Nigeru wa Haji da ga Yaku ni Tatsu di Tsunami Umino

A cura di Emy

Titolo: Nigeru wa Haji da ga Yaku ni Tatsu 
Titolo inglese: The Full-Time Wife Escapist
Autrice: UMINO Tsunami
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Kodansha
Numero di volumi: 11, completo
Rivista di serializzazione: KISS
Anno di pubblicazione: 2012

:: Il manga in USA ::
Titolo: The Full-Time Wife Escapist
Casa editrice: Kodansha Comics
Numero di volumi: 9, in corso
Prezzo: EUR 12,47, edizione digitale
Pubblicato a partire da: 2017.

:: Award ::
Vincitore del Kodansha Manga Award nel 2014.

:: Il drama ::
Titolo: The Full-Time Wife Escapist
Regia: Fuminori Kaneko
Sceneggiatura: Tsunami Umino (manga), Akiko Nogi
Episodi: 11
Prima trasmissione: TBS, 2016
Cast: Yui Aragaki, Gen Hoshino
Una serie TV parecchio godibile, grazie all’ottimo cast (deliziosa la protagonista Yui Aragaki) e alla sceneggiatura brillante. Per gusto personale ritengo il manga superiore di qualche gradino in quanto più ricco di sfumature, ma il drama è davvero meritevole di visione. Menzione d’onore per “Koi Love”, la divertentissima sigla finale.

Storia
Mikuri Moriyama è una ragazza single di 25 anni con una laurea in psicologia e sogni ambiziosi per il futuro, ma che non riesce a trovare un lavoro stabile in quanto… troppo titolata. Dopo essere caduta in una spirale senza fine di lavori precari, all’indomani dell’ennesimo licenziamento suo padre le trova un lavoro come domestica a casa di Hiramasa Tsuzaki, impiegato di 36 anni dal carattere pacato e introverso. Hiramasa si rivela un datore di lavoro impeccabile non solo in relazione ai pagamenti, ma anche perché non manca mai di apprezzare e sottolineare l’affidabilità di Mikuri. La ragazza si trova talmente bene in questa situazione in cui per la prima volta il suo impegno è riconosciuto che, quando i genitori le annunciano di essere prossimi a trasferirsi in campagna (cosa che la costringerà a trasferirsi a sua volta, dal momento che vive con loro, e quindi a perdere il lavoro di domestica), arriva a fare una proposta veramente assurda a Hiramasa: perché non si sposano? Si tratterebbe di un matrimonio d’apparenza, in cui lui continuerebbe a pagarla e lei a svolgere il suo lavoro… la prospettiva sembra al di là di qualsiasi logica, però Hiramasa, dopo essersi ammalato ed essere guarito grazie alle attenzioni di Mikuri, da uomo pratico qual è, accetta la proposta di matrimonio!
Per essere precisi, il tipo di matrimonio è il “common-law marriage”, che può non implicare cambiamenti nello stato di famiglia ma prevede il cambio di residenza e vantaggi tipo la copertura sanitaria. Mikuri viene pertanto assunta come…. moglie! Si tratta di un vero e proprio contratto di lavoro con tanto di singoli dettagli concordati: i due potranno uscire con altre persone (seppur di nascosto per evitare le chiacchiere dei vicini) e non consumeranno il matrimonio tra di loro, non essendoci alcun legame sentimentale ma solo lavorativo, quindi dormiranno in stanze diverse. Questa situazione in apparenza insostenibile di fatto viene perfettamente incontro alle esigenze di entrambi.
Il punto è: come far accettare alle rispettive famiglie una risoluzione di questo tipo? Come presentarsi alla società e ai colleghi di lavoro? In definitiva, come giudicherà il resto del mondo questo nuovo tipo di legame non romantico?
Comincia ora la strana convivenza di una coppia che esclude qualsiasi relazione romantica o sessuale, fino a quando…
Oltre alla coppia principale ce ne sono altre due ugualmente interessanti: una coinvolge la zia di Mikuri, ultracinquantenne donna single in carriera e l’altra un collega gay di Hiramasa.

Considerazioni
Davvero impressionante. Quello che dei manga lascia senza fiato è l’infinita varietà delle proposte e dei titoli, conseguenza dell’attenzione del fumetto giapponese nei confronti del target, ossia della tipologia di lettore. Se per esempio prendiamo in considerazione i josei, è evidente il gap tra il manga e i fumetti di altre nazionalità: non so se esista un’altra realtà oltre quella nipponica che abbia considerato le donne adulte come target specifico di un fumetto. Certo, esistono esperimenti isolati, anche in Italia. Per esempio nel corso degli anni Settanta sulla rivista “Amica” Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis hanno serializzato il fumetto di Lea Martelli, la storia di una donna che esercita la professione di avvocato e in tale veste si destreggia in una società maschilista e retrograda, toccando anche tematiche scottanti come l’aborto e lo stupro. Essendo “Amica” una rivista per donne, possiamo considerare Lea Martelli un josei italiano (se consideriamo il solo target). L’esperimento però e rimasto isolato, al pari di analoghi tentativi estemporanei. Non sono a conoscenza di una collana o una casa editrice specializzata nei fumetti per donne adulte, in Italia o in generale in Europa. Il fatto che da molto tempo in Giappone i josei siano invece una realtà effettiva, permette l’esistenza di gioiellini come Nigeru wa Haji da ga Yaku ni Tatsu.
Già il titolo è tutto un programma, tratto da un proverbio ungherese che dice approssimativamente: “la fuga è vergognosa, ma utile”. I protagonisti infatti sembrano fuggire da una risoluzione definitiva (optando per un matrimonio di facciata), ma così facendo trovano la loro dimensione ideale.
La lettura di questa serie suscita un bel po’ di riflessioni. La contemporaneità difatti permette a un tipo di relazioni fino a ieri sotterraneo di venire alla luce; analogamente lo spettro aromantico è oggi considerato degno di attenzione. Non è strano pertanto che nel fumetto giapponese si analizzino possibilità di relazioni alternative alle tradizionali e in questo manga tale possibilità è contaminata con il plot più ricorrente nei josei: il fake marriage (in Italia ne abbiamo avuto un assaggio con Hapi Mari – Happy Marriage?! di Maki Enjouji).
Il plot del fake marriage in sostanza presenta due personaggi che si sposano senza essere innamorati, tuttavia la convivenza li spinge a diventare una coppia a tutti gli effetti. Il plot è rispettato in questo manga di Tsunami Umino, eppure risulta completamente rinnovato grazie alla caratterizzazione dei due protagonisti: lei carina ma talmente acuta e intelligente da risultare poco appetibile sul lavoro; lui scapolo impenitente, votato al dovere, poco versato nelle relazioni sociali, con zero esperienza tanto in amore quanto nella sfera sessuale. Lei è attiva, assertiva, diretta nella comunicazione (in effetti ha studiato psicologia), lui introverso, quasi misantropo ma onesto, rispettoso, affidabile e infine disposto ad aprirsi con una persona leale.
Difficile immaginare una coppia più improbabile di questi due. L’unico rapporto che possono costruire è quello del datore di lavoro e della lavoratrice subordinata, con regole chiare: una relazione talmente sana e cristallina da rendere la convivenza preziosa, al punto che, per non mettere in crisi il ménage, i due imbastiscono un matrimonio di facciata, diventando di fatto una coppia asessuale aromantica. Sarebbe stato interessante anche se la relazione tra i due si fosse mantenuta statica, ma l’autrice ha scelto un arco dinamico, quindi i due cominciano a provare qualcosa l’uno per l’altra. Il punto è: nel momento in cui questa coppia si orienta verso un rapporto tradizionale, che fine farà quel meraviglioso equilibrio che li ha visti complici inseparabili? E poi lui continuerà a versarle lo stipendio per tutti i lavori domestici che lei si accolla? Quante cose una moglie fa in silenzio per amore? Ed è giusto che lui/lei svolga quello che a conti fatti è un lavoro a tutti gli effetti (occuparsi di casa e famiglia) senza ricevere un adeguato stipendio, magari sancito da regolare contratto?
Umino Tsunami, senza uscire troppo dai binari della commedia romantica, dà una grande prova autoriale, perché tra le pagine il lettore, in modo molto naturale, guarda ai rapporti tra uomini e donne da un punto di vista nuovo, inedito e originale. La gestione di regia, informazione e (poderosi) dialoghi è invidiabile, del resto la mangaka è una veterana con più di un quarto di secolo di esperienza sulle spalle ed è già autrice di un josei che ha generato un drama (Daisy Luck). La grafica infine è omogenea, precisa e pulita, come tradizione josei richiede. 
In definitiva, The Full-Time Wife Escapist è una commedia ricca di garbo che, puntando all’intrattenimento, fa riflettere e pure parecchio su questioni e aspetti della realtà che oggi richiedono una necessaria attenzione.
Il fatto che nei manga si considerino le lettrici adulte tra i target di riferimento ha reso possibile la pubblicazione di questa serie reputata in patria un piccolo cult, che – sia chiaro – si indirizza alle donne ma è ovviamente fruibile da chiunque. Esisterà un pubblico di lettor* in Italia bendisposto ad apprezzare tale ricchezza? Lo scopriremo mai?
Chi vivrà vedrà.

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