Fukuyadou Honpo di Yayomi Yuchi

A cura di Emy

Titolo originale: Fukuyadou Honpo
Titolo internazionale: The Fukuyadou Family Shop
Autrice: YUCHI Yayomi
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 11, completo
Anni di pubblicazione: 1995-2000
Casa editrice: Shueisha
Rivista di serializzazione: Bouquet
Nel 2016, a supporto del drama, l’autrice ha dato alle stampe su “You” la continuazione della serie con “Fukuyadou Honpo 2”, di cui è uscito finora un volume.

:: Il drama ::
Data di trasmissione in Giappone: 2016
Titolo: Fukuyado Honpo ~ Kyoto Love Story
Diretto da: Furusawa Takeshi
Disponibile su: Amazon Prime
Episodi: 12
Cast: Hayami Akari, Sasaki Nozomi, Ichihara Hayato, Yamashita Kenjiro
Questo drama è l’ideale per chi cerca una serie dal ritmo casalingo, sobrio e rilassante, dalle location bellissime e dai personaggi in kimono, ma si apprezza meglio se non si conosce il manga, dal momento che i protagonisti risultano appiattiti rispetto all’opera originaria. Nel manga infatti le tre sorelle hanno una parte oscura che emerge grazie a flashback o metafore: per esempio, Hina ha un modo di fare veramente criptico, non lascia mai trapelare i suoi sentimenti ed è una persona che segue i binari già tracciati senza osare mai deviare dal percorso prestabilito. Una volta che ha deciso la direzione, parte senza voltarsi indietro, però così facendo perde di vista i suoi veri obiettivi e in definitiva la vera sé stessa, al punto da rasentare la follia. Arare nel drama è una impiegata d’azienda, nel manga invece è una perdigiorno che attacca briga con tutti e in particolare con Kenji, arrivando a spegnere una sigaretta in uno dei wagashi che lui ha preparato! Hana invece come personaggio è fondamentalmente rispettato nel drama, ma nella serie cartacea agisce con eccessiva superficialità e finisce col ferire involontariamente i suoi cari, inoltre le sue vicissitudini sono state tagliate per metà nella versione televisiva.

Trama
Questa storia ruota attorno a un negozio di wagashi, i dolci tradizionali giapponesi che si usano per esempio per accompagnare il matcha (tè verde). Esistono ancora oggi negozi specializzati in questa produzione (come Toraya, che ha una filiale a Parigi) e l’autrice ne immagina uno situato a Kyoto, il Fukuya, con 450 anni di tradizione alle spalle. La conduzione familiare si tramanda di generazione in generazione, ma ora il gestore è la vedova Fukuyoshi che ha tre figlie: Hina, la primogenita posata e perfezionista; la secondogenita Arare, ribelle e svogliata e infine Hana, adolescente tranquilla e (apparentemente) docile. La storia racconta la vita delle tre sorelle, focalizzando ora l’una ora l’altra, attraverso la narrazione in prima persona di Hana, la più piccola, alternata a quella onnisciente dell’autrice. 
A differenza di quanto accade nel drama, dove risulta marcato il lato romantico, nel manga è presente anche un elemento slice of life, a mio giudizio assai pregevole, teso a illustrare le caratteristiche dei cittadini di Kyoto, per esempio quanto i loro comportamenti siano codificati e come siano legati alle tradizioni… in fondo Kyoto è l’antica capitale del Giappone, perciò un orgoglio diffuso è comprensibile.
La storia comunque è incentrata soprattutto sulle vicende di chi intende preservare l’attività del negozio Fukuya: in passato la vedova Fukuyoshi e le sue tre figlie hanno dovuto affrontare molte difficoltà perché il negozio restasse in piedi e non fosse fagocitato dalle dinamiche economiche imposte dal consumismo. Queste difficoltà sono state superate grazie a enormi sacrifici, in primis quello della primogenita Hina. Nel corso della serie viene spiegato bene come è stato forgiato il suo carattere: la madre l’ha sempre spronata a essere perfetta affinché facesse da esempio, pertanto Hina è stata sottoposta a un carico di aspettative e di severità superiore a quanto lei potesse sostenere. Per difendersi la bambina, poi ragazza, ha imparato a costruire un’armatura che la proteggesse da chi magari involontariamente, come la sorellina Arare, finiva col farle del male. Per essere additata come figlia modello e non scontentare la madre, Hina si è imposta di eseguire qualsiasi richiesta e ha agito quindi non secondo i suoi desideri e bisogni, ma per ottenere l’approvazione di quanti la circondavano. Quando inizia la storia Hina ha 25 anni ed è l’erede designata del Fukuya, quindi la madre ha già deciso che sposerà il pasticcere Kenji, impiegato da anni nel negozio. Ma un giorno un conoscente, con cui Hina aveva scambiato appena qualche chiacchiera, le chiede di sposarlo. Lui è Kaoru Hinoyama, impiegato in banca. Hina spiazza chiunque la conosca, accettando.
Da questo evento inaspettato si generano parecchie conseguenze, perché Hina ha deciso che, una volta sposata, non si occuperà del negozio Fukuya. Chi proseguirà dunque l’attività di famiglia? La vedova Fukuyoshi sarebbe propensa a designare la terzogenita, che frequenta le medie, perché non nutre grande fiducia nella seconda, Arare. Quest’ultima si è sempre segnalata per un comportamento inaccettabile: fuma, beve, trascorre la sera -a volte anche la notte- nei locali, ostenta parole e atteggiamenti provocatori ed è sempre in conflitto con Hina e soprattutto con il (ormai ex-) fidanzato di Hina, Kenji. Naturalmente c’è un motivo: Arare è quella che ama più di tutti i wagashi e il negozio, ma la madre le ha interdetto la cucina perché Hina era l’erede da lei scelta. Inoltre Arare nutre dei sentimenti per Kenji, fin da quando tanti anni prima lui aveva preso servizio in negozio come apprendista. Quando Hina rinuncia al futuro che era già stato deciso per lei, Arare è messa di fronte a una scelta: se vuole recuperare agli occhi della madre e di Kenji (che non ama i fumatori e gli alcolizzati), dovrà rivoluzionare la sua vita. Arare mette in pratica quello che si è prefissata e – seppur con grande difficoltà – riesce infine a farsi designare come erede dalla madre. Dovrà quindi sposare Kenji? A lei non dispiacerebbe affatto, ma il pasticcere cosa ne penserà?
Infine, la piccola Hana un po’ si trova a fare da osservatrice di quanto accade alle sorelle maggiori, un po’ vive una bella storia con un compagno di classe, Satoshi Iori, che non bada all’eccessiva altezza di Hana, da lei considerata un grave difetto (un po’ come accade in Lovely Complex). Anche lei, comunque, da sempre la più coccolata delle sorelle, avrà i suoi bei grattacapi, perché è “la piccola della famiglia” e quando crescerà sarà dura far accettare questo cambiamento ai suoi cari. I suoi sentimenti infatti non hanno minore dignità rispetto a quelli delle sorelle maggiori…
Tra incidenti, incomprensioni e rivali in amore, le tre sorelle devono destreggiarsi per realizzare i loro obiettivi di vita e preservare l’attività di famiglia.

Considerazioni
Che meraviglia. Non ricordo più da quanto non mi imbattevo in una lettura così appassionante.
La qualità migliore di questa serie risiede nell’accurata caratterizzazione dei personaggi, specie dal punto di vista psicologico. Più volte mi sono ritrovata a pensare che le dinamiche relazionali famigliari (per esempio tra sorelle o tra moglie e marito) sono analizzate a perfezione, e potrei dare un volto di amico o conoscente a tutti i personaggi descritti in questo manga. Vero è che la narrazione qualche volta cede alla tentazione della ripetizione o all’utilizzo di espedienti da drammone generazionale, nonostante ciò risulta trascinante a dispetto della coralità della vicenda e del numero ragguardevole di personaggi, e questa è una caratteristica dei must, di quelle opere che magari vengono trascurate ai fini della pubblicazione italiana, in favore di titoli dalla veste grafica più moderna.
In effetti i disegni, in apparenza sgraziati, a conti fatti perfettamente funzionali alla narrazione, potrebbero allontanare più di un lettore e questo è un peccato, perché Fukuyadou Honpo ha troppe qualità per essere lasciato nel dimenticatoio. Se così non fosse, in Giappone non avrebbero pensato, nel 2016, a un drama tratto da un titolo di vent’anni prima. Il drama, pur essendo un prodotto di buona fattura, non raggiunge comunque la profondità dell’opera originale, anche perché il telefilm è dedicato in maggior misura alla storia tra Kenji e Arare (tra le sorelle è la più carismatica per via del carattere forte, un po’ come Jo di Piccole donne) mentre nel manga è dedicata uguale attenzione alle tre sorelle… l’autrice sapeva bene, come dice una famosa eroina di De Filippo, che “i figli sono figli e devono essere tutti uguali”.
Concludendo: questo è uno di quei titoli che non scolora a dispetto del tempo che passa e le tre sorelle Fukuyoshi non si dimenticano facilmente, ma nemmeno i comprimari e i secondari scherzano. Sarebbe bello poter salutare un’edizione italiana, ma nel frattempo per chi vuole assaggiare quest’opera Amazon Prime ha reso disponibile il drama.

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