Aoi Uroko to Suna no Machi di Youko Komori

A cura di Emy

Titolo originale: Aoi Uroko to Suna no Machi
Titolo inglese: Blue Scales and the Town of Sand
Autrice: KOMORI Youko
Categoria: Josei

:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shueisha
Numero di volumi: 2 -concluso
Rivista di serializzazione: You
Anno di pubblicazione: 2013

:: Il manga in Spagna ::
Titolo: El Pueblo De Arena y Escamas azules
Casa editrice: Milky Way Ediciones
Numero di volumi: 2, completo
Prezzo: 8 euro a volume
Data di pubblicazione: 2020

Storia
Tokiko deve frequentare la sesta elementare (corrisponde alla prima media) in un paesino in riva al mare, per via di un trasferimento concordato con il padre in seguito alla decisione della madre di abbandonare la famiglia. A Tokiko manca la madre, soprattutto perché aveva trascorso più tempo con lei che con il padre. Quest’ultimo è gentile e cerca di costruire un rapporto di fiducia, parlando con la figlia e standole vicino, anche se non è facile. La nonna, che risiede nel medesimo paese e che ha accolto padre e figlia nella sua casa, per fortuna li aiuta a preservare l’unità familiare.
La ragazzina deve inoltre affrontare le difficoltà implicite nel cambio di residenza: iscritta alla scuola del paese, si trova a disagio di fronte alle domande dei coetanei. In fondo lei è quella nuova, quella diversa, la bambina che viene da Tokyo e chissà perché mai si è dovuta trasferire. Tokiko però trova degli alleati e soprattutto impara a comunicare con gli altri bambini, ad aprirsi al mondo, a esplorarlo.
Questa storia, oltre a prendere in esame la protagonista e le difficoltà del crescere in un mondo che cambia, mentre cambia lei stessa, comprende anche un mistero. Tokiko infatti ricorda che quando era una bambina aveva passeggiato lungo la spiaggia del paese con sua madre. La genitrice si era distratta e la bambina era caduta in mare… Tokiko ricorda di essere riuscita a salvarsi grazie all’intervento di un tritone, che l’ha recuperata e adagiata sulla spiaggia… ma saranno ricordi o fantasie? Ci vivono davvero le sirene in quel mare, come raccontano tante storie del paese?

Considerazioni
Una storia magnetica, questa di Youko Komori, che cattura e conduce con mano sicura fino alla fine mediante un uso attento della regia (fantastici i campi lunghi che danno proprio il senso dello spazio in cui la protagonista si sente piccola e sperduta) e un segno grafico leggero, una composizione che sa di poesia. Tutto questo attraverso una narrazione semplice ma non banale, indirizzata alle donne però di fatto fruibile da parte di chiunque, da un lettore cioè che non è un uomo o una donna, ma semplicemente un lettore disposto ad accogliere un punto di vista di questo tipo.
Una storia che offre l’occasione di qualche considerazione di ordine generale.
Aoi Uroko to Suna no Machi è un josei la cui trama gira attorno alla crescita della protagonista: si cresce grazie alla famiglia, agli amici e certo anche all’amore, che non è però l’interesse principale, essendo una delle tante componenti di cui si ha bisogno per vivere e formarsi come persone complete, risolte. Le narrazioni che privilegiano l’amore romantico lasciando intendere che sia l’unico amore esistente, quando nella realtà è solo uno dei tanti tipi di amore di cui abbiamo bisogno, appaiono in effetti un po’ ingenue rispetto a trame più ampie, che comprendono la ricchezza della vita senza sminuire nessuno dei suoi aspetti. Naturalmente, sappiamo che l’ingenuità è apparente, in quanto tali storie si rivolgono più di frequente a un target specifico: a un lettore giovane, che vede nella relazione di coppia la chiave della sua esistenza, la “sfida” cui ci si rapporta per partecipare della vita. Nel momento in cui cambia il target, però, cambia tutto e gli orizzonti narrativi si allargano, contemplando più fattori.
Per questo motivo, essendo al momento in cui scrivo previsto per il 2021 un unico josei (annunciato da Star Comics), ritengo indispensabile che in libreria, accanto ai titoli indirizzati alle più giovani, ci sia spazio anche per i josei ossia titoli indirizzati a lettrici più mature, con trame non focalizzate sulla relazione sentimentale e/o sessuale come accade più di frequente per shoujo e BL.
Qualcuno potrebbe obiettare che questo tipo di storie già esiste, nei titoli manga attualmente a disposizione per il pubblico italiano, ed è rappresentato dai seinen. Verissimo: la produzione seinen e josei, accomunata dal target più adulto, è simile, al punto che persino lettori di lunga data, per giustificare il fatto di aver letto un josei e averlo apprezzato, sostengono “che è scritto come un seinen” (quando non addirittura li definiscono “seinen” puri e semplici).
Questo è uno dei motivi per cui ritengo la pubblicazione dei josei indispensabile in Italia: non è possibile che qualcuno pensi, nel momento in cui legge qualcosa che non è una narrazione romantica, che “è scritto come se l’avesse scritto un uomo” pur essendo l’autrice donna. Perché il ragionamento sottinteso è che le donne debbano e possano scrivere solo storie romantiche magari indirizzate a un pubblico giovane o inesperto, dal momento che non sono in grado di occuparsi d’altro.
Si tratta di una ghettizzazione socialmente interiorizzata e purtroppo viva e operante nel nostro paese come altrove.
Inoltre è vero che josei e seinen sono simili ma, come ricorda Primo Levi (nel racconto Potassio tratto da Il sistema periodico) sarebbe un errore confondere il simile con l’uguale. Seinen e josei sono simili ma non uguali, perché i josei si rivolgono in primis alle donne, rappresentano la voce femminile in campi in cui spesso sono marginalizzate o inascoltate. Josei come Descending Stories: Showa Genroku Rakugo Shinju di Haruko Kumota, pluripremiati in patria e che hanno generato drama e serie tv sarebbe auspicabile trovarli sugli scaffali delle proposte manga nel nostro paese (ricordiamo che entrambe le serie animate di Showa Genroku Rakugo sono disponibili in streaming gratuito e legale su VVVVID).
Di certo in un futuro prossimo qualche altro titolo josei sarà proposto per il 2021, si spera non unicamente nella collana Dynit Showcase, pur apprezzabilissima, perché sarebbe bello se questa categoria fosse considerata da più case editrici (per dirne una… Bao Publishing pubblica i seinen di Aoi Ikebe, ma non ha adottato – almeno finora – i josei della Ikebe, di cui solo Showcase ha pubblicato il titolo “Mamma/Nee, Mama”).
A scanso di equivoci si ribadisce: è opportuno che ci sia spazio per BL e per shoujo, ma assolutamente non possono e non devono mancare storie di autrici donne indirizzate a un pubblico adulto. Questo perché la narrazione femminile non si può ridurre a un’eterna storia d’amore, sia essa omo o eterosessuale… se così fosse, lo stesso romanticismo diventerebbe vuoto e fasullo, una medicina preconfezionata da somministrare a una futura madre e moglie dimentica di doversi considerare prima di tutto una persona. La narrazione romantica ha senso se convive sullo scaffale accanto ad altri tipi di narrazione. Le donne hanno il diritto/dovere di occuparsi dei vari aspetti dell’esistenza, di problematiche reali e sociali. In effetti, secondo quanto sostenuto dall’antropologa Françoise Héritier (Maschile e femminile – Il pensiero della differenza, Laterza 2018) sono il quotidiano e le questioni sociali ad appartenere propriamente alla sfera femminile.
Sarà il caso, perciò, che le donne si riapproprino di qualcosa che spetta loro: i josei, una narrazione adulta espressa da un punto di vista femminile, e proprio in virtù di questo apprezzabile da un pubblico eterogeneo… lo stesso pubblico cui si indirizza un’opera come Aoi Uroko to Suna no Machi.

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