Recensione Manga – Dobugawa. La superficie dell’acqua (Dobugawa) di Aoi Ikebe

logodobuA cura di Emy

Titolo originale: Dobugawa
Autrice: IKEBE Aoi
Categoria: Josei

coverjapdobugawacoveritadobugawa:: Il manga in Giappone :: 
Casa editrice: Akita Shoten
Numero di volumi: 1 volume – completo
Anno di pubblicazione: 2012
Rivista di serializzazione: Elegance Eve

:: Il manga in Italia ::
Titolo: Dobugawa – La superficie dell’acqua
Casa editrice: BAO Publishing
Numero di volumi: 1 volume – completo
Pubblicato nel mese di: marzo 2022
Prezzo: 7.90 E.

:: Award :: 
Questo titolo ha ottenuto nel 2014 il diciottesimo Japan Media Arts Festival New Face Award.

:: L’autrice :: 
Aoi-IkebeAoi Ikebe ha debuttato con Rakuyou. Successivamente lavora a Tsukuroi Tatsu Hito, da cui viene tratto pure un film: è la sua prima serie lunga e narra la storia di una giovane donna che lavora in una sartoria di abiti occidentali. Princess Maison (edito da BAO Publishing) segue le vicende di una ragazza decisa a comprare un appartamento con le sue sole forze. Il manga, con cui si aggiudica numerosi premi e da cui viene tratto anche un drama, si rivela un grandissimo successo. Altre opere degne di nota sono Nee Mama (uscito per Dynit come Mamma), che le vale un premio al Japan Media Arts Festival, Saudade, Dobugawa, Kagome Kagome e Zassou yo Taishi wo idake. Una delle caratteristiche che più si ammirano nel suo stile è la maestria con cui ritrae le donne della nostra epoca (da casa editrice).

Storia
storiadobugawaLa storia è incentrata su diversi personaggi, che vivono lungo un fiume trascurato dall’amministrazione, quindi ridotto quasi a discarica. Qui un’anziana sonnecchia su una panchina dopo aver steso ad asciugare i panni. Nessuno immaginerebbe che quei momenti per lei sono istanti di pura gioia: con gli occhi chiusi, la vecchina si immagina, giovane e agiata, condividere una ricca magione con altre coetanee. In quella vita parallela, l’anziana donna trascorre il tempo rifiutando inviti da parte di nobili e degustando prelibatezze preparate appositamente per lei dalla cameriera. Nello stesso quartiere, un marito avvisa la moglie che anche quel giorno farà tardi e non cenerà in casa. La moglie accetta senza fare una piega, ma quando poi trova la locandina di un ristorante specializzato in cucina francese comincia a pensare di preparare qualcosa per il marito… nel frattempo sua figlia deve sostenere il saggio di danza e non si lamenta del fatto che i genitori non possano assistere, eppure…

Considerazioni 
considobuDobugawa è un volume autoconclusivo tratto da una rivista indirizzata a un target adulto femminile: “Elegance Eve”. Altri tre manga originariamente serializzati su questa rivista sono stati pubblicati in Italia, tutti e tre da Dynit Showcase: Nee, mama (Mamma) della stessa Aoi Ikebe, Cocoon (Id.) di Machiko Kyou e Anone (Il diario di Hanako), sempre di Machiko Kyou. Si tratta di opere che svolgono tematiche di spessore (la guerra, il ruolo della madre), attraverso una grafica lieve e un ritmo narrativo lento, misurato. Opere dal taglio autoriale, insomma, e questo Dobugawa non fa eccezione, dal momento che la Ikebe sceglie di adottare la tecnica del multitrama, ossia un tipo di approccio narrativo piuttosto raffinato (oltreché impegnativo sia per l’autore che per il lettore), ben rappresentato nel cinema da titoli come La ronde di Max Ophüls o Magnolia di Paul Thomas Anderson. Dal momento che questa struttura è, per sua natura, abbastanza dispersiva dal punto di vista narrativo (perché racconta di più coppie di personaggi, quindi è arduo per il lettore mantenere la concentrazione), sarebbe preferibile affrontare parimenti una tematica o un argomento di qualche impatto emotivo (tipo la guerra) per evitare l’alienazione, la disaffezione del lettore alla vicenda.
Questo non accade nel volume in questione, dove tutti i personaggi hanno un unico comune denominatore: il fiume, che non a caso è l’ultima immagine che ci accompagna prima di chiudere il volume. Questo corso d’acqua da lontano sembra un fiume come tutti gli altri ma, se ci avviciniamo, capiremo che ha delle caratteristiche particolari: è sporco, quasi una discarica, emana un fetore insopportabile, è indice del degrado e dell’apatia degli abitanti della zona. La Ikebe sceglie consapevolmente di impostare tutta la narrazione su questo concetto: superficie/profondità, apparenza/verità. In apparenza tutto scorre come sempre, eppure se ci concentriamo sui singoli elementi, vedremo i cambiamenti, le piccole e grandi tragedie, il mistero e la meraviglia custoditi dai personaggi, segreti che solo a tratti la superficie lascia intravedere. Una vecchia signora che sonnecchia su una panchina che cosa sognerà? Una moglie che accetta senza battere ciglio i ritardi del marito, indice di probabile infedeltà, è veramente indifferente, come sembra, alle sorti del suo matrimonio? Il figlio ha accettato la separazione dei genitori senza ricevere danno, così come appare in superficie?
Vite che scorrono anonime, dispiegando il loro mistero fino alla fine dell’esistenza, verità di cui al massimo si potranno cogliere dei frammenti, mai l’interezza. Come il corso del fiume, che si può cogliere interamente solo immaginandolo su una carta geografica, ma mai abbracciare con lo sguardo da tutte le angolazioni. Alla struttura complessa si aggiunga il ritmo narrativo lento, che affonda a piene mani nel cinema d’autore (che tra l’altro la Ikebe cita apertamente con “Il pranzo di Babette” nell’incipit).
Dobugawa pertanto è un’opera estremamente raffinata e autoriale, che ha il suo limite proprio nella raffinatezza, perché la vaghezza di dialoghi e scene può essere fatale per un lettore alla ricerca del disimpegno o anche solo della semplicità espositiva. Il fatto poi che alcuni personaggi si somiglino parecchio graficamente non depone a favore della decodificazione della storia. Nel complesso è un volume molto valido, dalle atmosfere morbide e dal fascino tenue, meglio indicato per gli amanti della poesia e della riflessione.
Per chi ama muoversi lentamente, nella vita e tra le pagine.

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