Verso la Terra (Terra E) di Keiko Takemiya

A cura di Emy

Titolo: Terra E
Tradotto: Verso la Terra
Autrice: TAKEMIYA Keiko
Categoria: Shounen

:: Il manga in Giappone ::
Numero di volumi: 5 -concluso
Casa editrice: Asahi Sonorama
Ristampa Chuokoron-sha 1995; 3 volumi
Rivista di serializzazione: Manga Shounen
Data pubblicazione su rivista: 1977-1980

:: Il manga in Italia :: 
Numero di volumi: 3 -concluso
Casa editrice: J-Pop
Pubblicato a partire da: Novembre 2019
Costo: 10 euro a volume.
In occasione di Lucca Comics 2019 l’intera serie, composta da 3 volumi, è stata resa disponibile dalla casa editrice, in anteprima e comprensiva di cofanetto raccoglitore, al costo di  30 euro. I volumetti raccolgono anche delle illustrazioni a colori della Takemiya, per un totale di 14 illustrazioni distribuite nell’arco dei tre numeri.

:: Anime :: 
In Giappone un film animato per il cinema di Terra E è diretto nel 1980 da Hido Onchi. La pellicola presenta animazioni e character design nello standard dell’epoca, segue il fumetto a grandi linee ma con una grossa differenza riguardo il protagonista Jomy… che si assume anche il ruolo rivestito nel fumetto da un personaggio minore nel manga, e questa differenza che può apparire minima ha l’effetto di stravolgere il protagonista, purtroppo. Motivo per cui non amo molto questa pellicola e non ne caldeggio la visione. La successiva serie televisiva, invece, datata 2007, vanta il character designer di Nobuteru Yuki e Yutaka Izubuchi, una buona animazione e una sceneggiatura che pur discostandosi in alcuni punti dal manga originale (vedi il ruolo assegnato a Blue Soldier) risulta meglio fedele allo spirito dell’opera originaria, decisamente più del film del 1980. La visione della serie risulta pertanto consigliata.

:: Curiosità :: 
L’opera nel 1978 vince il Seiun Award e nel 1979 lo Shougakukan Manga Award a pari merito con Kaze to Ki no Uta della stessa autrice (fonte: Wiki). Nel 2007 Terra E è stato pubblicato in America dalla casa editrice Vertical in tre volumi col titolo To Terra. 

Storia
In un futuro remoto, gli esseri umani, a causa dell’inquinamento terrestre, sono stati costretti a emigrare su pianeti lontani dal loro luogo d’origine. In uno di questi pianeti, Ataraxia (dal greco: “mancanza di perturbazione”), vige una società dominata da un grande computer centrale, che detiene il controllo assoluto sulla vita dei cittadini: i bambini nascono in provetta, vengono affidati a famiglie scelte dal computer fino ai quattordici anni, quando viene loro cancellata la memoria e ogni possibile residuo legame affettivo. Ed ecco che nasce la razza dei Mu, una nuova specie dotata di forti poteri mentali, ma di scarsa costituzione fisica. I Mu sono duramente soppressi, dopo essere stati individuati per mezzo di un esame esper: tra questi, però, ignaro di appartenere ai Mu, c’è Jomy Marcus Shin, l’unico Mu ad avere le doti della nuova razza senza averne le limitazioni fisiche. Identificato come Mu, Jomy è condannato a morte, ma viene liberato e accolto in una nave spaziale in cui conosce la telepate cieca Physis e il leader Blue Soldier: quest’ultimo è in cerca di qualcuno che possa proseguire il suo operato, diventando il leader dei Mu. Chi ne ha i requisiti è proprio Jomy…
Questo è l’inizio di un viaggio che ha come destinazione la patria originaria degli esseri umani: la Terra.

Considerazioni
Pubblicato sulla rivista “Manga shounen”, Verso la Terra è uno shounen manga ed è considerato il miglior titolo di fantascienza dell’autrice. Chi non è nuovo al genere avrà riconosciuto, leggendo il riassunto, più di un’eco letteraria, com’è naturale che sia, dal momento che le visioni distopiche sono piuttosto frequenti nei romanzi di fantascienza (basti un nome per tutti: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury).
Al 1940 risale il classico s-f Slan di E. Van Vogt in cui un giovane telepate (una razza detta Slan nel romanzo) a nome Jommy sfugge alla persecuzione degli umani e finisce col diventare il leader di questa razza dotata di poteri telecinetici.
Dieci anni prima della pubblicazione di Terra E era stato dato alle stampe Hi no Tori – Mirai-hen di Osamu Tezuka, ossia il terzo libro della Fenice, dedicato al Futuro. Qui un computer ha preso possesso di megalopoli arrivate alla fine della loro storia, ed è il computer a decidere le sorti del genere umano.
Tutti questi richiami che confluiscono in Terra E potrebbero insinuare qualche dubbio sull’originalità dell’opera della Takemiya. La lettura effettiva della serie li dissipa completamente: anche se qualche elemento si può trovare in opere precedenti, la narrazione reca l’impronta inconfondibile dell’autrice, che rielabora tematiche consuete nella s-f per offrirne una versione del tutto personale in questa space-opera dal ritmo serrato.
Basti prendere in considerazione la densità, tanto di soluzioni grafiche quanto concettuali, presente in ogni tavola che qui, grazie all’aiuto di Akiro Hio, assistente ai fondali, si lancia nel tentativo di trasmettere al lettore la vastità dello spazio. Si aggiunga l’accurata caratterizzazione dei personaggi, comprimari e secondari, che li marchia a fuoco nella memoria: difficile dimenticare il coraggio e il carisma di Blue Soldier, la dolcezza malinconica di Physis, la decisione di Keith, vero alter ego del protagonista Jomy (Keith non a caso si è guadagnato uno spin-off in 2 volumi a lui dedicato nel 2007 dalla mangaka Hayashi Fumino).
C’è poi un ulteriore aspetto che rende l’opera interessante. Nonostante Terra E sia un manga per ragazzi, la Takemiya stessa, nella postfazione dell’edizione italiana, afferma che è un qualcosa a metà tra shoujo e shounen manga. La parte individuabile come afferente allo shoujo è rintracciabile nell’attenzione alla dimensione “interiore” dei personaggi. I loro pensieri, i loro sentimenti, le emozioni che a volte letteralmente traboccano dalle vignette, allargandole, espandendole, quasi a rendere visibile un microcosmo che è riflesso dell’universo sconfinato in cui i personaggi si trovano a muovere.
E poi c’è… sì, il finale. Senza rivelare nulla di troppo, dirò che si tratta di un finale aperto. Ebbene, non a tutto c’è risposta e spesso la risposta apre a mille altre domande. Mi sono spesso chiesta perché la Takemiya abbia terminato l’opera così. Intendeva forse dare un seguito alla storia? La risposta la dà probabilmente lei stessa: Keiko Takemiya ha dichiarato (a pag. 3 dell’anime comic di “Terra e”- primo volume) che in questa storia voleva esprimere tale messaggio: “la vita si accompagna con la lotta, la vita e il diritto all’amore sono stati egualmente dati a ogni essere nell’universo. Quanto di questo significato verrà scoperto, dipende dal lettore. Per favore, cerca più significati che puoi. Solleva più domande che puoi. Dico questo perché il pensiero è generatore di energia giovane”.
Anche questo aspetto, che potrà spiacere a qualcuno, contribuisce a fare di Verso la Terra, per me, un’opera molto cara.

 

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