Yubisaki to Renren di Suu Morishita

A cura di Emy

Titolo: Yubisaki to Renren
Autrice: MORISHITA Suu
Categoria: Shoujo

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Kodansha
Numero di volumi: 3 -in corso
Rivista di serializzazione: Dessert
Anno di pubblicazione: 2019

:: Il manga in America ::
Titolo: A Sign of Affection
Casa editrice: Kodansha Comics
Distribuzione: online (formato Kindle) e cartaceo
Prezzo: 12,47 E
Pubblicato a partire da: Marzo 2020.

:: Gli autori ::
Con il nome “Suu Morishita” si indica una coppia di autori sposati: Makiro, responsabile della storia, e Nachiyan, responsabile dei disegni. La coppia è stata ospite d’onore al Manga-Comic-con di Lipsia nel 2019 e in questa occasione ha rilasciato un’intervista. Dichiarano di essersi conosciuti alle superiori, entrambi volevano diventare mangaka ma ancora non avevano debuttato. Dopo essersi sposati hanno letto Bakuman (scritto e disegnato da 2 autori) e da lì hanno avuto l’idea di lavorare in coppia, debuttando nel 2010 con l’opera Ano Te, Kono Te su “Margaret”. A Makiro piace Setona Mizushiro, a Nachiyan Hirohiko Araki. In Germania Suu Morishita ha pubblicato Daily Butterfly (edito in Italia come Ali di farfalla) e Short Cake Cake.

Storia
La giovane Yuki in apparenza sembra una ragazza come tutte le altre: gli amici, l’università, i social. Quando in metro uno straniero la avvicina per chiedere un’informazione, però, lei mostra di essere in difficoltà. Un estraneo interviene a suo favore: è un ragazzo dai capelli chiari, Itsuomi, che prende l’iniziativa di rispondere all’uomo in cerca di informazioni. Yuki ringrazia il ragazzo e lo fa spontaneamente, nel modo che conosce: con il linguaggio dei segni. Capiamo così che Yuki è sorda. Da questo incontro casuale nasce tutto: lo sguardo limpido e diretto di Yuki e la sua ferma volontà di comunicare colpiscono profondamente Itsuomi-san, che a sua volta è un tipo davvero interessante. Egli infatti ama viaggiare e imparare, è curioso e desidera esplorare il mondo e la sua vastità. Quando conosce Yuki, comprende che il mondo è ancora più vasto di quel che pensava e così a sua volta Yuki capisce che i confini del suo piccolo mondo si stanno espandendo. Anche la ragazza vuole comunicare con chi è diverso da lei e presto ne avrà occasione, visto che Itsuomi lavora in un bar il cui gestore è oggetto delle attenzioni di Rui, una cara amica della stessa Yuki…

Considerazioni
Mi ero già accorta, leggendo Ali di farfalla, che c’era una mano speciale a tratteggiarne i personaggi delicati e silenziosi, ma questo ultimo lavoro ha superato ogni mia aspettativa. Con la stessa delicatezza e dolcezza dell’opera precedente, Suu Morishita svolge un tema particolare, quello della disabilità e della comunicazione tra diversi: così facendo, la leggerezza si coniuga perfettamente con lo spessore. E la discrezione, la sensibilità che emergono nella narrazione sono degne di nota.

Avendo lavorato di persona con persone disabili, anch’io -come credo gli autori di questa storia- sono arrivata alla conclusione che la disabilità può essere una grande risorsa, perché consente di capire il punto di vista altro sulle cose. Relazionarsi con i disabili fornisce una possibilità di arricchirsi come esseri umani e mi sembra che Yubisaki to renren proceda proprio in direzione di questa presa di coscienza. La comunicazione è il focus della narrazione: Yuki e Itsuomi cercano di costruire insieme un terreno comune senza il quale comunicare sarebbe arduo. Questo è il primo ostacolo che si incontra, nel momento in cui ci si avvicina a una persona diversa da noi. Si tratta di una problematica che coinvolge entrambi i soggetti, quindi Yuki si sforza di farsi capire così come Itsuomi desidera comprendere e imparare. Suu Morishita mostra il linguaggio dei segni, comunica con la postura dei personaggi, con i gesti tesi a esprimere i sentimenti più profondi e in questo modo finisce con emozionare fortemente il lettore. Impossibile non essere coinvolti osservando come Yuki e Itsuomi si aprano l’uno all’altra, costruendo mattone dopo mattone una relazione che li porta a crescere, a progredire come esseri umani.

Inoltre c’è un aspetto che rende la lettura di questa serie un’esperienza speciale. Il narratore prevalente è in prima persona ed è quella di Yuki. In pratica: il lettore si ritrova nei panni di un sordo profondo e guarda con i suoi occhi un po’ come nel romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (Mark Haddon, Einaudi) si ha l’opportunità di calarsi nella mente di un ragazzino autistico. Non è facile narrare dal punto di vista di un disabile, perché si rischia di suonare falsi rispetto a chi quella disabilità la vive davvero. Credo che gli autori ci siano riusciti, perché seguendo la storia di Yuki ho percepito il silenzio che la avvolge.

L’unico difetto di Yubisaki to renren è che è ancora in corso in Giappone e al momento in cui scrivo sono usciti solo un paio di volumi (tradotti da Kodansha Comics per il mercato angloamericano). Non essendo Suu Morishita alle prime armi, ci sono fondate speranze che la serie mantenga l’alto livello finora raggiunto nella narrazione, che resta nel solco della commedia romantica ma non la vive come un limite, riuscendo in un’opera che si può consigliare in tutta tranquillità a tutti, romantici e non.

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