Recensione Manga – Star Red di Moto Hagio

logostarred1A cura di Emy

Titolo giapponese: Star Red
Autrice: HAGIO Moto
Categoria: Shoujo

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:: Il manga in Giappone ::
Casa editrice: Shougakukan
Numero di tankoubon: 3, completo
Anno di pubblicazione: 1978
Rivista di serializzazione: Sho-comi

:: Il manga in Italia ::
Casa editrice: J-Pop
Numero di volumi: 1, completo
Prezzo: 15 Euro, in libreria e fumetteria
Pubblicato nel mese di: Giugno 2021
Il volume contiene illustrazioni e pagine a colori.

:: Award ::
Vincitore del Seiun Award nel 1980.

Comunicazione di servizio: qualora le recensioni dello SMO servano per la stesura di articoli su siti terzi, invito a elevarsi al di sopra dell’italiano medio e CITARE la fonte anziché copiarli/ rimaneggiarli. 

Storia
starredstoriaAmbientato alla fine del 23° secolo, Star Red narra le avventure di una ragazza nata su Marte: Marte era un pianeta dove venivano mandati i criminali terrestri, e il segno che Red Sei (= stella rossa, questo il nome della protagonista) è la discendente degli abitanti di Marte sono i suoi occhi rossi, i capelli bianchi e i suoi poteri ESP.
Sei, fuggita da Marte da bambina a causa della guerra che i terrestri avevano scatenato contro i marziani, massacrandoli, viene accolta da un terrestre che la alleva sulla Terra: per nascondere la sua origine, la ragazza tinge i capelli di nero e copre il colore degli occhi con le lenti a contatto.
Sei però non può che desiderare di tornare su Marte per ricongiungersi alla sua gente, ammesso che ancora sopravviva qualcuno oltre lei. E il destino viene a cercarla, nella persona del misterioso Erg.
Costui è un giovane che la avvicina e con cui da subito la ragazza entra in un rapporto conflittuale… Sta di fatto che sarà proprio Erg, in possesso di una tecnologia superiore, a fornirle l’occasione di tornare sul pianeta rosso.
Peccato che, qui giunta, Sei abbia difficoltà a perseguire i suoi propositi che vacillano in seguito a nuove scoperte, quali le ragioni del conflitto tra marziani e terrestri e l’incontro con i marziani suoi fratelli, i quali si rivoltano contro di lei a causa dei suoi poteri sconvolgenti… e questo è solo l’inizio.

Considerazioni
galstarred07A un primo, superficiale sguardo Star Red, manga di fantascienza pubblicato nel 1978 in Giappone, non risulta particolarmente innovativo per plot o tematiche affrontate (razzismo e incomunicabilità, già abbondantemente sviscerate da Ursula Le Guin e che proprio in quegli anni la Takemiya affrontava a sua volta in Terra E…).
Ma chi legge Moto Hagio ormai dovrebbe saperlo: se in Giappone quest’autrice è paragonata a Dostoevskij, in fondo, ci sarà pure un motivo e magari fondato.
Ci si immerge dunque nella lettura, gustando ogni singola vignetta; non avrebbe senso, altrimenti, confrontarsi con una pagina così densa. Nel farlo, una consapevolezza si fa sempre più chiara: è la visione complessiva a rendere unico Star Red, visione che emerge dai molteplici punti di vista che mano a mano vengono affrontati nell’opera.
Sei è una esper che viene da Marte e che su Marte vuole tornare per vendicarsi dei terrestri che hanno sterminato il suo popolo. Sembrerebbe il classico revenge plot: un eroe subisce un danno gravissimo e vuole vendicarsi di questo danno sui suoi nemici.
Poi però la nostra eroina su Marte ci va davvero, e ad attenderla c’è un altro punto di vista: quello dei terrestri che vivono su Marte dopo aver scacciato i marziani. In realtà sono stati i marziani ad attaccare e uccidere i terrestri, quindi questi ultimi non hanno fatto altro che difendersi.
Entrambe le fazioni, terrestri e marziani, hanno subito dei danni, vissuto tragedie e contato i morti. Chi può dirsi dalla parte della ragione e chi del torto? Orientarsi non è semplice, quando siamo esposti alla molteplicità dei punti di vista. Tra l’altro, come se non bastasse, marziani e terrestri sono un’unica razza: i marziani non sono che terrestri stabilitisi su Marte in una prima ondata, poi mutati nel corso delle generazioni.
coveritastarred2Che senso ha, dunque, questa guerra tra fratelli?
Il gioco dei punti di vista non si ferma, perché la nostra eroina si riunisce ai marziani e apprende che lei, cresciuta sulla Terra, è in realtà una minaccia per i marziani stessi e persino per lo stesso pianeta Marte… a conti fatti è un pericolo, un elemento estraneo. Ma non basta: apprendiamo il punto di vista degli esper terrestri e il punto di vista di quello che possiamo definire il villain della situazione, ossia Pebhman, che vorrebbe utilizzare Sei come cavia per studio e sperimentazione. Chiude il cerchio, infine, il punto di vista di una società aliena e perfetta, volta a epurare gli elementi estranei nell’universo conosciuto (come Sei ed Erg, in pratica).
Questo approccio narrativo dovrebbe essere noto a chi ha seguito Mobile Suit Gundam, la cui mitica prima serie tv viene trasmessa in Giappone nell’aprile del 1979, però è proprio la visione della Hagio a imprimere in Star Red una personalissima impronta.
Lentamente, il punto di vista dell’individuo si perde nel mare del molteplice: considerando la vita nell’universo, quanto sono piccoli i nostri drammi personali? La nostra storia, la nostra individualità, i nostri sogni, il nostro amore, che significato hanno nel mondo che ci meraviglia grazie a punti di vista sempre nuovi che allargano gli orizzonti in senso illimitato? Per Sei ed Erg, due creature reiette, anomale e per questo pericolose, il destino appare segnato: in nessun luogo dell’universo esiste un posto per loro, un luogo dove la loro esistenza possa essere accettata. Dunque non esiste alcuna via d’uscita? 

Warning Spoiler

starredconsiLa conclusione del volume prova a dare una risposta a questa domanda, nel finale dove i due reietti, destinati a portare la morte, capovolgono il loro destino risolvendosi nell’origine della vita. A quanto pare, anche un elemento estraneo all’universo può essere utile all’universo stesso, perché c’è sempre una strada, un modo per far parte del mondo anche se non si è conformi allo standard, al modello costituito nell’ordine delle cose. Ciò che è diverso può essere un pericolo, ma anche occasione di crescita e arricchimento: un messaggio di speranza che apre alla possibilità.
Basterebbe tutto questo per definire Star Red prezioso, ma c’è pure la ciliegina sulla torta: la grafica vintage, più bella e avvolgente che mai, rende l’opera imperdibile.

Per noi, creature dell’anno 2021, consapevoli di vivere nell’epoca della fisica quantistica e della società liquida, la lettura di Star Red riesce sconvolgente anche per la sua modernità, dalla spiegazione della vista a raggi x all’ipotesi dell’emigrazione su Marte del 2050 (cosa che, oggi come oggi, suona come una profezia alquanto realistica).
In conclusione: Star Red è un titolo notevole, che spero non sia l’ultimo regalo della Moto Hagio Collection, in quanto al momento in cui scrivo non c’è notizia di annunci che riguardino il prosieguo della collana.

Gallery

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