento. Midori ebbe l’impressione che mentre chiedeva al gatto di non piangere, fosse lui stesso a farlo, lasciandole impressa nella mente il ricordo dei suoi occhi.
Il giorno dopo a scuola, le amiche di Midori avevano tappezzato la scuola di manifesti che chiedevano di votare per Angel Saejima, e che riportavano anche un disegno rappresentante Midori in versione cupido. Akira commenta il disegno scherzando sul ruolo di Midori chiedendole se è una commediante, e lei per tutta risposta gli comunica il nome della compagnia.
L’azione si sposta in palestra dopo la votazione. L’annunciatore chiede che gli eletti salgano sul palco. Mentre Midori ascolta in silenzio, viene fatto il primo nome: Akira Sudoh. La ragazza allora comincia a pregare di essere scelta, ed ecco che viene fatto il suo nome.
Mentre le sue compagne la festeggiano, lei ancora frastornata si avvicina meccanicamente al palco, ma mentre sta salendo scivola sugli scalini. Akira l’afferra subito per un braccio per aiutarla a salire, e lei arrossisce. Il ragazzo però aggiunge che le si vedono le mutande e allora Midori si alza di colpo coprendosi il sedere… quindi Akira al microfono dice “bugia”. Superato il momento di vergogna, subentra la felicità. Ora che sono assieme nel consiglio degli studenti, le occasioni per incontrare Akira non le mancheranno. Infine viene fatta una foto ai 5 primi membri eletti come rappresentanti degli studenti dell’istituto Hijiri: Akira Sudoh, Midori Saejima, Bunta Kouno, Yuuko Mamiya e Shuuichi Takigawa…

Considerazioni

“Mi dispiace Akira, non sono un angelo..”

Inizio anni ’90: dopo la positiva accoglienza avuta da Marine Blue no Kaze ni Dakarete, Ai Yazawa comincia a disegnare il manga che sancirà l’inizio della sua fama in patria, cioè Tenshi nanka ja nai.
A distanza di circa 10 anni abbiamo finalmente la possibilità di leggere in Italia questo bellissimo manga che non solo è un’opera fondamentale per capire meglio il percorso artistico della Yazawa, ma è soprattutto un manga pieno di positività e di allegria, consigliato anche a chi non conosce per niente questa autrice e a chi non la apprezza nelle sue ultime opere.

La storia del manga può essere ricondotta al filone della commedia scolastica: ormai abituati alle storie più recenti della Yazawa, che si incentrano su relazioni affettive più adulte, comprendenti anche la sfera della sessualità, e sulla ricerca dell’affermazione personale nel mondo, ci troviamo a fare un salto indietro nel tempo a immergerci nelle gioie, i dolori e gli entusiasmi di ragazzi che iniziano un nuovo capitolo della loro vita iscrivendosi alla scuola superiore.
Non è un caso che l’istituto scolastico in cui è ambientata la storia sia in realtà nuovo di zecca, una scuola tutta da plasmare con i propri desideri e con l’impegno di ognuno. Uno dei temi fondamentali che questo manga porta avanti è infatti quello secondo cui con l’impegno si possono realizzare i propri sogni: perché anche se non siamo angeli e non abbiamo le ali il nostro paradiso possiamo provare a costruircelo. Tenshi nanka ja nai non è solo una storia d’amore, è soprattutto una storia che parla di amicizia e di crescita personale. Ed è anche un manga pieno di ironia: come non notare le continue comparse che la Yaza fa all’interno del manga (come farà poi in Gokinjo in cui la figura della preside è in realtà la caricatura della sensei) ricoprendo i mestieri più disparati o il modo in cui prende affettuosamente in giro i suoi personaggi attraverso lo sguardo dissacrante di Midori e la sua tendenza a usare nomignoli e caricature per tutti!

Anche in questo manga la Yazawa utilizza una narrazione corale, in cui le vicende dei due protagonisti si articolano e si sviluppano insieme a quelle dei personaggi secondari, che tanto secondari in fondo non sono, ma diventano veri e propri comprimari.
I personaggi sono delineati talmente bene che sembra di averli davanti per davvero e al termine del manga forse vi sembrerà di aver trovato dei nuovi amici e vi dispiacerà un poco lasciarli.
Ogni personaggio è delineato accuratamente sia dal punto di vista fisico che psicologico: dal punto di vista fisico grande attenzione è data allo stile di ognuno, caratteristica che diviene punto nodale di tutte le opere della sensei. In Tenshi in particolare lo stile ritratto è quello della fine degli anni ’80 e inizio anni ’90, con tessuti scozzesi e a quadretti, pantaloni stretti alle caviglie, gonne lunghe e pizzi. Vi basterebbe sfogliare una rivista di moda di quel periodo per riconoscere l’attualità dell’abbigliamento e delle pettinature.
Il titolo del manga prende spunto dal soprannome dato alla protagonista, Midori, il vero angelo di tutta la storia: è semplicemente impossibile non essere conquistati dalla bellezza del suo sorriso, dalla sua spontaneità, dalla sua simpatia e dalla sua dolcezza. Midori è una persona pura e trasparente, che ama entrare in contatto con le persone e che non può fare a meno di mostrare sempre quello che prova, una piccola dinamo di pura energia. Ma tutto sommato non è un angelo, è una ragazza come tante, con i suoi pregi e i suoi difetti…
Il protagonista maschile è Akira, che potremmo definire un duro dal cuore d’oro, un personaggio misterioso e più complesso di quello che appare in superficie, è sicuramente il personaggio le cui vicende personali vengono maggiormente approfondite all’interno del manga, bilanciando così la semplicità della vita di Midori: i nostri due protagonisti si compensano davvero a vicenda e chissà che la loro storia non riservi più sorprese di quelle che ci si aspetta.
Fra gli altri personaggi più importanti bisogna ricordare Yuko (Mamirin), che si presenta come una ragazza chiusa e solitaria, che nasconde in realtà una grande timidezza e la difficoltà di aprirsi e entrare in contatto con gli altri, Takigawa, che potremmo scherzosamente descrivere come il principe azzurro della storia, e Bunta, un ragazzo semplice che ama divertirsi e stare in compagnia.

Per quanto riguarda lo stile del disegno, è sicuramente più acerbo rispetto a quello a cui siamo abituati (in particolare per il fatto che i personaggi risultano essere “più in carne”), ma migliora visibilmente volume dopo volume, alleggerendosi e affinandosi soprattutto nei tratti del viso, e in ogni caso non risulta affatto sgradevole, anzi c’è chi lo preferisce a quello attuale.
Per la costruzione delle tavole e degli sfondi si nota invece ancora una certa carenza: la Yazawa non ha ancora adottato l’abitudine di utilizzare fotografie per completare i disegni degli ambienti, per cui molte tavole possono sembrare vuote a causa del prevalere degli sfondi bianchi: anche in questo caso di tratta di un difetto trascurabile che, una volta iniziata la lettura, si tende addirittura a non notare più.

Per chi già conosce la Yazawa, e soprattutto Gokinjo Monogatari, l’opera immediatamente successiva a Tenshi nanka ja nai, la lettura di questo manga sarà una continua gioia, con la scoperta di tutti quei particolari che con grande affetto la Yaza ha richiamato nelle sue opere successive, come il Sudosauro, Petite Fraçoise, i Mambo, senza parlare di tutte le comparse che gli stessi personaggi di Tenshi nanka ja nai fanno nello stesso Gokinjo (vi ricordate di Akira e Midori al primo mercatino dell’Akindo?). Per chi non conosce l’autrice sicuramente la lettura di Tenshi nanka ja nai è l’occasione buona per scoprire il suo stile più solare e delicato.

Concludendo, Tenshi nanka ja nai è uno dei miei manga preferiti e ne consiglio caldamente la lettura a tutti: in mezzo a tanti manga tutti uguali, a tanti drammi, a tante storie vuote, questo manga è un vero raggio di sole e forse, se non lo leggete, vi pentirete di esservelo lasciato scappare.

 

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