Hiroshima – Nel paese dei fiori di ciliegio (Yunagi no machi, sakura no kuni) di Fumiyo Kouno

A cura di Deda (testi) e Martina (info e grafica)

Titolo: Yuunagi no machi, sakura no kuni
Trad.: La città del quieto crepuscolo, il paese dei fiori di ciliegio
Autrice: KOUNO Fumiyo
Genere: Seinen

:: Il manga in Giappone ::
Numero di tankoubon: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2004
Casa editrice: Futabasha
Rivista di serializzazione: Manga Action

:: Il manga in Italia ::
Hiroshima – Nel paese dei fiori di ciliegio
Numero di volumi: 1, concluso
Anno di pubblicazione: 2010
Casa editrice: Kappa Edizioni
Collana: Ronin Manga
Prezzo: 10 euro
Seconda edizione: Kappalab, 2018, 10 euro

:: Il film ::
Nel 2007 è stato realizzato un film basato sul manga, su regia di Kiyoshi Sasabe. Tra gli interpreti principali: Rena Tanaka, Kumiko Aso e Masaaki Sakai.

:: L’autrice ::
Fumiyo Kouno, nata a Hiroshima nel settembre del 1968, ha iniziato la carriera di fumettista nel 1995. La sua opera principale, oltre a Yuunagi è Pippira chou, in 2 volumi. Come già detto. questa autrice inizia la sua carriera di mangaka nel 1995, ma solo dieci anni dopo si è sentita porre la domanda dal suo editore “non vorresti scrivere una storia su Hiroshima?”. Il primo pensiero nella sua testa è stato allora “evvai, potrò utilizzare l’accento di Hiroshima quanto mi pare e piace”, solo in un secondo momento si è resa conto che la richiesta riguardava l’Hiroshima del passato, quella tristemente nota per la bomba atomica. Se passate oggi al British Museum nella sezione dedicata all’arte giapponese, troverete solo due manga a rappresentare il fumetto giapponese: Astroboy e Il paese dei ciliegi di Fumiyo Kouno. È  uno dei pochi manga a vantare una bigliografia alla fine del volume, una piantina di Hiroshima, e note culturali esplicative che riguardano canzoni, detti e fatti storici del tempo. La mangaka ha quindi dovuto trascorrere lungo tempo in biblioteca per poter riportare fatti realmente esistiti ed intesserli come perline nella sua trama di fantasia che narra le vicende di tre generazioni di persone nate a Hiroshima… che portano ancora nelle loro vite il marchio pesante del sopravvissuto all’olocausto nucleare. Yunagi è edito in Francia da KANA con il titolo “Le Pays des cerisiers” e in inglese da LAST GASP con il titolo “Town of Evening Calm, Country of Cherry Blossoms”.

PREMI
Yunagi ha ottenuto i seguenti riconoscimenti:
*Japan Media Arts Plaza 2004 – Grand prize
*Osamu Tezuka Culture Award 2005: Shinsei (Nuova speranza) Award.

Storia

Il volume contiene tre capitoli: La città del yunagi e Il paese dei ciliegi parte prima e parte seconda.

La prima storia narra le vicende della deliziosa Minami Ishikawa, una ragazza che sa cucire e che vive ai confini di una sorta di baraccopoli sorta sui banchi del fiume dopo l’olocausto nucleare. Vive Minami, piuttosto allegramente, una vita semplice, e senza aspettative, portando però nel cuore il ricordo del famigerato 6 agosto di qualche anno prima che l’ha vista perdere membri della propria famiglia, e anche sul corpo diverse cicatrici.

Minami inseguita dagli incubi del passato non riesce bene a percepire la se stessa nel presente come una persona che possa avere futuro…

La seconda storia vede come protagonista un’altra Ishikawa Nanami, una bambina un po’ maschiaccia che viene da tutti chiamata Goemon (Goemon Ishikawa è il più famoso ladro del Giappone, il suo nome è stato anche utilizzato da Monkey Punch che lo ha associato a Lupin III).
Una bambina solare, che ama giocare a baseball e ha un’amichetta del cuore molto dolce e gentile, Toko. Nanami e Toko un giorno si recano in ospedale per portare i petali di ciliegio in fiore al fratellino malato della prima, cosa che causerà i rimproveri della nonna.

Ignara dell’olocausto di Hiroshima, Nanami ne vede gli effetti solo nella continua cattiva salute del proprio fratello, della propria nonna e nell’assenza della mamma, che pare essere morta di un brutto male. Alla fine della storia, la famiglia trasloca in un’altra zona della città a causa del lavoro del padre.

La seconda parte di questa storia vede una Nanami oramai adulta pedinare suo padre nel suo insolito peregrinare notturno. Finalmente accorgendosi della propria famiglia, Nanami scopre che il proprio fratello ha rincontrato e si è innamorato della sua amichetta d’infanzia Toko.
La loro unione non è ben voluta dalla famiglia di lei a causa della cattiva salute di lui, essere originario di Hiroshima non va molto a suo vantaggio. E il giovane tronca la relazione con una lettera.

Mentre pedina il proprio padre, Nanami si imbatte in Toko che decide di accodarsi a lei e seguirla nell’impresa. Attraverso vari flashback vediamo che il viaggio del padre di Toko è anche un viaggio nella memoria, per ricordarsi della Hiroshima post nucleare, di come sua madre lo avesse allontanato e mandarlo a vivere con la zia per dargli una vita e un’educazione migliore, di come tornando per la morte della sorella Nanami abbia poi incontrato la donna che sarebbe diventata sua moglie, e di come si fosse evoluta la loro storia d’amore.
Ebbene sì il papà della nostra Nanami è dunque il fratello della Nanami della prima storia e la ragazza porta il nome della zia.

Commossa dal viaggio del padre, Nanami stessa ricorda il giorno in cui ha trovato la madre a terra morta in un lago di sangue e decide di fare qualcosa affinché suo fratello e Toko possano essere felici. Con una lettera trabocchetto li costringe a incontrarsi, a chiarirsi e riappacificarsi, strappando quella lettera che il giovane aveva scritto…

Considerazioni
A guardarlo dal di fuori, Il Paese dei ciliegi, non gli si darebbe un centesimo bucato. Ha una copertina vivace, dai colori pastello, e rappresenta una ragazza che cammina scalza tenendo le scarpe in mano. I disegni sono molto semplici, quasi da libro di infanzia… tanto che persino gli adulti ritratti al suo interno hanno un che di bambinesco e tenero.

Leggendo la storia ci esplode davanti un universo vivo, sconosciuto ma allo stesso tempo familiare. Perché tale è la naturalezza della narrazione e così piena di dettagli che sembra anche al lettore di trovarsi nella Hiroshima del tempo.
Dieci anni dopo la bomba, la città non è ancora del tutto ricostruita ma c’è gente che ha voglia di festeggiare il fatto di essere sopravvissuti all’olocausto nucleare, il fatto di aver visto l’inferno ed esserne usciti.

La prima Nanami è una ragazza molto forte, dal carattere estremamente positivo, lavoratrice. Si toglie le scarpe perché camminando lungo i banchi del fiume potrebbe sporcarle di fango, torna a casa dal lavoro canticchiando una canzone tradizionale.
Vorrebbe cucirsi un vestito, farsi dei sandali a mano, cucina le erbe che crescono sul muricciolo dietro casa sua, ripara il tetto e aiuta la mamma. È innamorata, Nanami, ma non ha il coraggio di pensare al proprio futuro, quando il passato le pesa ancora così tanto addosso e le ha mostrato anche il peggio di se stessa.

È la fine della stagione dello yunagi (il vento) ma anche se la stagione finisce la storia continua. È la storia di Hiroshima i cui strascichi continuano nelle generazioni successive, continuando a uccidere i sopravvissuti o a minarne la salute… come vediamo nella seconda storia. Dove la nipotina della prima Minami, così forte e in salute si preoccupa di portare un po’ di gioia (sotto forma di petali di fiori di ciliegio – e anche pezzettini di giornale) al fratello sempre così debole e ospedalizzato.

La terza storia funge da epilogo, vengono chiarite molte cose… vi è infusa una vena di nostalgia e rimpianti. Quelli del padre della giovane Nanami che ha perso molti famigliari durante l’attacco del 6 Agosto e poi una sorella dieci anni dopo, e ancora sua moglie… e che teme che anche suo figlio non sia sempre in salute e soffra di asma e allergie per via della costituzione debole, figlia anch’essa delle asperità sopportate dai sopravvissuti di Hiroshima.

Nanami scopre quindi di non aver mai osservato bene la propria famiglia e di non essersi mai pienamente resa conto quanto presente fosse Hiroshima nella propria vita, quasi un altro membro della propria famiglia. Quando si ritrova a inseguire suo padre nella città, oramai cambiata, scopre questa parte della propria eredità culturale e genetica: un’altra verità. Toko invece decide fisicamente di toccare con mano questa verità andando a visitare il museo memoriale della pace e ne esce con lo stomaco e il cuore in subbuglio.

Le nuove generazioni, quelle che hanno solo sentito parlare di Hiroshima, e non hanno provato cosa significhi essere di Hiroshima sulla loro pelle come le vecchie generazioni, necessitano quindi di una guida, che spieghi loro che nonostante tutto la storia prosegue ma il passato resta. Da qui la scena finale tra il padre di Nanami e Nanami stessa sul treno, le due generazioni a confronto che finalmente si incontrano e il passaggio di testimone dalla vecchia Nanami, che non ha saputo sopravvivere nonostante tutto, alla nuova Nanami la cui distanza (in fatto di anni) dall’olocausto le garantisce un futuro più certo e quindi più felice.

I temi affrontati sempre con delicatezza ma con veridicità storica fanno comprendere quanto la mangaka abbia lavorato per ottenere la giusta accuratezza (riportando addirittura episodi realmente esistiti) della storia; la vena di malinconia del finale si bilancia bene con la tristezza e desolazione per un futuro mancato citato nella prima storia. La speranza finale colma il buco lasciato alla fine dell’episodio della prima Nanami. Un messaggio che guarda al futuro ma allo stesso tempo un messaggio per non dimenticare.

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