IS – Otoko Demo Onna Demo Nai Sei di Chiyo Rokuhana

A cura di Emy

Titolo originale: IS – Otoko Demo Onna Demo Nai Sei
Tradotto: IS – Il genere che non è maschile né femminile
Autrice: ROKUHANA Chiyo
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Kodansha
Numero di tankoubon: 17, concluso
Inizio pubblicazione: 2003
Rivista di serializzazione: Kiss

:: Award ::
Vincitore nel 2007 del Kodansha manga Award (Categoria Shoujo).

:: Il drama ::
Anno di trasmissione in Giappone: 2011
Titolo: IS – Otoko demo onna demo nai sei
Diretto da: Takashi Fujio, Tatsuya Ikezawa, Noboru Morita, Yasushi Okada
Scritto da: Toshio Terada, Masako Iwamura
Episodi: 10
Cast: Saki Fukuda, Masahiro Inoue

Il drama narra la storia di Haru, che nel manga è narrata nei volumi 2-17 e inizia quando Haru si iscrive al liceo come studentessa, con dei flashback che spiegano la sua condizione. La storia è talmente intensa che sarebbe riuscita anche con degli interpreti meno capaci, ma il cast si mostra all’altezza, in particolare la protagonista Saki Fukuda risulta parecchio convincente nel ruolo maschile/femminile. Nel complesso è una bella serie, che però rispetto al fumetto sceglie di accentuare la drammaticità della vicenda.

Storia
IS (in giapponese si pronuncia AI-ESU) tratta di intersessualità, ossia del caso (stimato 1 ogni 2000/4000 esseri umani) in cui i caratteri sessuali primari e/o secondari non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. La casistica è varia e il manga nel primo volume prende in esame due IS (InterSex) a ciascuno dei quali è dedicato un racconto autoconclusivo.

Hiromi all’anagrafe non risulta né uomo né donna, è un IS che alla nascita aveva le caratteristiche di entrambi i sessi ma entrambi non abbastanza sviluppati, quindi non è né uomo né donna, biologicamente parlando, anche se una volta cresciuta ha l’aspetto di una giovane e graziosa ragazza. La madre di Hiromi avrebbe potuto farla operare da neonata, eliminando uno dei due organi, ma ha preferito di no. Che cosa sarebbe successo se, una volta adulta, Hiromi avesse capito di appartenere a un altro genere rispetto a quello ricreato artificialmente?
La figlia col tempo comprende che il genitore ha scelto di non farla operare perché lei potesse decidere una volta cresciuta. E così accade: quando Hiromi conosce Dai e si innamora ricambiata di lui, vuole diventare una donna a tutti gli effetti.
Sceglie di fare l’operazione, ma le cose non vanno bene perché medici e infermieri la trattano come una freak e come occasione di studio e ricerca. Quando poi viene a sapere che anche dopo l’operazione non sarà in grado di generare dei figli, decide di lasciare Dai perché il ragazzo desidera una famiglia…
Hiromi inizia quindi un percorso di accettazione della propria diversità e intersessualità e nel momento in cui accetta sé stessa capisce di essersi guadagnata la possibilità di essere accolta dagli altri per quella che è…
Il secondo racconto è dedicato a Ryoma, un IS che, cresciuto come un ragazzo, vede il proprio corpo cambiare giorno dopo giorno e assomigliare a quello di una ragazza. Lui, comunque, si era sempre sentito una femmina ma fingeva un atteggiamento maschile per poter essere accettato dagli amici e dalla società. Anche Ryoma come Hitomi dovrà intraprendere un percorso di accettazione del sé, della propria diversità e, una volta portato a termine, cercare di convincere quanti non riescono a comprendere la sua natura…
Fin qui il primo volume. Dal secondo volume inizia un racconto che terminerà col diciassettesimo e ultimo volume. Questa lunga storia inizia con una coppia di genitori cui viene data la notizia: il figlio è un IS e loro possono decidere il genere, facendolo operare. I due dopo molto penare decidono di non farlo operare, di crescerlo come IS e di provare a far accettare al mondo la sua natura. La storia segue quindi il piccolo IS Haru e la sua meravigliosa famiglia. A dieci mesi, purtroppo, Haru deve subire un’operazione: i testicoli devono essere eliminati perché impediscono la crescita del bambino. Haru perciò avrà caratteristiche femminili… almeno fisicamente. Questo creerà non pochi problemi perché, crescendo, Haru non avrà dubbi: lui è un ragazzo…

Considerazioni
Istruttivo, illuminante, necessario. Ciò di cui parla IS non è fantascienza, ma la nostra realtà. Una realtà nota a pochi, dato che la delicatezza della questione implica una certa riservatezza. In effetti io avevo una vaghissima idea di questa problematica e solo dopo aver letto il manga ho approfondito, cercando siti di informazione sul tema. In questi siti è possibile leggere le testimonianze (naturalmente sotto pseudonimo) di IS italiani, alle prese con la drammaticità di questa condizione. Non si tratta infatti solo della compresenza di caratteristiche femminili e maschili, ma anche dell’equilibrio che l’organismo deve costruire grazie a cure specifiche, terapie ormonali, operazioni chirurgiche. Per non parlare dell’accettazione, sia da parte dell’individuo che da parte della società…
Ebbene, le storie degli IS italiani sono identiche a quelle narrate nel manga IS. L’autrice ha un nobile fine, ossia parlare di questa realtà affinché sia riconosciuta e accettata, e sinceramente penso che chiunque, grazie al suo lavoro, abbia opportunità di farlo. È impossibile non essere coinvolti nelle vicende narrate, l’empatia è massima e l’immedesimazione totale. Su tutto, poi, domina la meraviglia: veramente ci sono più cose in cielo e in terra di quante riusciremo mai a immaginare.
Capire l’intersessualità, accettare questo tipo di diversità, apre la mente ai mondi possibili, a considerare le differenze come naturali… chissà poi quante sono ancora le cose che non sappiamo!
La vita è incredibile e tutto è una continua scoperta.

Qualche considerazione a margine su grafica e stile: la parte grafica probabilmente non colpirà il lettore per la perizia tecnica, la bellezza estetica o la sontuosità dei retini, ma svolge come meglio non potrebbe il suo compito; il tratto è pulito ed espressivo, direi che è lo specchio perfetto della determinazione pura dell’autrice.  

IS è una vera sorpresa, una delle opere più avvincenti in cui mi sia imbattuta e forse una delle poche realmente indispensabili. Non mi dispiacerebbe un’edizione italiana (magari digitale, data la lunghezza della serie).

Gallery

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