Koudaike no Hitobito di Kozueko Morimoto

A cura di Emy

Titolo originale: Koudaike no Hitobito
Titolo internazionale: People of the Koudai Family
Autrice: MORIMOTO Kozueko
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 6, completo
Anni di pubblicazione: 2012-2017
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: You

:: Il film ::
Titolo: The Koudai Family
Data di proiezione in Giappone: 2016
Diretto da: Masato Hijikata
Scritto da: Kozueko Morimoto (manga), Arisa Kaneko
Durata: 116 min.
Cast: Haruka Ayase, Takumi Saito
Una pellicola adorabile per metà. La storia rispetto al manga è fedele fino a un certo punto, a causa della decisione di puntare sulla coppia di protagonisti anziché sulla coralità della vicenda. Peccato, perché la bellezza e l’originalità del manga, oltre che nel plot, risiede nella tecnica di narrazione, nel “girotondo” dei punti di vista dei personaggi. Avendo puntato sulla coppia Kie-Mitsumasa i contenuti della storia a un certo punto vengono a mancare (in quanto la loro storyline è piuttosto semplice) e il film, ormai a metà, prende un’altra direzione, facendo fare alla protagonista qualcosa non in linea col personaggio. Vero che il manga non era finito quando è stato proiettato il film, ma la “dissonanza” tra la prima e la seconda parte si avverte. Peccato, perché la prima metà del film è impagabile: con tutte le soluzioni trovate per rendere la folle immaginazione di Kie, questa pellicola avrebbe potuto essere veramente la risposta giapponese a Il favoloso mondo di Amélie.

Trama
Kie
Hirano è una office lady ventinovenne assolutamente anonima sia dal punto di vista lavorativo che relazionale: è una persona silenziosa, che risponde solo se interrogata e non brilla sul lavoro. È un’impiegata normale, nella media, perlomeno in apparenza. Nessuno immaginerebbe mai tutto quello che le passa per la mente: Kie è dotata di un’immaginazione spropositata e bizzarra e la maggior parte del tempo è persa nel suo mondo in cui impiegati e dirigenti diventano i protagonisti di film di cui lei è regista e sceneggiatrice! Questo perché da piccola, non avendo amici, era sola e si è costruita da sé il proprio divertimento, usando appunto l’immaginazione. Inoltre le serve anche come antistress e come meccanismo di difesa.
Un giorno Kie, ritornando in ufficio da una malattia, ha una sorpresa: in azienda si è trasferito l’affascinante ventisettenne Mitsumasa Koudai. Costui, laureatosi all’estero e di famiglia altolocata, seppur così giovane ha già ottenuto una posizione di prestigio. Dal momento che è single, è ovviamente oggetto delle attenzioni di tutte le impiegate. Tutte tranne Kie, che continua la sua vita abituale, persa dietro le sue fantasie. Un giorno la donna si ritrova in ascensore con Mitsumasa (di cui neanche ricorda il nome) e in quattro e quattr’otto nella sua mente imbastisce una trama mystery con il giovane come attore principale. Mitsumasa se la ride. Kie si chiede se non stia ridendo perché magari ha la capacità di leggere i pensieri altrui… non sa di avere fatto centro! Tutta la famiglia Koudai infatti è dotata di telepatia e la storia prende in esame uno alla volta i membri di questa famiglia davvero speciale… Essere capaci di leggere il pensiero altrui, infatti, è un potere che arreca più svantaggi che vantaggi, perché costringe il telepate a conoscere il lato peggiore delle persone, i pensieri nascosti, osceni e cattivi. Risultato: Mitsumasa finora non è riuscito a costruire una seria relazione con una donna, a dispetto del suo carisma. Eppure stare con Kie lo rilassa e lo diverte. Perché non chiederle di uscire insieme, dunque, per vedere se è possibile intavolare un rapporto a due?

Considerazioni
Kozueko Morimoto è un’autrice di livello che finora risulta inedita in Italia. Fin dai tempi di Gokusen si è sempre distinta per una verve comica peculiare, che la distingue tra tanti altri mangaka. Gokusen, josei incentrato su un’insegnante appartenente a una famiglia della yakuza, è pubblicato in Francia ed è divertentissimo ma il disegno un po’ caricaturale potrebbe forse risultare per qualche lettore poco accattivante. Nelle opere successive il tratto si ammorbidisce e si fa all’occorrenza lezioso, venendo incontro a un pubblico più ampio.
Quel che garantisce quest’autrice, comunque, è l’alta qualità narrativa, che le permette di tenere desta l’attenzione nelle sue commedie. Koudaike no Hitobito è una serie di puro intrattenimento, non ci sono grandi riflessioni nascoste tra le pagine, l’autrice mira a far ridere e sorridere, e lo fa con una tecnica di narrazione di primissimo livello.
La struttura alla base di questo manga è un multitrama consistente in un “girotondo” dei punti di vista: all’inizio siamo nella testa di Kie e vediamo il mondo con i suoi occhi, poi l’attenzione si sposta sulla sorella di Shizumasa, la bellissima Shigeko, e il punto di vista è suo; veniamo così a conoscenza dei problemi di questa graziosa telepate, dal momento che il potere della famiglia Koudai le causa più di un grattacapo in campo sentimentale. Poi il punto di vista preso in esame è quello di Jun, amica dei Koudai e innamorata da 10 anni di Shizumasa. Jun è un capace veterinario e quando conosce Kie ci rimane piuttosto male: aveva sempre pensato che la fidanzata del suo principe azzurro sarebbe stata una ragazza straordinaria, e invece è normalissima… allora avrebbe fatto meglio a dichiarargli il suo, di amore! Cambio del punto di vista: adesso il “microfono” passa a Kazumasa, fratello di Shizumasa e Shigeko, che in apparenza è un dongiovanni superficiale e invece sotto sotto non sarà innamorato di Jun?

Ma la verve dell’autrice non si ferma: non contenta di far “viaggiare” il lettore nello spazio, lo fa viaggiare anche nel tempo… Da dove viene il potere dei Koudai? Da Anne Peddler, la nonna dei tre fratelli! E veniamo quindi a conoscenza di questa indomabile donna che a metà Novecento ha lasciato l’Inghilterra per inseguire il suo amore giapponese! Conosciamo poi la madre e il padre Koudai, e naturalmente la loro storia d’amore… e di tanto in tanto ritorniamo a Shizumasa e Kie, che devono affrontare altri problemi per far procedere il loro rapporto.

Se qualcuno si sta chiedendo se ci siano o meno dei magic moment romantici, dirò che il romance è presente ma è più suggerito che esplicito, non essendo il focus della narrazione, che poggia soprattutto sulla bizzarra immaginazione di Kie e sui poteri dei Koudai, quindi sulla stranezza della vicenda. Dal momento che è una storia che punta all’intrattenimento puro, l’autrice chiude in un numero adeguato di volumi, senza stiracchiare la vicenda all’inverosimile e garantendo un ritmo scoppiettante fino alla fine.

Si tratta di una vera commedia dunque, con qualche tocco romantico e soprannaturale. Spero che la Morimoto prima o poi sia pubblicata in Italia, in particolare le ultime sue opere, Ashi-Girl e Koudaike no Hitobito… è un’autrice troppo valida per continuare a ignorarla.

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