Memorie di un gentiluomo (Bikachou Shinshi Kaikoroku) di Moyoco Anno

A cura di Emy

Titolo giapponese: Bikachou Shinshi Kaikoroku
Autrice: ANNO Moyoco
Categoria: Josei*

*a causa dei contenuti espliciti, il titolo è indicato per un pubblico maturo. 

:: Il manga in Giappone ::
Volumi: 2, concluso
Anno di prima pubblicazione: 2013
Casa editrice: Shodensha
Rivista di serializzazione: Feel Young

:: Il manga in Italia ::
Titolo italiano: Memorie di un gentiluomo
Casa editrice: Dynit
Numero di volumi: 1, in corso
Inizio pubblicazione: Settembre 2020
Collana: Showcase, 18.90 E, B/N e colore, 256 pp.
Distribuzione: libreria e fumetteria
Senso di lettura: orientale

:: Award e Curiosità ::
A questo titolo è stato assegnato il Premio Excellence del 23 ° Japan Media Arts Festival. Da questa serie sarà tratto un musical di Broadway per la regia di Rob Ashford.

Storia
L’incipit è da antologia: 1900, Parigi. La giovane prostituta Colette siede su un divano accanto a un cliente che le confessa, ahilui, di essere un gran pervertito. Colette non fa un plissé e gli risponde che va benissimo, tutti quelli che si trovano in quel luogo sono dei pervertiti!
Ci troviamo infatti nel bordello parigino Les Nuit des Oeufs, dove le prostitute si ingegnano per realizzare le “fantasie di piacere” dei clienti. Colette, nonostante lavori alacremente, finisce per passare quanto guadagna al bel gigolo Leon, di cui è perdutamente innamorata. Invano le compagne cercano di farle aprire gli occhi: Leon la sfrutta soltanto e, come se non bastasse, quando lei non è abbastanza sollecita, non esita a prenderla a pugni!
Eppure Colette non vuole rinunciare al suo sogno d’amore, perché in fondo è ciò che le permette di andare avanti. Un giorno uno dei suoi clienti, il romanziere Sakae, le regala un quaderno in cui le chiede di scrivere le sue vicissitudini quotidiane. Colette all’inizio non vorrebbe, non si sente all’altezza, ma poi cede all’idea di lasciare tracce d’inchiostro, segnare il quaderno con le sue frasi…

Considerazioni
Nel primo volume molteplici sono i riferimenti letterari e le probabili fonti di ispirazione: da Balzac a Émile Zola (autore tra l’altro del romanzo Nana, la storia di una prostituta dal destino infelice). Probabile che abbia influito anche un film francese, L’Apollonide – Souvenirs de la maison close, diretto da Bertrand Bonello, candidato a molteplici premi César, proiettato in Giappone nel 2011 al Tokyo International Film Festival e distribuito nelle sale nel 2012.

Comunque, dopo aver letto il primo volume, posso serenamente affermare che, a prescindere dalle fonti, Memorie di un gentiluomo è un’opera di Nostra Signora Moyoco Anno al 100%. In altre parole, fonti e suggestioni sono stati rielaborati in modo assolutamente autonomo e originale e ogni tavola reca l’impronta inconfondibile dell’autrice di Happy Mania e Sakuran.

Ammetto che quando ho saputo di cosa trattava questa serie, ho pensato: ecco, ci risiamo, la Anno c’è cascata di nuovo. Aveva già trattato il dramma delle prostituite in Sakuran (dove si entra nel mondo delle oiran giapponesi) e in Buffalo 5 Girls (dove si immagina un bordello ambientato nel vecchio West!). In quest’opera invece l’ambientazione è europea e il bordello è una maison close della Belle Époque. Non pensavo che l’autrice avesse qualcosa di nuovo da dire sull’argomento e in parte è così. Mette a fuoco lo sfruttamento di una categoria fragile: che si provenga dalla campagna giapponese o dalla campagna francese, poco cambia per le sfortunate protagoniste, costrette a fare una scelta degradante che consenta loro di mangiare tutti i giorni. Ma, tra clienti e perversioni varie, le nostre fanciulle potranno mai rinunciare del tutto al romanticismo, a una relazione che si nutra di un sentimento disinteressato, che le faccia illudere di essere ancora padrone del loro corpo? Naturalmente no. E tutti gli uomini in cui si imbatteranno sapranno apprezzarle per ciò che sono e si mostreranno capaci non solo come amanti ma anche come compagni di vita? Anche in questo caso la domanda è retorica e la risposta scontata. 

Memorie di un gentiluomo avrebbe dovuto, in teoria, annoiarmi. Sia perché conosco altre opere dell’autrice sia perché di romanzi e film sulla Belle Époque ne ho letti/visti a tonnellate. In primis i romanzi della scrittrice Colette, di cui ho fatto incetta nei tempi andati e che suppongo sia omaggiata dalla Anno nella sua omonima protagonista. E invece non solo il volume non mi ha annoiato, ma mi ha convinto in pieno. 

Il motivo è semplice: Nostra Signora Moyoco Anno ha classe, eleganza e personalità in misura tale da rendere nuovo qualcosa che è stato già abbondantemente da lei e da altri sviscerato. Non solo la grafica è più stilosa, pulita e precisa che mai, ma anche dal punto di vista narrativo l’autrice si diverte a variare la trama adottando qui più che altrove una decisa polifonia. Quindi la storia parte da Colette e viene preso in esame il suo punto di vista, il suo passato, i rapporti con le colleghe di lavoro e il suo mondo. Poi si analizza Leon, il suo passato e i rapporti col mondo esterno. Infine la Anno adotta il punto di vista di Sakae, il narratore giapponese cui riferiscono le “Memorie” del titolo, il suo passato e i rapporti col mondo esterno (nell’analisi dei character è evidente lo zampino dello scrittore Émile Zola, che descrive gli ambienti e connette il destino dei personaggi alla provenienza sociale e all’ereditarietà). Per il momento i protagonisti che hanno potuto esercitare il privilegio della prima persona sono tre, ma potrebbero aumentare nel secondo volume (che forse ci illustrerà il punto di vista della prostituta Nana). Il collante tra le storie è Colette, che ha rapporti con Leon e Sakae, e infatti il primo volume alla fine ritorna a lei.

Al momento Memorie di un gentiluomo sembrerebbe un multitrama, che è un plot decisamente raffinato, per esempio utilizzato in Italia nel graphic novel Girotondo di Rossi/Innocente o al cinema nelle pellicole Magnolia e Lantana.

Il secondo e ultimo volume di questa miniserie è previsto per Novembre 2020, sapremo quindi se Colette riuscirà a liberarsi dell’amore tossico, che ruolo avrà Nana nella vicenda e se il romanziere Sakae supererà il suo blocco e affronterà i suoi limiti di scrittore. Memorie di un gentiluomo è senz’altro un lavoro di rilievo ma prima di scrivere la parola “capolavoro” aspetto di leggere il secondo volume.

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